pensioni e referendum costituzionale

Il Governo vara con un decreto le modifiche alla legge Fornero: obiettivo, spostare l’inerzia favorevole al No sulle riforme costituzionali.

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Una manovra da prima Repubblica per inaugurare la Terza?


Non è passato inosservato, nelle ultime ore, l’intento del Governo di rimettere mano alle pensioni con una riforma lampo entro la fine dell’anno. Un argomento trai più caldi, ma anche tra quelli più rimandati, che casualmente riaffiora a poche settimane dal banco di prova del referendum costituzionale.

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Questa settimana riprende il carosello della politica romana, dopo le ferie e – soprattutto, l’emergenza terremoto. A palazzo Chigi sono attesi nientemeno che i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil per discutere di novità alla normativa previdenziale, proprio quell’argomento tabù che nei mesi e negli anni alle spalle ha continuato a serpeggiare, senza però mai ottenere significativi cambiamenti.

L’unica novità portata dal Governo in questa primavera era stata quella del part time agevolato, ossia la possibilità per i lavoratori più attempati, in procinto di entrare nella fascia pensionabile entro il 2018, di ridurre il carico orario per gli ultimi due anni (QUI TUTTE LE INFORMAZIONI SU COME RICHIEDERLO).

Non proprio una rivoluzione in ambito previdenziale, dal momento che i requisiti anagrafici e contributivi di base non erano stati toccati da questo intervento.

L’anticipo pensionistico

Ora, invece, il Governo avrebbe in mente di rispolverare un’idea nel cassetto da alcuni anni, ma che finora non ha mai superato l’ostacolo delle commissioni parlamentari: l’anticipo pensionistico. E addirittura, l’obiettivo sarebbe quello di includerlo, sì, nella prossima finanziaria, ma di renderlo operativo con un decreto già nelle prime fasi dell’autunno.

Se il metodo della decretazione lascia alcune perplessità – fin dalla riforma Fornero si mise in dubbio la liceità di interventi di tipo emergenziale in materia di previdenza – ciò che salta all’occhio è, da una parte, il ritorno improvviso alla concertazione e dall’altra l’improvvisa fretta dell’esecutivo di mettere mano a questi temi spesso lasciati in disparte negli anni precedenti.

Circa il coinvolgimento delle parti sociali, siamo di fronte a un’inversione a U del Governo Renzi, che ha sempre rinviato il confronto, riducendolo a incontri di cortesia, nel timore di rimanere impantanato nei tavoli con sindacati e associazioni di categoria. Così è avvenuto con il Jobs Act e con la riforma della scuola, approvati a tappe forzate voltando le spalle al modello dominante nei decenni scorsi le politiche di welfare.

L’invito ai segretari dei sindacati è finalizzato a individuare un punto di incontro sulla nuova legge pensionistica, che dovrebbe prevedere, con un esborso di due miliardi di euro, uscite dal lavoro già a partire da 63 anni – con un piano di anticipo personalizzato – e addirittura un aumento degli assegni minimi.

Misure che hanno tutta l’aria, se non proprio elettorale, sicuramente referendaria. L’impazienza del Governo nel mettere in atto queste misure, si traduce solo con la necessità di recuperare terreno in una battaglia, quella del voto sulle riforme, che si preannuncia tutta in salita per i sostenitori del Si, e proprio nelle decisive battute finali.

Referendum costituzionale: i sondaggi sono per il NO

I sondaggi, infatti, vedono il No in vantaggio, con il trend favorevole a chi intenderà bocciare la nuova legge Boschi-Renzi. L’immagine del premier, con la ripresa economica a rilento e i dati sull’occupazione non esaltanti, oggi sembra appannata e la gestione del terremoto, con le polemiche del caso Errani, ha complicato ulteriormente le cose.

La scadenza referendaria è imminente e, non a caso, in questi giorni in tv appare un Renzi più dialogante ed evidentemente preoccupato, che si lascia andare in maniera insolita a giustificazioni come “Se il Jobs Act fosse stato varato 10 anni or sono i risultati sarebbero stati ben diversi”. Ammissioni di cui il Presidente del Consiglio farebbe volentieri a meno, ma che ora deve riconoscere, dal momento che gli stimoli del suo Governo non stanno ottenendo l’effetto sperato sul fronte dell’economia.

Dunque, il cambio di registro, così come il ritorno della concertazione a palazzo Chigi, appaiono come due facce della medesima strategia: mostrarsi con un volto meno decisionista e aperto alle discussioni, ovviamente sempre in ottica referendum, il chiodo fisso del Governo da qui a novembre.

Se questa linea porterà i suoi frutti, lo si vedrà solo nelle prossime settimane. Certo è che Matteo Renzi sa di aver chiuso la sua luna di miele con l’opinione pubblica e questo, in vista di un bivio così importante, è un segnale inequivocabile di debolezza per i promotori delle riforme costituzionali.

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9 COMMENTI

  1. Poco da dire dopo aver finalmente scoperto il “gioco” di questi ipocriti parolai…
    a loro interessa solo mantenere poltrone e potere.. le decisioni vengono prese mirando a quest’unico obiettivo.
    Votare NO al referendum non solo impedirà di far passare certe schifezze costituzionali ma sarà un segnale ben preciso.. un avviso di sfratto in vista delle prossime elezioni politiche.

