riforma pensioni 2016

Il primo intervento della Riforma Pensioni, che verrà inserita nella prossima legge di Stabilità, è il meccanismo del cosiddetto APE, anticipo pensionistico, ma quanto può costare ai lavoratori che sono in possesso dei requisiti richiesti andare in pensione prima?

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Riforma Pensioni e Anticipo pensionistico: quanto ci costerà sulla pensione?


Alcuni numeri in tal senso sono stati forniti da diversi istituti che, in materia di APE, rivelano come la scelta di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro possa arrivare a costare fino al 20% del trattamento previdenziale che, invece, spetterebbe con il requisito pieno.

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Il lavoratore che si ritira anticipatamente di 3 anni, stando agli studi finora svolti, dovrebbe arrivare a versare una rata compresa tra i 400 e i 500 euro mensili nel corso dei 20 anni previsti di ammortamento. Per un dipendente che, in attesa di raggiungere l’età pensionabile, invece, decide di andare in pensione con un anno di anticipo, verrebbe maturato un trattamento pari a 1.818 euro netti, costandogli circa 120 euro al mese: per cui, dopo un anno di prestito APE, la relativa pensione ammonterebbe a 1.698 euro.

Tali calcoli, tuttavia, al momento rimangono soltanto sulla carta, sia perché ancora non si sa con esattezza come funzionerà il meccanismo dell’APE, sia perché il Governo ha annunciato contestuali agevolazioni fiscali, atte a contenere l’impatto della decurtazione, e che molto probabilmente varieranno sulla base delle singole situazioni, con particolare riguardo a chi ha redditi bassi.

Andare in pensione prima: come si fa?

Con l’introduzione del c.d. APE, in sintesi, il lavoratore può ritirarsi dal lavoro con un anticipo massimo di 3 anni, percependo un trattamento (appunto l’APE) che equivale ad una sorta di anticipo sulla pensione e che dovrà essere restituito, spalmato su un piano di ammortamento ventennale, con una decurtazione dell’assegno previdenziale, quando il lavoratore maturerà i requisiti per la pensione di vecchiaia.

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Chi paga l’anticipo?

L’anticipo sulla pensione del lavoratore che decide di uscire prima è finanziato dalle banche, anche se viene versato dall’INPS.

Andare in pensione prima: con quali agevolazioni fiscali?

I calcoli fino ad ora effettuati, tuttavia, non considerano il meccanismo delle detrazioni fiscali. Da un lato, infatti, chi decide di ritirarsi anticipatamente dal mondo del lavoro è soggetto ad una decurtazione dell’assegno pensionistico, dall’altro, però, in applicazione delle agevolazioni fiscali previste, lo stesso si trova a versare meno tasse sulla pensione.

Il risultato, quindi, dovrebbe essere la tutela dei conti dell’INPS e degli istituti previdenziali, chiamati a pagare le pensioni, consentendo altresì un maggior grado di flessibilità in uscita facendo sì che l’importo che il lavoratore prende in meno di pensione venga compensato da un più basso carico fiscale.

Anche per quanto riguarda l’impatto delle detrazioni, al momento, non è possibile fare calcoli certi, essendoci soltanto la certezza che ad essere primariamente salvaguardate saranno le fasce più deboli. Con riferimento alle situazioni reddituali più basse, infatti, le agevolazioni fiscali quasi azzereranno l’ammortamento delle rate del prestito.

In pratica, almeno in teoria, per le fasce più deboli dovrebbe essere il Fisco, al posto del sistema previdenziale, a pagare l’anticipo pensionistico.


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8 COMMENTI

  1. ma chi se ne frega; In pensione si andrà con la nuova legge a 63 anni e 7 mesi per i nati tra il 51 e 53 ? bene questi prenderanno la pensione per i soli contributi versati. Si tratta di fissare un’età anagrafica e non contributiva è talmente semplice, l’ha suggerito un ragazzino delle medie.

  2. È’ una schifezza! Ci fanno pagare, come sempre, tutti i loro sbagli! Tutte le loro ruberie! Prima con i contributi versati per averla, questa pensione. Poi ci propongono il mutuo per restituire un anticipo che per la maggior parte andrebbe ai disoccupati , vittime della crisi che loro hanno provocato! …..sarebbe bastato modificare la legge Fornero ma preferiscono aiutare le banche!!!Non si può’ credere che mente umana possa partorire tanto scempio!

  3. Lasciate decidere al lavoratore che cosa vuole fare l’APE non è un obbligo ma soltanto una possibilità per cui non malediciamo tutto ma lasciamoci una possibilità di scelta
    Grazie Luciano

  4. la maledetta non è solo la fornero , i più maledetti sono il partito democratico e Renzi con i compari di merende che rubano ai lavoratori per dare ai ricchi, l’idiozia maggiore è lasciare che tutto ciò accada senza fare nulla , stanno dando gli Italiani in pasto alle banche e spendono miliardi in alberghi , centri di accoglienza e quant’altro, che altro non sono che centri di ruberia.
    Addirittura non hanno la minima vergogna di proporre soluzioni da suicidio per i lavoratori che vogliono andare in pensione , giustamente , dopo 40 anni di contributi veri e non politici fasulli come quelli che abbiamo. degni del peggior dracula.
    altro che aspettare a novembre qui la rivoluzione va fatta subito, senza aspettare al voto di ottobre.
    cari lavoratori ,di noi in pensione queste bestie non ne vogliono mandare proprio.
    nel frattempo hanno peggiorato l’assistenza sanitaria per aiutare la moria precoce dei lavoratori. altro che persioni precoci.

  5. ormai non bisogna chiedersi più nulla, la verità è che la MALEDETTA LEGGE FORNERO continua a fare disastri nelle aziende e tra la gente, costringe i nonni a lavorare mentre la disoccupazione giovanile (dei nipoti) cresce a livelli record oltre il 39,7% e questo governo di furbi (il peggiore di ogni tempo) spende e spande per banche e assicurazioni………. l’APE E’ UNA BARZELLETTA……. l’APE E’ UNA GROSSA PRESA IL GIRO TESA A FAVORIRE ANCORA LE BANCHE… LE BANCHE AL CENTRO DELLA VITA DI TUTTI… BASTA…..
    appuntamento al REFERENDUM COSTITUZIONALE per renzi a casa DECISAMENTE SUL NO……..
    facciamo fare ad ALTRI quello che renzi non ha saputo fare e facciamo rifare ad ALTRI tutto quello che renzi e Verdini hanno già sbagliato……………..

  6. mi chiedo perchè il lavoratore non può anticiparsi il versamento dei contributi per uno /due anni e anticipando così il pensionamento? senza rivolgersi ad estranei??

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