canone rai

Con la tanto discussa riforma del canone RAI, che ora arriva nelle case degli italiani direttamente addebitato in bolletta, cosa cambia rispetto a quanto previsto negli altri Stati d’Europa? Ecco di seguito una breve guida sulle normative europee.

Per approfondire si consiglia lo speciale su CANONE RAI 2016: ESENZIONE, RIMBORSO, MODULI

Canone tv abolito: dove?

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I Paesi in cui il canone televisivo è stato abolito sono rispettivamente: Spagna, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Ungheria, Bulgaria, Lituania, Lettonia, Polonia, Estonia, Bielorussia, Ucraina, Moldavia, Russia e Turchia.

Altri ancora, invece, hanno legislazioni che stabiliscono che, oltre al pagamento del canone, la televisione pubblica non debba trasmettere(o perlomeno limitare) la pubblicità; si tratta di Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia e Francia.

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Canone Rai: il più economico?

Nei restanti Stati del Vecchio Continente l’abbonamento tv si paga e non è raro che sia più caro rispetto a quello versato da noi italiani. L’addebito più elevato, in termini di spesa da parte dei contribuenti, lo si registra in Svizzera, Norvegia e Danimarca dove, in ogni caso, si superano i 300 euro all’anno, contro i 100 dell’Italia.

Scavalcano, invece, i 200 euro, Paesi quali Germania e Svezia, mentre rimangono comunque sopra la soglia dei 100 euro versati da noi italiani il Regno Unito, l’Irlanda, la Finlandia, la Francia, la Croazia e la Slovenia.

Canone in bolletta: dove?

Come è noto, a partire dal mese di luglio ha preso ufficialmente avvio la riforma del canone Rai che è così stato inserito nelle bollette elettriche di milioni di italiani. L’Italia, tuttavia, è accompagnata da altri Paesi per quanto riguarda questa nuova (per noi) modalità di pagamento: anche in Portogallo e in Grecia, infatti, il canone tv viene pagato mediante la bolletta.

Cosa sapere sulle modalità di pagamento degli altri Paesi

Alcune legislazioni europee hanno delle specificità: ad esempio, a partire dal 2013, in Finlandia l’abbonamento tv equivale ad un’imposta progressiva, mentre in Germania lo si deve pagare anche nei casi in cui non si detiene alcun apparecchio televisivo.

Anche negli Stati che hanno legislazioni che hanno sostituito il canone con un’imposta progressiva applicata a tutti i cittadini (come detto la Finlandia, ma anche l’Islanda), l’abbonamento lo si deve pagare a prescindere dal possesso o meno del televisore.

In Gran Bretagna, invece, deve versare l’importo dell’abbonamento soltanto chi vede oppure registra le programmi tv. A differenza dell’Italia, infatti, se un contribuente inglese possiede la televisione, ma tuttavia non la adopera per guardare le trasmissioni, usufruendone soltanto ed esempio per lo streaming, i dvd o per i videogame, non deve versare neanche un centesimo.

Infine, i Paesi che hanno eliminato la pubblicità, sovvenzionando interamente la tv pubblica attraverso il canone, risultano anche quelli in cui l’abbonamento tv è assai alto (vedi Svezia e Danimarca), o viceversa in cui il canone viene suddiviso tra tutti i cittadini (ad esempio la Finlandia).

La sola eccezione in tal senso è rappresentata dalla Francia, in cui vige una disciplina piuttosto ferrea sulla pubblicità pur avendo un abbonamento televisivo non elevato. Si tratta della cosiddetta contribution à l’audiovisuel public che viene immessa in quella che i francesi chiamano Taxe d’Habitation. Analogamente a quanto previsto in Italia, anche in Francia se non si possiede la tv si ha diritto a chiedere di essere esonerati dal pagamento.


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1 COOMENTO

  1. Che l’Italia impari anche, e sopratutto, dal Regno Unito. Gli abitanti lì sono obbligati a pagare un canone annuale di 146 Sterline (costo per il 2016). La BBC non trasmette pubblicità e produce programmi di eccellente qualità, una qualità al di là di quello che possono riuscire ad immaginare gli Italiani, sia in televisione che su radio e su internet.
    Per averne un assaggio provate solo a dare un’occhiata al sito http://www.bbc.co.uk e la sua sezione radio, e poi fate il paragone col provinciale, superficiale ed infantile sito http://www.rai.it. A paragone la RAI risulta essere in mano a scolari della scuola elementare.
    Se la programmazione e le produzioni RAI sono così scadenti dove vanno a finire i milioni e milioni e milioni di Euro che guadagna con la trasmissione 24 ore su 24 di invadente e snervante pubblicità? Esatto, ci si pagano gli stipendi e poi briciole alla programmazione e produzione.

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