attacco nizza

Attacco a Nizza, 80 morti, 18 feriti gravi.

Un tir si è schiantato contro le persone, dopo le 22, quando ormai la sua messa in moto non destava preoccupazione.

L’attentatore era armato. Sotto attacco è la nostra civiltà, il nostro stile di vita.
Si è approfittato della data simbolo del 14 luglio e di un luogo di vacanza come Nizza. Questo è il vero terrorismo, perché questi attacchi vogliono diffondere il terrore, vogliono trasmettere la sensazione che la propria quotidianità può finire in ogni momento, gettando così nell’angoscia esistenziale.


In questo modo il terrorismo mira ad inoculare il virus dell’assurdo nelle nostre vite.
Angoscia e assurdo che suscitano e confermano il senso di impotenza: la Francia è riuscita a superare la prova della sicurezza con gli Europei di calcio e nonostante tutto subisce altri attacchi devastanti.

Ormai la Francia deve prepararsi a vivere con la stessa angoscia con cui da sempre vive in Israele. L’attentatore era un franco-tunisino, quindi radicato in Francia. Com’è possibile questo fallimento della integrazione?

È ancora presto per dirlo, ma è come se fossimo di fronte all’anarco-individulismo, questo attacco forse è stato organizzato e attuato da un singolo individuo. Come può l’intelligence prevenire questi attacchi?

Come si può controllare non solo gli extracomunitari, ma anche i francesi, anche se di origine tunisina o algerina? Penso che le politiche di integrazione siano destinate a fallire con chi non vuole integrarsi.

Questi non sono gli attacchi di un folle. Chi organizza questi attacchi suicidi è lucido, razionale e capace di intendere e di volere. È ancora presto per dire se l’Islam radicale sia la base di questi attacchi, ma resta senza risposta perché l’Islam radicale ad un certo punto diventa l’unica opzione, per individui lucidi ma disperati, forse resi lucidi dalla loro disperazione.


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