riforma pensioni

Come introdurre una maggiore flessibilità in uscita dal mondo del lavoro per chi si avvicina alla pensione? E’ questo il tema caldo al quale sta lavorando, a Palazzo Chigi, il pool guidato dal sottosegretario alla Presidenza, Tommaso Nannicini.

Tra le soluzioni prospettate quella di creare un sistema che sia a cavallo tra prestito previdenziale ed Opzione donna, creando una sorta di “garanzie a catena” che alleggeriscano le ripercussioni nel breve periodo sui conti pubblici e che implichino il coinvolgimento dell’INPS oltre che dei fondi pensione (sia direttamente che non).

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RIFORMA PENSIONI: SI AVVICINA LA SVOLTA?

La creazione di un mix tra sistema previdenziale ed Opzione donna è una delle ipotesi al vaglio dell’Esecutivo per rendere più flessibili le uscite verso la pensione. Quest’ultima, per ogni anno di anticipo diminuirebbe, in modo particolare, per via dell’effetto del calcolo con il sistema contributivo per il periodo intercorrente tra l’uscita e il raggiungimento della soglia di vecchiaia.

Tuttavia, si prevede di attenuare la penalizzazione (3-4% l’anno) grazie al meccanismo del “prestito” garantito, almeno parzialmente, da intermediari finanziari ai quali verrebbero poi assicurati ulteriori specifici incentivi. In questo scenario viene previsto un ruolo anche per l’INPS quale aggiuntivo elemento di garanzia nei confronti degli istituti di credito.

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Si tratterebbe, dunque, di una vera e propria riforma volta a rendere quasi obbligatoria una parte della copertura previdenziale mediante forme integrative e che potrebbe persino prevedere nuove misure sulla destinazione del TFR, anche obbligatoria.

Come dichiarato dallo stesso sottosegretario Nannicini, il ricorso alla previdenza complementare verrà implementato non soltanto attraverso mirati interventi sulla tassazione ma anche sulla governance e sulla concentrazione dei fondi.

PENSIONI: VERSO UNA MAGGIORE FLESSIBILITÀ?

Sulla flessibilità, da Nannicini è arrivata la conferma che la deadline per l’eventuale partenza è ancora quella della legge di Stabilità per il 2017 da varare in autunno, così come peraltro previsto dall’ultimo Def (Documento di Economia e Finanza), il quale vincola il piano alla compatibilità finanziaria.

Punto sul quale aveva premuto anche il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, il quale tuttavia si è detto pronto a lavorare sull’introduzione di nuovi strumenti e incentivi per la flessibilità.

Ciò nonostante, i più speranzosi ancora non abbandonano l’ipotesi che l’intervento atto a rendere più flessibili le uscite verso la pensione venga avviato già prima dell’estate, essendo stata l’idea dell’anticipo presa in considerazione nelle scorse settimane a Palazzo Chigi.

PENSIONI PIÙ FLESSIBILI: LE ALTRE SOLUZIONI

a) Tra le alternative soluzioni tecniche al problema-pensioni gli esperti sembra prendano maggiormente in considerazione la proposta avanzata dal presidente dell’INPS, Tito Boeri. Si tratta del calcolo dell’assegno, a prescindere dall’età con cui si va in pensione, vincolato pressoché interamente agli anni di versamenti effettuati.

In tal senso, l’anticipo dell’uscita dal mondo del lavoro risponderebbe anche all’esigenza di incentivare la cosiddetta “staffetta generazionale”.

b) Una scelta alternativa si rifarebbe, invece, al potenziamento della previdenza integrativa mediante anche una destinazione più vincolante dei contributi da parte del lavoratore e del datore di lavoro, scortata da un contributo sempre di carattere “generazionale”, ossia all’interno del sistema previdenziale, sugli assegni più alti e versati con condizioni più vantaggiose rispetto a quelle del sistema vigente.


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10 COMMENTI

  1. Ci vorrebbe di nuovo la ghigliottina x togliere di.mezzo tutta questa classe politica che manda l ‘Italia in rovina e riduce gli italiani in mutande.

