prescrizione cartella esattoriale

Se Equitalia notifica una cartella esattoriale per il pagamento di una somma non dovuta, cosa bisogna fare?

Nel caso in cui, ad esempio, il pagamento richiesto sia già stato effettuato oppure l’atto sia caduto in prescrizione o decadenza, come deve agire il contribuente per difendersi?

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In caso di errore nella cartella esattoriale, il Fisco prevede che il contribuente possa presentare immediatamente un’istanza all’ente per la riscossione.

Di seguito si riporta la procedura da seguire.

Maggiori informazioni le puoi trovare nel seguente volume:

Come difendersi dalle cartelle di pagamento

Come difendersi dalle cartelle di pagamento

Francesca Tambasco, 2014, Maggioli Editore

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Cartella Esattoriale: quando ci sono errori come difendersi

La Legge di Stabilità 2013, all’art. 538, stabilisce espressamente quali sono gli errori della cartella esattoriale per i quali il cittadino può presentare istanza. Dietro richiesta del contribuente Equitalia, infatti, è obbligata a sospendere immediatamente la riscossione forzata nel caso in cui:

l’atto emesso sia caduto in prescrizione o decadenza, quando queste siano intervenute prima della data in cui il ruolo è stato reso esecutivo;

– il creditore abbia emesso un provvedimento di sgravio o una sospensione amministrativa nei confronti della somma in questione;

– una sentenza giudiziale abbia sospeso o annullato l’atto emesso;

– il contribuente abbia effettivamente già pagato la somma all’ente creditore.

Istanza per la riscossione: come va presentata?

La propria dichiarazione per la riscossione deve essere presentata all’ente entro 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento. L’istanza, però, è del tutto gratuita e non necessita della consulenza di un avvocato.

La dichiarazione presentata, inoltre, obbliga Equitalia a sospendere qualsiasi tipo di procedimento, inclusi eventuali pignoramenti e ipoteche.

Il contribuente, quindi, non deve fare altro che compilare il modulo disponibile sul sito di Equitalia, specificando per quale delle cause sopra elencate si richiede la sospensione della riscossione, e inviarlo all’ente per la riscossione. L’istanza è possibile anche consegnarla a mano allo sportello di Equitalia.

Attenzione, in quanto l’istanza può essere presentata una sola volta.

Sospensione Cartella esattoriale: quando è definitiva?

Equitalia, quindi, una volta ricevuta la dichiarazione, sospende la riscossione forzata e avvia le indagini. Entro 10 giorni dall’invio dell’istanza da parte del contribuente, l’agente per la riscossione trasmette il documento all’ente creditore per controllare la situazione e verificare se la richiesta del cittadino è fondata, anche se solo parzialmente.

Se la risposta è affermativa, Equitalia procede alla sospensione definitiva della cartella e la elimina dai propri sistemi informativi.

Oltre a ciò, l’ente creditore è tenuto a comunicare al contribuente l’esito dell’istanza presentata. Infatti, se il cittadino non riceve informazioni entro 220 giorni dall’invio della dichiarazione, la cartella va annullata a prescindere dall’esito delle indagini.


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