referendum brexit

Il popolo britannico ha deciso: è Brexit. Ma il risultato nelle varie regioni non è uniforme: scozzesi e Irlandesi del Nord hanno scelto il remain, e quindi potrebbero riproporre i referendum per l’indipendenza i primi, e per la riunificazione con l’Irlanda i secondi.

In pratica scozzesi e Irlandesi voterebbero di nuovo per restare in Europa.
E adesso che cosa succede?

I primi effetti incominciano a essere evidenti: pesanti ribassi nelle borse europee e deprezzamento della sterlina. Nel medio periodo si prevede anche una contrazione del Pil.


L’effetto Jo Cox non c’è stato, vince il partito indipendentista Ukip di Nigel Farage.
Il risultato del referendum su Brexit conferma il successo dei movimenti politici euroscettici.
Adesso anche la Francia di Marine Le Pen potrebbe proporre un referendum per uscire dalla Unione europea, inoltre bisogna tenere presente l’appuntamento delle elezioni politiche spagnole, con l’incognita del voto in Catalogna, regione che vorrebbe essere indipendente dal governo centrale di Madrid.

Un altro stato che potrebbe proporre un referendum simile a Brexit potrebbe essere l’Olanda, legata per ragioni storiche alla Gran Bretagna. In Italia il movimento cinque stelle di Beppe Grillo è favorevole ad un referendum per uscire dall’euro e per non pagare gli interessi sul debito pubblico.

In Europa si sta sgretolando l’ancien regime dei partiti conservatori e socialisti. Alla fine resterà sola la Germania, con il suo euro sempre più simile al marco.
Torna l’Europa degli Stati, quella alla vigilia della prima guerra mondiale.

Tornano le valute nazionali e le svalutazioni competitive. È prevedibile che adesso incomincino le scommesse su quale sarà il prossimo paese ad uscire dalla Unione europea, e già che ci siamo, su quale sarà il primo paese ad uscire dall’euro.

A furia di tirarla la corda si è spezzata: da troppo tempo in Europa soffiava il vento dell’Euroscetticismo, diffidente verso la banca centrale, la commissione europea e tutte le altre istituzioni burocratiche.Perde l’Europa dei tecnici, di Mario Monti, di Mario Draghi, di Schauble, di Angela Merkel.

Quando i popoli si riprendono in mano la matita, rivendicano la loro sovranità e il loro diritto di decidere il proprio destino. La Gran Bretagna ha il vantaggio di non avere il macigno del debito pubblico, gli stati dell’Unione del Mediterraneo invece ce l’hanno, e proprio questa sarebbe la ragione della loro lotta per restare dentro l’euro, anche a prezzo di enormi sacrifici come in Grecia.

A meno che i popoli non si riprendano in mano la matita, e questa volta non per fare i compiti a casa, ma per tornare a contare, almeno in casa propria, secondo il noto principio liberale “no taxation without rapresentation”.


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