referendum brexit

Il puzzle Europa

I ministri degli esteri dei sei paesi fondatori della Unione europea, Italia, Germania, Francia, Paesi bassi, Lussemburgo e Belgio hanno chiesto alla Gran Bretagna di ufficializzare al più presto l’uscita dalla Unione.

La Germania con Angela Merkel invita però a non essere troppo duri con la Gran Bretagna. La sua linea è diversa da quella del ministro delle finanze Wolfgang Schauble che vuole evitare che una uscita senza costi dalla Unione europea possa favorire le destre populiste, che vorrebbero lasciare l’Unione. Il presidente del parlamento europeo Schultz vuole un nuovo inizio della Europa. Tuttavia Merkel e Schauble non sono disposti a fare concessioni sulla sovranità. Intanto nella Unione europea si torna a parlare di Europa a due velocità.

L’incontro Francia Italia del 27 giugno

Matteo Renzi per l’Italia e Francois Hollande per la Francia individuano tre fronti per rispondere alla Brexit nell’incontro del 27 giugno: sicurezza, immigrazione ed economia.
L’Italia quindi si inserisce nella alleanza franco-tedesca.


Per l’economia si propongono nuovi investimenti pubblici da scorporare dal patto di stabilità, co l’obiettivo di evitare pesanti manovre finanziarie in vista delle elezioni francesi.
Intanto Mario Draghi con la Bce fornisce di liquidità i mercati, finanziando le banche.
Per l’immigrazione si propone di rafforzare il Migration Compact per i paesi dell’Africa.
Per la sicurezza si propone un progetto di difesa comune, che unisca gli eserciti di Germania, Italia, Polonia e Francia e il rafforzamento della Nato.

Intervista alla vicepresidente della Commissione europea

La vicepresidente della commissione europea parla della Brexit, ecco i punti qualificanti.
La Gran Bretagna pagherà di più per continuare a fare parte del mercato comune europeo. Rinegoziare i trattati commerciali costa.

Ora è importante tutelare 450 milioni di cittadini europei. Gli inglesi continueranno a far parte della Commissione europea al servizio della Unione.

In discussione la presidenza della Unione Europea per la Gran Bretagna.

Scenari economici dopo la Brexit

La Gran Bretagna subisce gli effetti della uscita dalla Unione europea. La lira sterlina si sta deprezzando, i mercati finanziari non sono più sicuri.
Gli investimenti immobiliari non sono più convenienti perché le istituzioni finanziarie stanno spostando le loro sedi da Londra verso le altre capitali europee.
Il sistema economico della Unione europea dovrebbe essere più resistente per tre motivi.

  1. Migliore capitalizzazione delle banche.
  2. Maggiori liquidità delle banche centrali.
  3. Maggiori liquidità per i titoli di stato.

L’anello debole della catena sono i titoli bancari in rapporto alla esigenza di aumentare il capitale.

Inoltre entra in gioco anche il deprezzamento della sterlina, l’aumento dei tassi d’interesse, l’aumento degli interessi sui titoli di stato, l’aumento del debito pubblico.


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