voluntary disclosure 2016

Il Governo è attualmente al lavoro per predisporre un secondo provvedimento per la cosiddetta voluntary disclosure, il rientro dei capitali detenuti illegalmente all’estero.

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VOLUNTARY DISCLOSURE BIS: COSA PREVEDE?


Pare essere stata archiviata la proposta di introdurre anche nel nostro Paese un meccanismo strutturale, sul modello tedesco, mentre prende sempre più forma l’idea del Governo di presentare la “voluntary bis” già entro il mese di luglio, o comunque prima della fine dell’estate.

Nonostante il provvedimento sia ancora in corso d’opera, il meccanismo dovrebbe riprodurre quello già impiegato nella 1° fase e così permettere la copertura anche per il biennio 2015-2016.

A seguito del decreto approvato alla fine dell’anno scorso, quindi, verrà concessa agli evasori fiscali italiani un’altra chance che consentirà loro di autodenunciare i capitali detenuti all’estero per poter regolarizzare la propria posizione dietro il pagamento delle tasse e delle dovute sanzioni.

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Guida alla voluntary disclosure

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Nicola Fasano - Roberto Zingari, 2015, Maggioli Editore

Dal 1° gennaio 2015 i contribuenti che detengono illecitamente capitali, attività finanziarie e patrimoni all’estero possono, autodenunciando spontaneamente alle autorità fiscali le violazioni commesse, godere in alcuni casi di considerevoli riduzioni e sconti sulle...



NUOVA VOLUNTARY: QUANDO

L’entrata potenziale che lo Stato dovrebbe ricavare dal decreto si attesterebbe, secondo le stime del Governo, intorno ai 2 miliardi di euro, da utilizzare sul 2017 all’interno della prossima legge di Stabilità.

I potenziali 2 miliardi di euro stimati di incasso gioverebbero molto al Governo, alle prese con il reperimento delle coperture (10 miliardi) per la prossima legge di Stabilità: rispettivamente 8 per disattivare le clausole di salvaguardia e non aumentare l’IVA e gli altri 2 miliardi per eliminare il divario tra il deficit/Pil previsto dall’Esecutivo (1,8%) e quello risultante dalle ultime stime della Commissione Europea.

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Come anticipato sopra, la nuova procedura di voluntary dovrebbe prorogare l’analogo meccanismo della prima fase, andando quindi a coprire anche i redditi occultati nel 2015-2016.

Nonostante una volta avviata la prima tranche del procedimento, l’Esecutivo avesse assicurato che si sarebbe trattato di un’unica e sola occasione offerta agli evasori per sanare le rispettive posizioni, ad oggi il Governo torna sui suoi passi ed è stato il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ad annunciare ufficialmente l’avvio del secondo intervento.

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Come difendersi dalla riscossione coattiva

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