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IMU e TASI 2016, scaduta la prima rata: ecco come evitare le maxi sanzioni

IMU TASI ravvedimento operoso

Per chi ha evitato/trascurato di pagare gli acconti di IMU e TASI (la cui scadenza della prima rata cadeva lo scorso 16 giugno), in base a quanto stabilito dalla legge di Stabilità 2016. È stata anticipata dal 1° gennaio 2017 al 1° gennaio 2016 l’entrata in vigore della riforma del sistema delle sanzioni previste(Dlgs 158/2015).

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Tale riforma ha previsto sanzioni più favorevoli per gli omessi pagamenti di IMU e TASI, così come quelli TARI, IRPEF, IRES, IRAP e IVA. Anche le penalità adottabili con l’istituto del ravvedimento operoso sono state riviste.

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Ravvedimento operoso: come cambiano le sanzioni


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L’istituto del ravvedimento operoso non è certo nuovo ma forse ai più non completamente conosciuto e debitamente utilizzato, soprattutto da quei contribuenti che si accorgono di aver commesso errori ed omissioni in ambito fiscale.

Le regole dettate dal mondo del fisco nell’ultimo decennio sono diventate sempre più complesse, le scadenze sia afferenti agli adempimenti dichiarativi che a quelli di liquidazione e versamento dei tributi spesso si accavallano. Sempre più spesso ciò ha reso difficoltoso per il contribuente orientarsi tra scadenze originarie, proroghe, soppressioni di adempimenti, reintroduzioni di adempimenti soppressi, modifiche legislative ed altro.

La riforma introdotta dalla Legge di Stabilità non opera solo ampliando la platea degli atti che ne possono beneficiare, allungando i tempi per l’adesione, ma instaura un rapporto completamente diverso tra contribuente e Agenzia delle entrate, incentrato sul confronto e sullo scambio di informazioni tra amministrazione e contribuente.Nasce quindi la “Tax compliance” finalizzata a contrastare i fenomeni evasivi ed elusivi e a favorire l’adempimento spontaneo del contribuente, prevista nella fattispecie dalla Legge di Stabilità 2015 all’articolo 1 commi da 634, 635 e 636.

Tale nuova modalità di comunicazione quindi favorirà il contribuente non doloso che potrà quindi più facilmente rimediare ai propri errori consentendo l’emersione dei comportamenti fraudolenti da parte dei contribuenti che volontariamente, non quindi per impossibilità o per errore involontario, non ottempera ai propri obblighi fiscali. I contribuenti saranno per esempio informati sui dati in possesso dell’amministrazione finanziaria, così da favorirne un controllo e l’eventuale integrazione o correzione.
L’Agenzia delle entrate comunicherà per via telematica al contribuente, o al professionista che lo assiste, tutte le informazioni in suo possesso per ricavi, entrate, reddito, segnalando il modo corretto di valutare detrazioni, deduzioni e agevolazioni a disposizioni.
In quest’ottica di collaborazione e di migliore comunicazione tra il contribuente e l’Agenzia delle entrate si colloca anche lo strumento della nuova “Certificazione unica” che prevede il nuovo obbligo dell’invio telematico delle certificazioni dei compensi assoggettati a ritenute d’acconto e del “730 telematico precompilato”.

È comunque importante tener presente anche l’attuale situazione economica in cui versano molti contribuenti, contesto nel quale spesso l’Istituto del ravvedimento operoso consente, pur dilazionando i pagamenti e con la corresponsione di sanzioni e interessi, il rispetto degli adempimenti fiscali a carico degli stessi contribuenti. Questo nostro percorso, partendo dall’analisi delle motivazioni storiche del ravvedimento operoso, esaminerà le importanti novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2015 all’art. 44, 1, comma 637 e seguenti.

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Per quanto riguarda nello specifico, le penalità applicabili con il ravvedimento operoso, con la riforma è stata dimezzata la sanzione ordinaria del 2% al giorno, valevole per i primi 14 giorni successivi alla violazione. Stessa cosa per la sanzione ordinaria del 30% per i versamenti fatti con un ritardo non superiore a 90 giorni (articolo 13 del Dlgs 471/1997, applicabile alla Iuc grazie all’articolo 1, comma 695, della legge 147/2013).

Ravvedimento operoso IMU, TASI,TARI: come avere sanzioni ridotte?

Per quanto riguarda la IUC, cioè IMU, TASI e TARI, rimane ai Comuni la facoltà di deliberare con il regolamento specifiche circostanze considerate attenuanti del sistema sanzionatorio (in base all’articolo 1, comma 700, legge 147/2013).

Chi, quindi, non ha pagato o ha effettuato un versamento insufficiente della prima rata 2016 di IMU e TASI, la sanatoria, mediante l’istituto del ravvedimento operoso, ha stabilito che dal 17 giugno 2016 al 30 giugno 2016 può ottenere la riduzione ad 1/10 della nuova sanzione ordinaria dell’1% al giorno (ravvedimento sprint). Viene stabilito, poi, che per ciascun giorno di ritardo nel pagamento si deve versare lo 0,1%.

Se, invece, si provvede a pagare dal 1° al 16 luglio, il ravvedimento operoso fissa una sanzione pari all’1,5% mentre dal 17 luglio al 14 settembre 2016 (ossia 90° giorno dall’omissione o dal ritardo del pagamento)la sanzione è dell’1,67%.

In maniera analoga a quanto avveniva prima della riforma, si applica poi il 3,75% nel caso in cui il pagamento venga eseguito dal 15 settembre 2016 fino al termine utile per la presentazione della dichiarazione riguardante l’anno nel corso del quale si è commesso la violazione e dunque entro il 30 giugno 2017, per l’omesso pagamento della prima rata IMU e TASI 2016, che scadeva, come detto sopra, il 16 giugno scorso.

IMU, TASI, TARI: quando non vale il ravvedimento operoso

Non vi è la possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso, con riferimento all’IMU e alla TASI (così come per la TARI) una volta oltrepassato il termine per presentare la dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione.

Il Comune, tuttavia, esercitando la rispettiva potestà regolamentare, ha facoltà di prevedere altre ipotesi di ravvedimento operoso.

Nuove sanzioni: anche per le violazioni commesse prima?

Si ricorda che le nuove regole, vigenti dal 1° gennaio 2016, sono applicabili anche per le violazioni che sono state commesse prima di questa data, e anche per gli accertamenti già emessi, fatta eccezione per quelli che sono diventati definitivi.




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