cad amministrazione digitale

Come è noto, in virtù dell’art. 1 della legge delega 7 agosto 2015 n. 124, il Governo ha approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo recante modifiche e integrazioni al codice dell’amministrazione digitale.

Tale schema di decreto, dopo aver incassato i pareri della Conferenza Unificata, del Consiglio di Stato (del 17 marzo 2016 e del 11 maggio 2016) e del Garante per la protezione dei dati personali, è stato trasmesso alle Camere lo scorso 7 giugno per i pareri delle Commissioni parlamentari competenti (è possibile seguire i lavori qui).

L’On. Paolo Coppola, nominato relatore alla Commissione I Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, dopo aver avviato, in data 23 giugno, la discussione istituzionale dello schema di decreto, ha ritenuto opportuno avviare una consultazione ad hoc, finalizzata al miglioramento del testo del CAD, invitandovi a partecipare esperti del settore, portatori di interessi e società civile.


Consultazione a cui, insieme a Carmelo Giurdanella, ho avuto l’onore di essere coinvolto.

Il lavoro di consultazione è stato coordinato da Fernanda Faini (Presidente Circolo Giuristi Telematici), ed organizzato in tre sottogruppi tematici, facenti capo rispettivamente ai referenti Monica Palmirani (Cirsfid), Andrea Caccia (Uninfo) e Nello Iacono (Stati generali dell’innovazione).

Questi i gruppi di lavoro:

(1) identità e cittadinanza digitale, organizzazione, sistemi e servizi;

(2) documenti informatici e digitalizzazione dei procedimenti amministrativi;

(3) dati e sistema pubblico di connettività.

Raccolte le osservazioni e le proposte di miglioramento durante la prima decade di luglio, la scorsa settimana si sono tenuti tre incontri presso la Camera dei Deputati, per discutere dal vivo le proposte avanzate per ciascuno dei tre gruppi tematici.

Ho avuto modo di partecipare ai lavori del gruppo dedicato a “documenti informatici e digitalizzazione dei procedimenti amministrativi”, prendendo parte all’incontro del 19 luglio, durante il quale per l’appunto sono stati esaminati gli artt. da 20 a 49 dello schema di Decreto legislativo di modifica del CAD, e le relative modifiche proposte. Durante l’incontro ci si è soffermati, in particolare, sugli articoli interessati dal maggior numero di proposte di modifica, al fine di armonizzarne i contenuti e verificarne l’omogeneità (qui un breve riepilogo di Andrea Caccia, referente del gruppo).

Il rapporto tra CAD e procedimento amministrativo

La nostra attenzione si è invece rivolta alla necessità di rafforzare ed armonizzare il rapporto tra il CAD e la disciplina legislativa in materia di procedimento amministrativo contenuta nella legge 241/90, rapporto assai stretto, che ancora oggi stenta ad essere digerito dalle amministrazioni italiane.

Per questo motivo, in prima battuta, ritenendo maturi i tempi per chiarire a livello normativo che la digitalizzazione è cogente per tutti gli istituti procedimentali disciplinati dalla legge 241, abbiamo formulato alcune proposte di modifica all’art. 41 CAD, che tuttavia non comportano nuovi obblighi di legge, già sanciti da norme e principi vigenti, ma che si limitano ad enunciarli espressamente per renderli inequivoci.

Le altre proposte

Un’ulteriore proposta, formulata in vista della piena operatività dell’art. 40 dal prossimo 12 agosto 2016, riguarda l’opportunità di fissare, in seno allo stesso articolo, il grado di invalidità dell’atto non formato con mezzi informatici, traendo spunto dal disposto di cui all’art. 21-septies della legge n. 241/90, secondo cui “è nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali”.

Infine, la quarta proposta riguarda l’inserimento dei professionisti nel novero dei soggetti tenuti a comunicare -tra loro, con le imprese e le pubbliche amministrazioni- esclusivamente in modalità telematica ai sensi dell’art. 5-bis CAD: nell’ottica di una totale dematerializzazione delle comunicazioni pubbliche, risulta infatti ormai anacronistico escludere i professionisti dal novero dei soggetti obbligati.

Qui il testo integrale delle proposte formulate.

Chiusa la consultazione, la palla è già tornata alla Commissione Affari Costituzionali, che sin da giovedì 21 luglio ha ripreso a ritmi serrati la discussione per la formulazione del parere, da rendere entro il 6 agosto, con l’obiettivo di consentire al Governo di varare il nuovo CAD, come auspicato dall’on. Coppola, entro il mese di settembre.

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