stalking reato

Per poter integrare il reato non è necessario che lo stalking rechi un mutamento nelle abitudini di vita della vittima.

Cosa prevede la Cassazione

A chiarirlo la sentenza n. 35778/2016 della quinta sezione penale della Corte di Cassazione, depositata il 30 agosto, secondo cui gli atti persecutori possono prevedere degli eventi alternativi, ciascuno idoneo a realizzarli, che non rendono indispensabile che lo stato di ansia e paura indotto nella vittima la induca a cambiare le proprie consuetudini.

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L’undicesima edizione del Codice di procedura penale è aggiornata ai seguenti provvedimenti: • L. 23 dicembre 2014, n. 190 (G.U. 29 dicembre 2014, n. 300), disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015); •...



La rilevanza dello stato d’ansia e di timore

Lo stato di ansia e di timore assume quindi rilevanza perché, anche se a prescindere da esso non vi sono mutamenti significativi nella vita del soggetto passivo del reato, questo non implica che chi abbia attuato degli atti persecutori in modalità penalmente rilevante possa “farla franca”.

Che cosa causa uno stato d’ansia grave

I giudici hanno precisato che, per quanto concerne la causazione di uno stato d’ansia grave e perdurante, la prova dell’evento del delitto deve essere basata su elementi sintomatici del turbamento psicologico, ricavabili dalle dichiarazioni della vittima e dai comportamenti derivanti da quanto subito.

La condotta dell’agente

Oltre a ciò, è necessario guardare la condotta stessa dell’agente, considerandone sia l’idoneità astratta a causare l’evento sia il profilo concreto relativo alle effettive condizioni di luogo e di tempo in cui è stata consumata.

Nella fattispecie, la decisione del tribunale del riesame di disporre la misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa nei confronti del ricorrente, indagato per stalking, è da confermare.

Le doglianze dell’indagato, infatti, che lamentava come la decisione dei giudici fosse basata soltanto su notizie fornite dalla persona offesa e che le conseguenze delle condotte sulle abitudini di vita della vittima non sarebbero state valutate in maniera accurata, non trovano accoglimento.


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