Audi A4, BMW Serie 7, Jaguar XE, Mazda MX-5, Opel Astra, Skoda Superb, Volvo XC90. Eccole, rigorosamente in ordine alfabetico, le sette finaliste dell’Auto dell’anno, il premio che verrà assegnato il 29 febbraio a Ginevra, nell’immediata vigilia del Salone. Il regolamento prevede che la giuria, composta da giornalisti specializzati di diverse nazionalità, valutino modelli di auto già in vendita in almeno cinque mercati europei. Per il resto, i parametri decisivi per aggiudicarsi il premio sono comfort, stile, sicurezza, economicità d’esercizio, guidabilità, funzionalità, prestazioni, rispetto per l’ambiente, rapporto qualità/prezzo.

Una summa di qualità che, se certificate dal riconoscimento del premio, possono influenzare le politiche di marketing della casa produttrice e regalare soddisfazioni. Com’è stato il caso del gruppo Volkswagen, che ha nella Passat la regina uscente, e potrebbe vincere ancora con l’Audi A4 o la Skoda Superb, ancora due berline della Grande Famiglia tedesca, che condividono alcune componenti anche se la prima occupa un ruolo di prestigio tra le medie di classe premium (in 4,73 metri vanta qualità e dotazioni da ammiraglia) e l’altra, prodotta nella Repubblica Ceca, guarda invece ad un pubblico che, nonostante le dimensioni maggiori (4,86), attribuisce a costi d’acquisto e d’esercizio un ruolo decisivo.

A parte listini e oneri di gestione diversi, pari grado sono le stelle al merito per la sicurezza: 5, secondo i test EuroNcap. Un tema, questo, molto sensibile, che riguarda anche la Jaguar XE: 5 stelle anche qui e, in più, uno stile fuori dal coro. Nel campo delle auto generaliste attorno ai quattro metri l’unica in lizza è la Opel Astra, che guarda al cuore del mercato europeo ed ha molte frecce al proprio arco: nuovo stile, ampia varietà di scelta per le motorizzazioni, sistemi all’avanguardia per l’illuminazione, il comfort, la connettività, il post-vendita. Gratificata anch’essa delle 5 stelle EuroNCAP, ha già vinto il Volante d’oro di Auto Bild.

Scelta scontata nel caso s’intenda premiare un’ammiraglia: unica in corsa è la BMW Serie 7, magnifica erede d’una stirpe di successo, che fa dei contenuti tecnologici il suo marchio di fabbrica e proprio a Ginevra verrà presentata anche in una sofisticata versione ibrida plug-in. L’unica tra le sette finaliste ad adottare già questo tipo di tecnologia è la Volvo XC90, super Suv del nuovo corso svedese che unisce le grandi dimensioni ad una attenzione maniacale per la sicurezza e il rispetto dell’ambiente: su quest’ultimo fronte spicca, come detto, l’ibrido da 400 cv (320+80), ma si distinguono per efficienza anche i “piccoli” 4 cilindri 2.0 litri della famiglia VEA (Volvo Engine Architecture).

Una sola volta è stata eletta Auto dell’Anno una sportiva: accadde nel 1978 con la Porsche 928. Oggi è in corsa la Mazda MX-5, quarta generazione della spider più venduta di sempre. Compatta, agile, veloce, è un “giocattolo” accessibile (il modello d’ingresso costa 25.300 euro) ma è anche una vera sportiva. Non per niente FCA ha scelto Mazda come partner per rilanciare in chiave moderna, sulla base della MX-5 (ma con stile e motori made in Italy) la Fiat 124 Spider. Insomma, se vincesse la Mazda, ci sarebbe un po’ di gloria anche per noi italiani, che quest’anno non siamo in lizza, ma possiamo vantare il record di ben 12 vittorie: 9 con Fiat, 2 con Alfa Romeo, 1 con Lancia. da: ilmessaggero.it

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