A far scattare la morosità che permetterà alla banca di mettere in vendita la casa saranno 18 le rate non pagate e non più 7.

ESPROPRIO CASA: COME DIFENDERSI DALLA BANCHE? TUTTO NEL SEGUENTE VOLUME:

Come difendersi dalle banche

Come difendersi dalle banche

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Il Governo pare voler fare marcia indietro, dopo le polemiche sollevate nei giorni scorsi, recependo alcune proposte di modifica presentate dal PD allo scopo appunto di rivedere il decreto mutui.

Durante una conferenza stampa alla Camera, il capogruppo democratico a Montecitorio, Ettore Rosato, insieme al relatore del provvedimento, Giovanni Sanga, ha chiarito che la commissione Finanze, di concerto con l’Esecutivo ha proposto, infatti, varie modifiche al testo che verrà così rivisto in diversi punti.

Dovrebbe essere poi la commissione Finanze, a inizio della prossima settimana, ad esprimere il voto sul parere.

PER APPROFONDIRE SI CONSIGLIA ANCHE: Mutuo: rivoluzione in arrivo. Bastano 7 rate non pagate per perdere la casa?

DECRETO MUTUI: QUALI SONO LE PRINCIPALI MODIFICHE?

Le principali proposte di modifica presentate dal Pd, oltre alla previsione di 18 rate e non più 7 per far scattare la morosità che consentirà alla banca di mettere in vendita l’abitazione, riguardano la possibilità di vendita, senza passare dall’Asta giudiziaria, soltanto nelle condizioni in cui il cittadino abbia sottoscritto liberamente la clausola di inadempimento.

La vendita dell’immobile farà scattare l’obbligo per la banca di cancellare il mutuo nonostante il valore del bene risulti inferiore a quelli del debito residuo non pagato dal proprietario di casa.

MUTUI: NUOVE REGOLE SI APPLICANO ANCHE AI CONTRATTI GIA’ IN ESSERE?

La risposta è negativa: la nuova normativa sull’inadempimento, infatti, non troverà applicazione per i contratti già in essere neppure in caso di surroga, offrendo inoltre, al momento della stipula, maggiori vantaggi per il cittadino, e obbligando la banca ad una maggiore trasparenza. Si tratta di una condizione, quindi, indispensabile per l’approvazione del parere sullo schema di decreto.

La clausola di inadempimento, inoltre, è facoltativa quindi l’istituto bancario non potrà obbligare il cittadino a sottoscriverla per forza. Questo implica che, in caso di inadempimento dopo 18 rate non pagate (non più 7), la casa possa essere messa in vendita soltanto con uno specifico atto di disposizione dell’immobile da parte del consumatore.

MUTUI: ANCORA VIETATO IL PATTO COMMISSORIO? E IL PATTO MARCIANO?

In questo caso la risposta è affermativa, in quanto è stato confermato il divieto del cosiddetto “patto commissorio” (articolo 2744 del Codice civile). Analogamente, l’intento è di cercare di regolamentare normativamente il “patto marciano”, già riconosciuto dalla giurisprudenza. In tal caso, infatti, alla banca viene rimessa la facoltà di poter trattenere, a seguito della vendita della casa, esclusivamente quanto ancora dovuto pesando, inoltre, su di essa l’obbligo di restituire al consumatore l’eventuale eccedenza.

MUTUI: IL TRASFERIMENTO DELLA CASA ALLA BANCA IMPLICA ESTINZIONE DEL DEBITO?

La proposta di parere del Partito Democratico, al fine di accrescere le tutele del consumatore, mira a introdurre il principio secondo il quale, in caso di inadempimento, il trasferimento della casa alla banca implica l’estinzione del debito anche nel caso in cui il valore di vendita risulti inferiore a quello del debito residuo.

MUTUI: CHI ASSISTERA’ IL CITTADINO?

Secondo le proposte del Pd, la versione finale del Dlgs di recepimento della direttiva comunitaria 2014/17/Ue dovrà contenere anche la specifica previsione dell’assistenza al consumatore da parte di un esperto di fiducia; mentre sull’intera procedura sarà chiamata a controllare la Banca d’Italia.

Questo al fine di non lasciare solo il cittadino nella scelta se aderire o meno alla clausola. In aggiunta a ciò, si mira anche a rivedere la valutazione della casa successivamente all’inadempimento. Tale valutazione, infatti, dovrà essere eseguita da un perito indipendente nominato dal tribunale.

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