IMU TASI ravvedimento operoso

Per chi ha evitato/trascurato di pagare gli acconti di IMU e TASI (la cui scadenza della prima rata cadeva lo scorso 16 giugno), in base a quanto stabilito dalla legge di Stabilità 2016. È stata anticipata dal 1° gennaio 2017 al 1° gennaio 2016 l’entrata in vigore della riforma del sistema delle sanzioni previste(Dlgs 158/2015).

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Tale riforma ha previsto sanzioni più favorevoli per gli omessi pagamenti di IMU e TASI, così come quelli TARI, IRPEF, IRES, IRAP e IVA. Anche le penalità adottabili con l’istituto del ravvedimento operoso sono state riviste.

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Ravvedimento operoso: come cambiano le sanzioni

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L’istituto del ravvedimento operoso non è certo nuovo ma forse ai più non completamente conosciuto e debitamente utilizzato, soprattutto da quei contribuenti che si accorgono di aver commesso errori ed omissioni in ambito fiscale. Le regole dettate dal mondo del...



Per quanto riguarda nello specifico, le penalità applicabili con il ravvedimento operoso, con la riforma è stata dimezzata la sanzione ordinaria del 2% al giorno, valevole per i primi 14 giorni successivi alla violazione. Stessa cosa per la sanzione ordinaria del 30% per i versamenti fatti con un ritardo non superiore a 90 giorni (articolo 13 del Dlgs 471/1997, applicabile alla Iuc grazie all’articolo 1, comma 695, della legge 147/2013).

Ravvedimento operoso IMU, TASI,TARI: come avere sanzioni ridotte?

Per quanto riguarda la IUC, cioè IMU, TASI e TARI, rimane ai Comuni la facoltà di deliberare con il regolamento specifiche circostanze considerate attenuanti del sistema sanzionatorio (in base all’articolo 1, comma 700, legge 147/2013).

Chi, quindi, non ha pagato o ha effettuato un versamento insufficiente della prima rata 2016 di IMU e TASI, la sanatoria, mediante l’istituto del ravvedimento operoso, ha stabilito che dal 17 giugno 2016 al 30 giugno 2016 può ottenere la riduzione ad 1/10 della nuova sanzione ordinaria dell’1% al giorno (ravvedimento sprint). Viene stabilito, poi, che per ciascun giorno di ritardo nel pagamento si deve versare lo 0,1%.

Se, invece, si provvede a pagare dal 1° al 16 luglio, il ravvedimento operoso fissa una sanzione pari all’1,5% mentre dal 17 luglio al 14 settembre 2016 (ossia 90° giorno dall’omissione o dal ritardo del pagamento)la sanzione è dell’1,67%.

In maniera analoga a quanto avveniva prima della riforma, si applica poi il 3,75% nel caso in cui il pagamento venga eseguito dal 15 settembre 2016 fino al termine utile per la presentazione della dichiarazione riguardante l’anno nel corso del quale si è commesso la violazione e dunque entro il 30 giugno 2017, per l’omesso pagamento della prima rata IMU e TASI 2016, che scadeva, come detto sopra, il 16 giugno scorso.

IMU, TASI, TARI: quando non vale il ravvedimento operoso

Non vi è la possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso, con riferimento all’IMU e alla TASI (così come per la TARI) una volta oltrepassato il termine per presentare la dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione.

Il Comune, tuttavia, esercitando la rispettiva potestà regolamentare, ha facoltà di prevedere altre ipotesi di ravvedimento operoso.

Nuove sanzioni: anche per le violazioni commesse prima?

Si ricorda che le nuove regole, vigenti dal 1° gennaio 2016, sono applicabili anche per le violazioni che sono state commesse prima di questa data, e anche per gli accertamenti già emessi, fatta eccezione per quelli che sono diventati definitivi.


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