referendum costituzionale

I cinque stelle non sanno governare, è questa la verità, sanno solo fare un’opposizione sterile, e quando sono al governo fanno opposizione a sé stessi, dilaniandosi in guerre per bande.

Approfondisci con REFERENDUM COSTITUZIONALE: COSA SAPERE SUL VOTO

Il NO alla riforma costituzionale

Il NO alla riforma costituzionale è il NO alla deriva autoritaria, prodotta dalla somma di italicum e riforma costituzionale.


Ma il NO alla riforma costituzionale è anche e soprattutto una affermazione di principi: di libertà e di democrazia. Per questo dire NO significa dire ancora una volta sì alla Costituzione del 1948, nata dall’antifascismo e dalla resistenza.

Chi vota sì si pone sulla linea Gelli, Craxi, Berlusconi; sta con i poteri forti: Fmi, Bce, JP Morgan, Ue, Vaticano, Confindustria.

Chi vota no si pone sulla linea Antifascismo, Resistenza, Democrazia, Libertà, Cnl, Zaccagnini, Dossetti, Arrigo Boldrini.

Chi vota NO afferma dunque principi

Chi vota NO afferma dunque principi ben precisi, come Giovanni il Battista, il primo obiettore di coscienza, che si rivolgeva ad Erode Antipa ricordandogli: “non ti è lecito prendere in moglie la moglie di tuo fratello”.

Anche chi vota NO alla riforma costituzionale dice: “non ti è lecito”

“Non ti è lecito realizzare i piani di Gelli, Craxi, Berlusconi”;

“Non ti è lecito stravolgere la Costituzione”

“Non ti è lecito calpestare la libertà e la democrazia”

“Non è lecito calpestare l’Antifascismo, la Resistenza, la Libertà, la Democrazia, la Repubblica Italiana per compiacere i poteri forti.”

Eppure si potrebbe obiettare che questa riforma costituzionale è in realtà di sinistra, perché è ostacolata da Lega, Forza Italia, e M5S, ovvero dalle forze di destra populista, xenofoba ed euroscettica.

In realtà non è così: il M5S e la Lega dicono NO non per affermare principi, ma perché sono appunto populisti, di estrema destra, euroscettici, e costretti a dire NO a tutto perché sono estranei alla storia democratica italiana.

Per Forza Italia valgono le stesse considerazioni, ma trattandosi di Silvio Berlusconi c’è un elemento in più, ovvero il fatto di essere stato estromesso dai giochi di potere, anche per sua responsabilità.

Silvio Berlusconi è all’angolo: la sua immagine pubblica è in declino a causa degli scandali giudiziari e sessuali in cui si è cacciato.

Non può tentare un rilancio andando dietro a leader politici più giovani e più efficaci di lui come Matteo Renzi, Matteo Salvini, Giorgia Meloni, perché ne resterebbe fagocitato: per questo ha fatto saltare il patto del Nazareno con Matteo Renzi, e l’alleanza elettorale per il comune di Roma con Matteo Salvini e Giorgia Meloni: ne sarebbe stato schiacciato.

Ora Silvio Berlusconi sostiene il progetto di rinnovamento della destra italiana di Stefano Parisi, un manager preparato ed efficiente, e soprattutto libero da scandali giudiziari e sessuali.

Silvio Berlusconi, con il suo avatar Stefano Parisi, vuole costruire un centrodestra pragmatico, efficiente, libero da scandali giudiziari e sessuali, lontano dal populismo xenofobo e dall’euroscetticismo della Lega e del M5S.

Lo stesso progetto di Matteo Renzi, che vuole fare il centrodestra con i voti degli ex cattolici di sinistra, e con i voti degli ex comunisti.

Per questo Silvio Berlusconi e Stefano Parisi sono contro la riforma costituzionale, anche se è in sostanza la stessa riforma del 2006 di Silvio Berlusconi: perché Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Stefano Parisi sono i tre leader in competizione per creare una destra moderna, efficiente, pragmatica, non populista, non xenofoba, non euroscettica.

E di conseguenza, Lega e Movimento cinque stelle sono contro la riforma costituzionale perché loro sono la destra populista, xenofoba, euroscettica che gli altri vogliono combattere.

Le uniche forze che hanno a cuore l’Antifascismo, la Resistenza, la Libertà, la Democrazia, la Repubblica Italiana sono l’Anpi, la sinistra dem, la Cgil, Sel, i comitati per il NO alla riforma, nati con l’impegno della società civile.

Per saperne di più si consiglia il seguente volume:

Cambiare la Costituzione?

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Astrid, 2016, Maggioli Editore

Il referendum sulla riforma costituzionale approvata dal Parlamento nella primavera del 2016 è in Italia, oggi, al centro del dibattito. Ma l’attenzione dei media è sulle conseguenze politiche del voto referendario e sul suo impatto sull’economia del Paese. Meno si...




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