Fa discutere l’intervento di Galli della Loggia sul “Corriere della Sera” del 11 marzo u.s. a proposito o a sproposito del “bilancio delle competenze”, uno strumento di autovalutazione della professionalità, proposto a tutti i 90.000 docenti neo-assunti questo anno scolastico con la “Buona Scuola”.

In che cosa consiste il bilancio di competenze?

Come è noto, i docenti in periodo di prova durante il loro primo anno di servizio sono impegnati in attività di formazione, di ricerca didattica, di osservazione reciproca in classe e documentano le loro esperienze in un bilancio di competenze (in formato digitale, disponibile on line su una specifica piattaforma di INDIRE, l’istituto nazionale per la formazione dei docenti).
Tutto il percorso prende avvio dalla elaborazione di un bilancio personale di competenze, una sorta di check-in da compilare al momento dell’ingresso nel ruolo di insegnante.
Il docente si trova di fronte una serie di indicatori-enunciati, relativi all’impegno didattico in classe, agli aspetti organizzativi, alla cura della professionalità, di fronte ai quali è invitato a riflettere sul proprio metodo di lavoro (i punti di forza, i punti di criticità) e a sviluppare un piano di formazione e di sviluppo personale, con l’aiuto del docente-tutor che gli è stato affiancato.
Si tratta, dunque, di uno strumento di autovalutazione con caratteristiche “narrative”, perché non ci sono punteggi o voti da assegnare, ma solo una argomentazione da sviluppare (in poche frasi) utile al docente per diventare più consapevole e sicuro delle proprie risorse. Ed ogni docente, specie se ha già una esperienza di insegnamento o di altra natura alle spalle (come hanno in genere i neo-assunti con la “Buona Scuola”), è in possesso di risorse preziose da mettere a disposizione della scuola e da far conoscere ai colleghi.

Certo, il bilancio di competenze in senso tecnico, è assai più impegnativo, come spiega il prof. Pier Giovanni Bresciani, nell’articolo pubblicato sul bimestrale “Rivista dell’istruzione” (6/2015) edito da Maggioli.

Nel caso dei docenti in periodo di prova si tratta di uno strumento più semplice, adattato al contesto scolastico, come momento iniziale della documentazione che sarà prodotta nel corso dell’anno di prova e formazione.

Il confronto con la ricerca scientifica sul “bilancio di competenze”, che qui proponiamo, è utile a cogliere il senso di questa innovazione, che ci risulta essere assai apprezzata dai docenti neo-assunti.

 

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1 COOMENTO

  1. Il bilancio di competenze andrebbe esteso a tutti i.docenti in servizio o, almeno, a coloro che vogliono accedere al bonus per il merito. Gli insegnanti , infatti, non hanno consapevolezza di che cosa siano le competenze ne’ le proprie né quelle degli alunni

    È da 4 anni che vado in giro per l’Italia a fare formazione sulla progettazione di un curricolo per competenze ma le vecchie routine programmatore, disciplinari e libresche resistono resistono resistono.

    Forse bisognerebbe proprio estendere il bilancio a tutti gli insegnanti.

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