di Paolo Accoti

CANONE RAI 2016 IN BOLLETTA: COME RICHIEDERE L’ESONERO? 

TUTTE LE ISTRUZIONI PUNTO PER PUNTO LE TROVI NELLA CIRCOLARE DEL GIORNO N. 66 DEL 06.04.2016

Si prospettano tempi duri per il contribuente nelle more dell’avvio della procedura di pagamento del canone Rai in bolletta Enel che, come è noto, verrà addebitato a rate, nel conto dell’energia elettrica, a decorrere dal mese di luglio 2016.

E’ giunta, infatti, la decisione della Suprema Corte che non ha mancato di suscitare dispute nell’opinione pubblica, nonostante il principio fosse stato larvatamente preannunciato dalle Sezioni Unite nel 2007.

PER TUTTI GLI APPROFONDIMENTI SULLE NUOVE MODALITA’ DI PAGAMENTO DEL CANONE RAI 2016: CHI E’ ESENTE E CHI NO, SI CONSIGLIA IL NOSTRO SPECIALE

CANONE RAI 2016: L’OBBLIGO SANCITO DALLA CASSAZIONE

La sesta sezione civile della Corte di Cassazione, infatti, con l’ordinanza n. 1922, del 2.02.2016, stabilisce il principio per cui: “La richiesta di oscuramento dei canali Rai, infatti, non rientra nel novero dei fatti estintivi dell’obbligo di pagamento del canone”, motivo per cui, anche se la vista dei canali Rai risulta preclusa, il possessore del televisore sarà tenuto aversare il tributo previsto dall’art. 10 del Regio Decreto-Legge n. 246/38.

PER APPROFONDIRE SI CONSIGLIA DI LEGGERE: Canone Rai: perchè deve pagarlo anche chi chiede l’oscuramento?

L’ordinanza in commento è stata emessa a seguito del ricorso per Cassazione proposto dall’Agenzia delle Entrate, avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Roma.

Questa, infatti, su ricorso proposto dal contribuente avverso la cartella di pagamento afferente l’omesso pagamento del canone televisivo relativo agli anni dal 2002 al 2007, aveva annullato l’anzidetta cartella, sulla scorta del fatto che il contribuente aveva richiesto l’oscuramento delle reti Rai mentre, dall’anno 2008, l’apparecchio televisivo sarebbe divenuto inutilizzabile siccome non funzionante.

La Commissione Tributaria, rilevata la non contestazione delle argomentazione addotte dal ricorrente,“quantomeno in applicazione del principio di non contestazione,  previsto dall’articolo 115 c.p.c.”, presumeva la fondatezza degli anzidetti assunti.

Tuttavia, di contrario avviso risultano i giudici della Suprema Corte, i quali, con la richiamata ordinanza, accolgono il ricorso dell’Agenzia delle Entrate e cassano la sentenza impugnata: “con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio che si atterrà al principio di diritto che la richiesta di oscuramento dei canali Rai non estingue l’obbligo di pagamento  del canone radiotelevisivo”.

In disparte la dedotta illegittimità della decisione impugnata per violazione del disposto dell’articolo 115 c.p.c., per quel che riguarda in questa sede, nell’ordinanza viene in rilievo la circostanza per cui: “la sentenza gravata si pone in contrasto con la disciplina del canone radiotelevisivo dettata dal regio decreto-legge n.246/38 (il quale, come le Sezioni Unite di questa Corte hanno precisato nella sentenza n.24010/07, non trova la sua ragione nell’esistenza di uno specifico rapporto contrattuale che leghi il contribuente all’Ente, la Rai, che gestisce il servizio pubblico radiotelevisivo, ma costituisce una prestazione tributaria fondata sulla legge e non commisurata alla possibilità effettiva di usufruire del servizio)”.

CANONE RAI 2016: IL SEMPLICE POSSESSO DELLA TV OBBLIGA AL PAGAMENTO?

Se ne deduce, quindi, che il semplice possesso dell’apparecchio televisivo fa sorgere l’obbligo del pagamento del canone Rai.