  2. In due giorni mandarono via Berlusconi, regolarmente eletto dal popolo italiano, perché non c’era tempo da perdere: bisognava salvare l’Italia che dicevano era sull’orlo del precipizio e bisognava fare presto. Posero allora un signore che era stato nominato due giorni prima senatore a vita, ma non eletto perché non c’era tempo per nuove elezioni. Sono ormai passati 5 anni e l’Italia, invece di essere salvata, è precipitata paurosamente: leggi sbagliate, aumento vertiginoso della disoccupazione, del debito pubblico, della povertà. E questi signori a capo dei quali vi è ancora uno, non eletto dal popolo italiano, non hanno un minimo di dignità nel dire: abbiamo fallito, andiamo via. Invece si inventano tutti i trucchi per continuare a resistere sulle loro poltrone ed a continuare a fare danni! Non possiamo più sopportare!

  3. renzi continua a smentirsi: lo abbiamo ascoltato tutti, dopo avere affermato categoricamente più volte che se il governo perde il REFERENDUM COSTITUZIONALE non avrà più ragione di restare alla guida dell’Italia e quindi di conseguenza DIMISSIONI, oggi dice che non sa cosa farà in caso di sconfitta perché il referendum non è personale….. ma se la sua scellerata politica viene sconfitta dal popolo che voterà NO per lui penso che non ci sia più possibilità di governare perché la strada indicata dal popolo e obbligata moralmente per lui è una sola RENZI A CASA……

  4. Maledetta riforma fornero dopo 41 anni di lavoro autonomo non posso aver diritto alla pensione per loro ci sono i diritti acquisiti per noi non ci sono loro hanno tutti i confort noi dobbiamo morire sul lavoro siamo un limone da spremere per ingrassare le loro tasche hanno stipendi da nababbi i loro figli non fanno la fila per un posto di lavoro mi chiedo se a pagarli siamo noi popolino perché gli stipendi non li decidiamo noi

  5. A proposito di riforma pensioni, in questi giorni si sente dire di tutto e di pù. L’unica cosa di cui non ho sentito parlare ò della sorte di coloro che hanno 40 anni o più di contributi.
    Il timore è che, con questi governanti, ci sia ben poco da sperare.
    Cordiali saluti.
    Bonanno Domenico

  6. I MIEI GENITORI MI HANNO SEMPRE INSEGNATO A RISPARMIARE E COMPRARE LE COSE CHE SERVIVANO PER LA CASA, PER I FIGLI….QUANDO RACCOGLIEVO LA SOMMA CHE SERVIVA……INSOMMA A NON FAR DEBITI, E A NON FAR MAI LE FAMOSE ….CAMBIALI !!!!! ADESSO, DOPO 40 ANNI DI LAVORO E 65 ANNI E 7 MESI DI ETA’ …….IL ” MIO (????? ) …….. GOVERNO” ….(I GENITORI NON CI SONO PIU’, PER DIRMI QUALCOSA….), MI DICE CHE, SE VOGLIO STARE CON I NIPOTINI E FAR RISPARMIARE MIA FIGLIA SULLA BABY-SITTER, E USCIRE PRIMA DEI 66 ANNI E SETTE MESI ( REGALO DELLA NOSTRA SCHIFOSISSIMA FORNERO)….MI DEVO FARE UN PRESTITO…..PER AGEVOLARE BANCHE E ASSICURAZIONI!!!!!!!ED IO??????? PAGO….DOPO 40 ANNI DI CONTRIBUTI…..E 65 E SETTE MESI DI ETA’…… UNA LAVORATRICE DELUSA

  7. Continuano i giovincelli del governo a giocare con le donne: figlie, madri, mogli lavoratrici oneste ed anziane…continua la vergognosa truffa a carico di chi oramai non ha più la forza di lavorare avendo superato i 60 anni con delusioni e sudore…una vita di ricatti, riscatti e baratti. Ma chi sono le donne degli anni 51/52/53?! Bellissime Donne perseguitate dalla schifosa Legge Fornero fatta da una donna che non è mai stata:figlia, madre, moglie e lavoratrice (senza baby sitter, badanti e cameriere). Che cosa può capire una donna che non è mai stata veramente DONNA LAVORATRICE DENTRO E FUORI CASA?!?

  8. Lo ripeterò all’infinito che la MALEDETTA LEGGE FORNERO continuerà a fare disastri nelle aziende e tra la gente fino a quando non verrà cambiata e questo governo di furbi o di incapaci ha la facciatosta di proporre l’imbroglio/truffa dell’APE……. è furba la Boschi che rinvia il Referendum costituzionale a fine novembre, è furbo renzi che promette quello che non potrà mai mantenere… sono furbi Zanetti, Padoan, Morando, Nannicini, Poletti ecc. che sostituiscono i direttori dei telegiornali RAI con lo scopo di un ritorno propagandistico sicuramente favorevole…… ma i furbi non devono stare al governo del paese ma devono tornare a casa e, PER RENZI A CASA, l’unica nostra possibilità è votare NO al REFERENDUM COSTITUZIONALE

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