strage bologna 2 agosto 1980

Esattamente 36 anni fa, il 2 agosto del 1980, si compiva la strage alla stazione ferroviaria di Bologna, nella quale persero la vita 85.

E proprio oggi, nel giorno dell’anniversario dell’atto terroristico, entra in vigore la legge che introduce il reato di depistaggio, voluta dal Presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage Paolo Bolognesi. Una legge, come dichiarato da Bolognesi, “attesa da 23 anni”.

Leggi qui l’articolo sull’approvazione definitiva della legge

Strage di Bologna: l’anniversario


Proprio a partire dalla giornata odierna, diventa pertanto effettiva la nuova Legge n. 133 dell’11 luglio 2016, approvata definitivamente dal Parlamento il 5 luglio.

Per la città di Bologna si tratta di “un 2 agosto da ricordare”, lo ha sottolineato Bolognesi. Il Presidente dell’Associazione delle vittime, commentando la coincidenza temporale dell’avvenimento, ha espresso grande soddisfazione: “Più bello di così… Una cosa eccezionale. Se avessimo cercato di farlo apposta non ci saremmo riusciti”.

Per i nuovi depistaggi sanzioni più pesanti

E’ comunque difficile, secondo Bolognesi, che la nuova legge porti ad ulteriori chiarimenti rispetto alla strage di 36 anni fa, ma osserva che i nuovi depistaggi che intralceranno la giustizia potranno finalmente essere puniti in maniera pesante.

Proprio nel corso delle scorse settimane, Bolognesi e altri parenti delle vittime dell’attentato si sono scagliati contro il recente saggio di Rosario Priore “I segreti di Bologna”.

Infatti, nel libro-inchiesta Priore riapre la pista palestinese, ormai considerata archiviata dalla Magistratura, compiendo un’operazione che Bolognesi definisce “un volgare sciacallaggio” che “mette addirittura in mezzo le vittime, creando problemi e sofferenza alle famiglie”.

Reato di depistaggio: cosa cambia da oggi

Anzitutto, la Legge n. 133/2016 punisce il pubblico ufficiale che si macchia di frode in processo penale e depistaggio con una pena dai 3 agli 8 anni di carcere. Nel caso aggravato in cui l’ufficiale distruggesse, occultasse o alterasse delle prove, oppure creasse false piste, la pena sarebbe poi prolungata da un terzo alla metà.

Molto dura è la pena prevista per l’ostacolamento delle indagini in reati che coinvolgono processi per stragi e terrorismo, come richiedevano i parenti delle vittime della strage di Bologna, ma anche per i reati di stampo mafioso, di tratta di persone e altri delitti gravi. In tutti questi casi, infatti, la reclusione va dai 6 ai 12 anni. Con una condanna superiore a 3 anni, inoltre, scatterà anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

La pena, da oggi, aumenta anche per il reato di frode processuale nel procedimento civile o amministrativo, con reclusione da uno a 5 anni per chiunque modifichi lo stato dei luoghi, delle cose o delle persone al fine di ingannare il giudice o il perito.

Infine, aggravanti sono previste anche per chi non commette depistaggio ma si macchia di falsa testimonianza e favoreggiamento personale per lo sviamento delle indagini.

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