  2. Stanno giocando con le vite dei disperati aspettando di sapere cosa otterranno nella loro, io li chiamo opportunisti criminali e voi?!

  3. sinistra e destra ci vediamo alle elezioni, tante promesse e niente fatti.sono con tutta la mia numerosa famiglia un ex pd

  4. La signora Fornero non credo sappia cosa vuol dire essere disoccupati e neanche tutte le altri “grandi menti” che ogni giorno pensano come farci soffrire di più… Il colmo è che per tuttociò loro sono pagati !!!! Hanno mai provato a fare il giro per uffici di collocamento, agenzie interinali, mandare c.v., andare a colloqui, provare a destra e manca e nonostante tutto, anche se i pensieri sono spesso molto neri… cercare di mantenere una propria dignità? Penso proprio di no!!!!
    Ho quasi 60 anni , non ho un lavoro fisso e non ho il coraggio di pensare alla mia pensione ma penso molto a chi lo è da tanti anni : evviva le baby pensioni, i politici che con pochi anni hanno diritto ad averla, i falsi invalidi, i falsi …. Mi piace il mio paese , mi piace molto meno chi si fa le leggi .

  5. abbiamo pagato una classe politica e dirigenziale totalmente incapace e
    ladra, adesso scontiamo errori imperdonabili! noi ed i nostri figli!

  6. penso proprio che la riforma dovrebbe partire dai ceti piu’ alti.
    quando si toccano i privilegiati con pensioni d’oro loro parlano dei diritti acquisiti,ma i nostri?
    io ho versato 67000 euro all’erario nella gestione separata.ho terminato nel 2010 e questa pensione
    che e’ puramente contributiva la andro’ a prendere nel 2018 e saranno 300 euro lordi,forse,al mese.
    ma se qui soldi li avessi versati ad una assicurazione oggi per lo meno me li avrebbero restituiti con
    qualche interesse.
    la fornero invece di piangere,se era in buiona fede,doveva denuniciare che non le permettevano di far partire la riforma dai piu’ alti in grado.
    in famiglia i sacrifici partono dai genitori.

  7. perché non si vuole separare la previdenza dall’assistenza?
    la previdenza è un debito verso chi ha pagato i contributi; se il governo cambia la destinazione di questi soldi, ruba.
    L’assistenza deve essere spostata sulla tassazione generale.
    Nessuno dice che chi ha pensioni basse ha pagato pochi contributi. Perché? La giustizia non conta più niente!
    Non ci date alternative. “Ci vedremo alle elezioni”
    E non illudetevi i nostri figli sono con noi.

  8. i politici non sanno cosa vuol dire lavorare sin da ragazzo e arrivare ai 60 con la schiena rotta e poi vogliono mandarci in pensione a 70

  9. Ho avuto la magnifica fortuna di fidarmi e a 62 anni mi ritrovo con I 35 anni canonici di contribuzione e un figlio disabile grave, ancora al lavoro senza la possibililità di stargli vicino almeno in questi ultimi anni che mi restano. I sacrifici noi li abbiamo fatti e loro ? Ci stanno facendo piovere dal cielo quello che era un diritto oggi è diventato assistenza e I nostril versamenti che fine hanno ? Ci rispondono che non bastano come se i 2000 miliardi di euro di debito pubblico se li fossero intascati i pensionati . Si verognino tutti. A proposito cominciamo a togliere gli aggettivi dalle parole come “diritti”, “Alimenti” e togliete di mezzo il valore aggiunto (che cavolo si vuole aggiungere più!). Una volta eravamo davvero “italiani brava Gente” c’erano i diritti non i diritti acquisiti e c’erano i generi alimentari non gli ogm , il biologico e chi più ne ha più ne metta. Credevo anzi mi illudevo che almeno il mangiare sano fosse un diritto non legato ad un aggettivo.

  10. Pensione a 60 anni agli invalidi disoccupati la mia speranza di vita non e’ quella della Fornero.

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