La pensione anticipata è il trattamento previdenziale che può essere conseguito a prescindere dall’età anagrafica dai lavoratori iscritti alla previdenza pubblica.

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PENSIONE ANTICIPATA: COME RICHIEDERLA NEL 2016?

Per la richiesta della pensione anticipata nel 2015 erano necessari 42 anni e sei mesi per i lavoratori e 41 anni e sei mesi per le lavoratrici. A partire dal 2016, tali requisiti sono aumentati di quattro mesi sia per gli uomini che per le donne.

PROROGATA OPZIONE DONNA: IL QUADRO RIASSUNTIVO SU CHI NE AVRA’ DIRITTO NEL 2016

E’ stata prorogata la cosiddetta ‘Opzione Donna’ che è la possibilità offerta alle lavoratrici donne di andare in pensione prima, cioè con almeno 35 anni di contributi e un’età non inferiore a 57 anni e 3 mesi se dipendenti sia del settore pubblico che privato e 58 anni e 3 mesi se lavoratrici autonome optando per il calcolo contributivo della pensione (è stata estesa alle lavoratrici in possesso dei requisiti entro il 31 dicembre 2015).

Una volta acquisito il diritto, la domanda può essere presentata anche quest’anno 2016 e probabilmente la misura, se ci saranno le risorse, potrà essere prorogata ulteriormente. In realtà era stata introdotta dalla riforma Maroni nel 2004 e prevedeva per le donne appartenenti al così detto regime ‘misto’ sia retributivo che contributivo, di continuare ad avere il diritto all’ex pensione di anzianità (35 anni di contributi ed età non inferiore a 57 anni se dipendenti e 58 se autonome con la condizione di optare per il criterio esclusivamente ‘contributivo’, in pratica le viene chiesto di rinunciare alla quota di pensione’retributiva’).

Riassumendo:

– Quali sono i requisiti richiesti di età per l’Opzione donna?

1) Età minima 57 anni e 3 mesi per le dipendenti (sia pubblico che privato);

2) 58 anni e 3 mesi per le autonome.

– Quando si devono maturare i requisiti?

La maturazione dei requisiti deve essere 31 dicembre 2015 per tutte le lavoratrici.

– Come funzionano liquidazione e cosiddetto effetto Finestra?

La liquidazione della pensione e il cosiddetto Effetto Finestra: per le lavoratrici dipendenti del privato dal 13esimo mese successivo a quello di maturazione dei requisiti; dal giorno successivo a quello di maturazione dei requisiti + 12 mesi per le dipendenti del settore pubblico; dal 19esimo mese successivo a quello di maturazione dei requisiti.

L’effetto ‘finestra’ aveva fatto sfumare l’opportunità di anticipare l’uscita dal lavoro che alcune donne lavoratrici avevano sperato soprattutto dopo la riforma Fornero che ha elevato i requisiti sia di età che di contributi, soprattutto perché le donne che avevano maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2015 ma non la decorrenza della pensione per via della ‘finestra’; l’Inps quindi con messaggio del 2 dicembre 2014 aveva consentito la presentazione delle domande anche a coloro le quali non avevano raggiunto la decorrenza della pensione per via della ‘finestra’, tali domande erano però tenute in considerazione ma temporaneamente ‘sospese’.

Pertanto la legge di Stabilità 2016 (CLICCA QUI PER APPROFONDIRE TUTTE LE  MISURE INTRODOTTE DALLA LEGGE DI STABILITA’ 2016) ha dato finalmente corpo alla riforma Maroni con il comma 281. E’ sufficiente far valere i predetti requisiti entro il 31/12/2015 per rientrare nell’opzione donna e andare in pensione ricevendo una pensione calcolata con il sistema contributivo e liquidata, una volta decorsa la ‘finestra’, anche nel 2016 o 2017: dal 1° giorno del mese successivo a quello di maturazione dei requisiti + 12 mesi di finestra per le lavoratrici del settore privato; dal giorno successivo a quello di maturazione dei requisiti + 12 mesi di finestra alle dipendenti pubbliche; dal 1° giorno del mese successivo a quello di maturazione dei requisiti + 18 mesi per la finestra per le lavoratrici autonome.

ANDARE IN PENSIONE PRIMA: COSA CAMBIA CON IL CALCOLO CONTRIBUTIVO?

Il calcolo contributivo della pensione però è comunque meno vantaggioso di quello retributivo, si stima una perdita di circa il 20-25% però, considerando che una volta si poteva andare in pensione a 60 anni, mentre adesso a + di 65, si sfrutta la possibilità di andare in pensione 3 mesi dopo i 57 anni.

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2 COMMENTI

  1. SALVE MI CHIAMO PORTAS ROSANNA E STO ASPETTANDO CON ANSIA CHE SI ACCETTI ESTENSIONE A LUGLIO 2016 DI OPZIONE DONNA—–SONO NATA 26/O7/1957 E HO MATURATO I 35 ANNI DI LAVORO 11 MARZO 2016… (FARO ANCHE CUMULO DEI 3 ANNI CHE HO FUORI ) LAVORO IN OSPEDALE PUBBLICO ….LA MIA DOMANDA E’ ….DEVO DARE LO STESSO I 12 MESI DELLA FINESTRA?! ,,VI RINGRAZIO E SALUTO PORTAS

  2. E’ qualche anno che sto seguendo le vicende di quei lavoratori autonomi [artigiani, commercianti, giornalisti, etc. che io ho definito ] che avendo cessato l’attività prima dell’avvento della iniqua Monti/Fornero attendevano il compimento del 60° anno di età, se donne, e 65° se uomini, per poter percepire una pensione ancorché miserevole. Così mentre gli hanno percepito dei benefit all’atto del prepensionamento ed in qualche misura sono stati salvaguardati… a nessuno [che io sappia] è venuto in mente di considerare l’esistenza di queste persone sfortunate che non potendo rientrare nel mondo del lavoro per eventualmente completare il periodo contributivo richiesto dalle nuove leggi, sono fatalmente destinate a perire di stenti e di umiliazioni in attesa del compimento di una data alla quale molti non arriveranno mai. Per loro non so se sia il caso di esclamare: W il 2 Giugno W la Repubblica.

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