In attesa dell’approvazione finale, prevista per il 18 aprile, sono arrivati i primi pareri richiesti per la procedura di approvazione del nuovo codice su appalti e concessioni.

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Se il parere della Conferenza unificata è in sostanza favorevole, con la proposizione di alcuni emendamenti volti a correggere una serie di aspetti applicativi, è molto più incisivo il parere del Consiglio di Stato n. 855/2016 , che richiede una molteplicità di modifiche puntuali, per lo meno in sede di decreti correttivi.
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Il parere della Conferenza Unificata e il problema dei tempi
Il punto centrare del parere della Conferenza Unificata è la tempistica. Nel parere del 31 marzo si legge che “la legge delega è entrata in vigore solo il 28 gennaio di quest’anno, residuando solo tre mesi per la redazione del testo del nuovo Codice e per l’acquisizione dei pareri della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari”. A ragione di ciò “si segnala come essenziale il differimento dell’entrata in vigore delle nuove norme di almeno 90 giorni rispetto alla pubblicazione, al fine di consentire alle stazioni appaltanti di assimilare le rilevanti novità della riforma e soprattutto di adeguare la propria struttura e i processi organizzativi-amministrativi”.
In pratica, senza un differimento di tre mesi per l’entrata in vigore del provvedimento c’è il serio pericolo di fermare il settore degli appalti.
Il parere del Consiglio di Stato
Molto più complesso il parere del Consiglio di Stato, che in 228 pagine si dilunga in una significativa critica di più parti del provvedimento.
Prima di tutto la questione tempo: anche i giudici di Palazzo Spada hanno chiesto un periodo transitorio di tre mesi in cui continuerà a essere vigente l’attuale regolamento n. 207/2010, essendo oltre 50 gli atti attuativi richiesti.
Per quanto attiene alla conformità alla legge delega, il Consiglio di Stato segnala il mancato o incompleto recepimento di alcuni punti del testo, pur sottolineando che ciò costituisce una scelta politica del Governo, non sindacabile in sede di parere di legittimità; in ogni caso l’omessa attuazione della delega non potrà essere rimediata mediante i decreti correttivi.
È mancato, in particolare, il completo recepimento dei principi di delega relativi ai conti correnti dedicati, alle concessioni del servizio idrico, agli obblighi di esternalizzazione e avvio tempestivo delle nuove gare per le concessioni nuove.
I contratti sotto soglia e i contratti esclusi
Particolarmente netta e incisiva è la critica al testo nella parte relativa ai contratti sotto soglia.
Il Consiglio sollecita affinché “vi sia prudenza nel tasso di semplificazione degli affidamenti sotto soglia e dei contratti esclusi, che potrebbe esitare in una riduzione eccessiva di concorrenza e trasparenza”.
Dubbi di violazione della delega sorgono con riguardo alla gara informale negli appalti sotto soglia con un numero minimo di tre concorrenti, in luogo del minimo di cinque fissato dalla delega, alla disciplina degli appalti della protezione civile e a quella del dibattito pubblico.

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