bugie

Se non ti sei mai auto-sabotato raccontandoti una scusa non leggere questo post.

Se invece sei anche tu tra coloro a cui è capitato almeno una volta di trovare, magari con un bel sospiro di sollievo, una plausibilissima motivazione per non attivarti, non assumerti rischi, responsabilità, per cambiare qualcosa nella tua vita, potesti riconoscere uno dei blocchi mentali che ti stanno impedendo di realizzare il tuo potenziale o quello verso cui ti sta indirizzando il tuo cuore.

Ma cosa sono le scuse?

Howard Wright le definisce “bugie impacchettate con motivazioni plausibili”. Inventiamo scuse consapevolmente o inconsapevolmente per rimanere nella zona di comfort, cullati in una falsa impressione di sicurezza che ci impedisce di vivere pienamente la vita ed eventualmente ci autorizza a lamentarcene, alimentando un vittimismo – a quel punto –  giustificato.


Le scuse sono anche meccanismi di difesa da emozioni negative che abbiamo paura di affrontare, sono un modo di evitare quel disagio temporaneo e di breve periodo e che potrebbe aprirci la porta alla felicità a medio-lungo termine. In tal modo, invece di scavare nel nostro sè più profondo col rischio di trovare una verità che non ci piace, possiamo rilassarci incolpando condizioni esterne avverse.

Sono poi la voce delle nostre insicurezze, delle paure, di antiche ferite, dei bisogni più intimi e veri che non vogliamo confessarci – magari perché non socialmente accettati o non adatti al nostro ruolo familiare o professionale – e che per questo razionalizziamo spostando all’esterno il locus of control.

Sono infine l’indicatore di mancanza di motivazione o committment verso doveri che non sentiamo come nostri.

Più le scuse che addiciamo sono razionali e plausibili, più ci convinciamo che siamo persone di buon senso, intelligenti, con i piedi per terra.  Tra i filoni più comuni e ricorrenti troviamo:

Scuse riguardo all’identità

Di queste, al top: Sono fatto così (spesso seguita da “ormai non posso più cambiare”)”.  Ce la siamo raccontati tutti almeno una volta nella vita e denota mancanza di motivazione al cambiamento, volontà di controllo,  paura dell’ignoto, timore di non riconoscersi più o di non essere più riconosciuti (e quindi accettati) da chi ci circonda. Alcuni nostri meccanismi mentali e relativi automatismi comportamentali sono infatti talmente radicati che li confondiamo con la nostra identità. In realtà, come tutte le altre abitudini, sono modificabili – seppure con impegno e fatica, considerando quanti anni abbiamo impiegato per diventare eccellenti nel comportamento non produttivo.

All’interno di questo gruppo, troviamo anche le scusa legate all’età: “Ormai sono troppo vecchio / giovane”; “se avessi qualche anno in più/meno; se avessi avuto questa opportunità a…. anni”….. Oppure anche quella legata al sentirsi un’eccezione alla regola: “Il mio caso è diverso”.

Scuse legate alla scarsità di risorse

Tutte le versioni di “Non ho”. Anche in questo caso, alla base troviamo mancanza di motivazione, una visione incentrata sul problema, la mancanza di volontà di trovare soluzioni, tutti elementi che impediscono di cogliere eventuali opportunità. Troviamo qui la scarsità di:

  •  Tempo: “Non ho (abbastanza / più) tempo; Sono troppo impegnato; Lo farò dopo / domani / più avanti / da lunedì / dopo le vacanze / dal primo di gennaio (sottinteso: adesso non ho tempo); Sto già facendo altro; Lo farò quando (completare con la conditio sine qua non più appropriata)”. Qui troviamo tutte le declinazioni dell’inesorabile “Ormai”: “Ormai è tardi / Ormai ho iniziato altro / Ormai stiamo assieme da anni….”
  •  Denaro:  La scusa regina: “Non c’è il budget”. E poi tutte le altre “Non me lo posso permettere / Costa troppo; Ho già investito altrove” etc…;
  •  Competenza / Conoscenza: “Non sono capace / nessuno me l’ha mai insegnato; Non l’ho mai fatto prima; Non so da dove cominciare; Non ne so abbastanza, Non sono qualificato / esperto / laureato; Questa cosa è da (completare con il tipo di expertise richiesta); Non conosco le persone giuste; bisogna essere raccomandati…”

Scuse legate al processo

Dispensano saggezza che mette al riparo dal rischio, denotando paura di fallire ai propri occhi o a quelli degli altri. Bloccando sul nascere l’iniziativa, le scuse di processo – al pari di quelle quelle legate all’identità – realizzano le profezie auto avveranti rispetto all’impossibilità di riuscita e rafforzano gli alibi.

  • “È rischioso / pericoloso”
  • “Potrebbe andare male / Le cose non andrebbero per il verso giusto.”
  • “Non ci è mai riuscito nessuno quindi non ci provo neanche. / Dicono tutti che è impossibile”
  •  “Non ci sono garanzie di riuscita”
  • “Non so se questa è la decisione “giusta””
  • “Non è il momento giusto / Prima bisogna / È prematuro / È troppo presto / tardi.”
  • “Chi va per la via vecchia per la nuova sa quel che lascia non sa quel che trova”
  • “Meglio non mettere troppa carne al fuoco”;

Scuse legate responsabilità e al permesso

Consentono di non assumersi dei rischi, compreso quello di conseguire il risultato desiderato.

  • “Devo chiedere a…..”
  • “Non spetta a me / Avrebbe dovuto farlo qualcun altro”.
  • “Non mi è stato detto / chiesto; Non sono stato interpellato”
  • “Non sono autorizzato / non so se posso; Non sono autorizzato / non posso”
  • “Non è  nella mia job description”
  • “(Non) sono cose da donna / uomo”
  • “Me l’hanno sconsigliato”
  • “Neppure (nome) l’ha mai fatto”

 Scuse legate all’altruismo

Mantengono nella zona di dis-comfort evitando decisioni inizialmente difficili, con potenziali conseguenze molto complicate da gestire sia dal punto di vista pratico che relazionale, anche se nel medio-lungo periodo potrebbero rivelarsi positive per tutte le parti in causa.

  • ” Lo faccio – o non lo faccio – per i colleghi / per il partner / per i genitori / i figli / per tenere unita la famiglia….”
  • “Non posso deludere le aspettative di…”
  • “Sono in debito con…..”
  • “Glie l’ho ho promesso…”

Come fare a eliminare le scuse?

Per eliminare le scuse è necessario come prima cosa diventare consapevoli delle nostre sovrastrutture mentali, essere motivati al cambiamento, decidere di affrontarle.

Nel prossimo post vedremo come fare, partendo dai messaggi che ci portano e come utilizzarli in modo produttivo.

Ma dimmi, quali sono le tue scuse preferite?

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