acquisto prima casa

Le agevolazioni sulla prima casa sono benefici fiscali che consistono nella riduzione dell’IVA dal 20% al 4% se si acquista l’immobile da un’impresa e dell’imposta di registro dal 9% al 2% se lo si acquista da un proprietario privato.

Agevolazioni prima casa: quando e come ottenerle?

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Si tratta di agevolazioni disponibili per quei soggetti che comprano una nuova abitazione e al momento del rogito non possiedono un altro immobile acquistato con agevolazioni in tutto il territorio nazionale, oppure in caso contrario per chi vende questo immobile entro un anno.


Inoltre, l’acquirente non deve essere proprietario (anche solo insieme al coniuge) di nessun’altra abitazione nello stesso Comune nel quale intende comprare una nuova casa.

Infine si deve avere residenza in questo stesso Comune oppure dichiarare di volerla stabilire entro i suoi confini non oltre 18 mesi dalla data di acquisto.

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Quando gli acquirenti sono due coniugi

Se sono 2 coniugi a voler comprare la prima casa, la legge prevede che le agevolazioni debbano essere concesse nel caso in cui l’acquisto avvenga in regime di comunione legale dei beni e quando la famiglia abbia la rispettiva residenza nello stesso Comune.

Quando non si deve cambiare residenza

Qualora l’acquirente non abbia residenza nel Comune nel quale è situato l’immobile, e in alternativa al trasferimento, il bonus prima casa può essere concesso se il contribuente ha almeno la sede del lavoro nel Comune prescelto. E’ importante notare che tale lavoro può essere sia di tipo autonomo che dipendente. In questo caso l’acquirente non è tenuto a cambiare residenza.

Si consiglia il seguente volume:

Assegnazione bonus prima casa: la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano

La sentenza num. 4512/2016 della Commissione Tributaria Provinciale di Milano, in materia di controversia riguardo l’assegnazione del bonus, stabilisce un importante precedente: a differenza di quanto succede per il trasferimento di residenza, le agevolazioni non possono essere concesse se la sede di lavoro dell’acquirente non sia già nel Comune dell’immobile al momento dell’acquisto.

In altri termini, non vale la promessa di trasferire la sede di lavoro nei mesi successivi alla firma del contratto.

Quindi, in sintesi, l’acquirente deve avere residenza nel Comune dove è situato l’immobile oppure trasferirla entro 18 mesi dall’acquisto della casa, o ancora avere sede di lavoro nel Comune già al momento della firma del contratto. Viene, infine, equiparata alla sede di lavoro anche la sede di studio.


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