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Nel caso in cui Equitalia commetta un errore grave nella riscossione e causi un danno quantificabile da stress e di immagine è obbligata per legge a risarcire i danni morali al contribuente.

Lo hanno ribadito la Corte di Cassazione e il Tribunale di Teramo, stabilendo però dei limiti alla normativa.

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Cartelle esattoriali: quando si ha diritto al risarcimento per danni?

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Lo stress e la perdita di immagine derivanti da cartelle esattoriali, ipoteche e pignoramenti illegittimi possono essere rimborsati al cittadino.

Il Tribunale di Teramo, con la recente sentenza n. 997/2016 pubblicata il 1° agosto 2016, basata su alcune precedenti sentenze della Cassazione, stabilisce che Equitalia è costretta a pagare al contribuente:

i danni morali o da stress (il “danno biologico”) quando si dia prova “che le sofferenze patite si sono sviluppate in una malattia medicalmente accertabile” e hanno dunque causato “una lesione della sua integrità psicofisica”;

i danni di immagine quando sia provato “che l’attore abbia subito un danno alla propria immagine personale ed identità”.

Diritto al risarcimento solo se i danni sono quantificabili

Questo orientamento, però, non presuppone l’obbligo di risarcimento tutte le volte che il contribuente si ritrova a vivere una condizione di disagio per aver ricevuto una cartella di Equitalia illegittima. Anzi, i danni subiti per colpa dell’errore dell’agente di riscossione devono essere quantificabili e precisi.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12413/2016 del 16 giugno scorso, infatti, ha stabilito che il danno morale o da stress (“non patrimoniale”) non può essere risarcito al contribuente “quando inquadrabile nello sconvolgimento della quotidianità della vita”, ovvero nei casi in cui consista di “meri disagi, fastidi, disappunti, ansie e ogni altra espressione di insoddisfazione, costituenti conseguenze non gravi ed insuscettibili di essere monetizzate perché bagatellari”.

In sostanza, il risarcimento per danni morali è sì possibile, tuttavia nella pratica è assai difficile da ottenere: le conseguenze patrimoniali e non addebitabili all’errore di Equitalia devono essere gravi e dimostrabili.

Danno patrimoniale: come si fa a quantificare?

E’ più facile dimostrare che si è subito un danno patrimoniale a causa di una notifica illegittima da parte di Equitalia. In questa circostanza, infatti, è possibile ricorrere non soltanto all’effettiva perdita di somme di denaro, ma anche alla perdita di possibili guadagni futuri.

Ad esempio, nella sentenza del Tribunale di Teramo menzionata si legge che “il repentino mutamento dei rapporti degli istituti bancari” a danno del contribuente, proprio nel periodo successivo all’illegittima iscrizione ipotecaria, ha certamente “creato un generale decadimento” della sua posizione commerciale.

Cartella esattoriale illegittima: un altro modo per ottenere il risarcimento

E’ possibile ottenere il risarcimento danni da Equitalia se il contribuente dimostra in tribunale che l’ente di riscossione ha agito pur avendo palesemente torto, per malafede o colpa grave. Il contribuente, quindi, deve provare che Equitalia ha agito nei suoi confronti senza averne il diritto.

Ciononostante, anche questo secondo motivo di denuncia non è facile da dimostrare; pertanto, prima di procedere, si consiglia di presentare un ricorso in autotutela all’agente della riscossione e all’ente titolare del credito che illustri maniera chiara le motivazioni del’’illegittimità dell’atto.


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