Con la recente previsione della possibilità di optare per il part-time agevolato per chi è prossimo alla pensione, sono in tanti i lavoratori interessati che hanno contattato la nostra Redazione per sapere, una volta scelto il part-time, quanto incasseranno di stipendio.

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Di seguito si riporta la Guida con gli esempi di calcolo dello stipendio per chi opterà appunto per il part-time in uscita.

PENSIONI, PART-TIME AGEVOLATO: COME CALCOLARE LO STIPENDIO?

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Quelli che elenchiamo, sono esempi di calcolo su stipendi che vanno da 25mila a 100mila euro. Si tratta di simulazioni fatte dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, che attengono proprio alla previsione il nuovo part-time  per la pensione anticipata, recentemente introdotto dalla legge di Stabilità 2016 e sul quale è attualmente al lavoro, avendo appena firmato la circolare applicativa, il Ministero del Lavoro.

Chi guadagna 25mila euro al mese quanto incasserà con il part-time per la pensione?

Un lavoratore che ha una retribuzione pari a 25mila euro lordi all’anno, nel caso faccia richiesta ed ottenga la possibilità di optare per il part-time per la pensione al 60%, incasserà circa 1170 euro al mese.

Chi guadagna 100mila euro al mese quanto incasserà con il part-time per la pensione?

Un lavoratore, ad esempio un dirigente, con uno stipendio da 100mila euro lordi annui in busta paga avrà un netto di 3.500 euro.

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PENSIONI, PART-TIME AGEVOLATO: ECCO LE SIMULAZIONI DI CALCOLO

1) Stipendio lordo 25mila euro, ossia 1.456 euro netti per 13 mensilità:

il lavoratore che opterà per un part-time per la pensione al 60%, percepirà 1.169 euro al mese. A finire in busta paga, la quota di contributi sarà di 2.381 euro annui, vale a dire il costo per il datore di lavoro.

Se, invece, deciderà di optare per un part-time al 50%, il netto mensile ammonterà a 1.092 euro mentre il contributo per l’azienda sarà di 2.976 euro.

2) Stipendio lordo 45mila euro: ossia 2.200 euro netti per 13 mensilità:

in questo caso, il lavoratore che sceglierà un part-time per la pensione al 60%, percepirà 1.860 euro al mese e il contributo per l’azienda sarà di 4.285 euro annui.

Scegliendo, invece, un part-time al 50%, il netto mensile ammonterà a  1.752 euro mentre la quota di contributi in busta paga sarà di 5.357 euro.

3) Stipendio lordo 100mila euro, ossia 4.376 euro netti per 13 mensilità:

Optando per un part-time per la pensione al 60%, il suddetto lavoratore incasserà 3.533 euro al mese, con la quota di contributi in busta paga pari a  9.524 euro annui.

Viceversa, scegliendo un part-time al 50%, il netto mensile arriverà a 3.325 mentre il contributo per l’azienda sarà di 11.905 euro.

PENSIONI, PART-TIME AGEVOLATO: CHI SONO I LAVORATORI INTERESSATI

Si ricorda che questa particolare tipologia di flessibilità in uscita interessa soltanto i dipendenti del settore privato che maturano il requisito pieno per la pensione entro la fine del 2018.

Il part-time per la pensione deve infatti essere ricompreso nell’intervallo 40-60% prevedendo uno stipendio netto in cui confluiscono anche i contributi che il datore di lavoro avrebbe dovuto pagare con orario lavorativo pieno. Oltre a ciò, si ricorda, che questa opzione non prevede penalizzazioni per cui il lavoratore che sceglierà il part-time agevolato in uscita, una volta raggiunto il pensionamento, riceverà una pensione piena.

 

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