PER APPROFONDIRE SI CONSIGLIA DI LEGGERE: Canone Rai 2016: cosa si rischia se non si paga? Le nuove sanzioni

A tal proposito giova evidenziare come l’art. 10 R.D.L. 21/02/1938 n. 246, in materia di cessazione dell’uso dell’apparecchio da parte degli abbonati, dispone che:“Ove l’abbonato non intenda o non possa, per qualsiasi ragione, più usufruire delle radioaudizioni circolari e continui a detenere l’apparecchio presso di sé, deve presentare al competente Ufficio del Registro apposita denunzia su carta semplice non oltre il mese di novembre di ciascun anno, indicando il numero di iscrizione nel ruolo e specificando il tipo dell’apparecchio di cui è in possesso, il quale deve essere racchiuso in apposito involucro in modo da impedirne il funzionamento.

La denunzia deve essere fatta a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.
Alla denunzia l’utente deve unire un vaglia postale (con modulo in uso per pagamenti di tassa) di L. 10,20, intestato all’Ufficio del Registro, per spese dell’involucro su accennato ed accessori […]”.

CANONE RAI 2016: LA RICHIESTA DELL’OSCURAMENTO ESTINGUE IL PAGAMENTO?

Dall’esame del predetto art. 10, continua la Corte: “la richiesta di oscuramento dei canali Rai, infatti, non rientra nel novero dei fatti estintivi dell’obbligo di pagamento del canone previsti dall’articolo 10 di tale regio decreto-legge”, cosicché la debenza del canone Rai anche in caso di oscuramento del relativo segnale.

Ciò posto, allo stato, le uniche possibilità di esonero dal pagamento del canone Rai, oltre ovviamente al mancato possesso di un apparecchio televisivo, attengono alla procedura sopra vista del cosiddetto suggellamento del televisore, alla denuncia di cessione o vendita a terzi dell’apparecchio ovvero alla sua rottamazione.

PER APPROFONDIRE CHI E’ ESENTE E CHI NO DAL VERSAMENTO DEL CANONE RAI SI CONSIGLIA IL NOSTRO SPECIALE

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4 COMMENTI

  1. mi trovo con due figli separati che sono rientrati dai loro appartamenti cui il sottoscritto ha dato in comodato d’uso. Il contatore ENEL è rimasto loro intestato che devono fare ora visto che i televisori li avevo posti io ed ora li ho tolti. Grazie Carmine Bennato email carminebennato@gmail.com

  2. Una simile decisione è fuori da ogni logica giuridica, perché obbliga il cittadino al versamento di un’imposta senza alcun servizio corrispondente. Considerato poi che il servizio, ancorché “goduto dal cittadino” per auto-rincretinimento, è una cosa ributtante e schifosa, solo strumento di propaganda, la cosa si aggrava ulteriormente. Sarebbe da capire e verificare in base a quale principio giuridico il possesso di un televisore, per quanto non funzionante, sia considerato come Oggetto di un’Arca Sacra, qualcosa di assolutamente prezioso. L’imposta per quel singolo apparecchio venne versata al momento dell’acquisto. Infine, stante quell’aberrante logica assolutistica, costringerebbe ogni singolo utente a pagare per ciascun mobile televisore in suo possesso e non per uno solo.
    Ma la logica non è cosa del Diritto sedicente “vivente”. Sarebbero da dire molte altre cose, ma è meglio lasciar perdere. Oggi poi, vedi SKY, basta interrompere i contatti con chi non paga, e il discorso sarebbe chiuso, ma…..

  3. Ha ragione Daniel Passatempo : Legge di Stabilità 2016, art.1, comma “158. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
    legge non e’ piu’ esercitabile la facolta’ di presentare la denunzia
    di cessazione dell’abbonamento radiotelevisivo per suggellamento, di
    cui all’articolo 10, primo comma, del regio decreto-legge 21 febbraio
    1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880.”

  4. Il suggellamento dell’apparecchio non è più ritenuto motivo di esenzione dal pagamento del canone RAI!!!
    Attenzione a non divulgare notizie errate…

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