Le tappe del brand coreano sono sempre più serrate e frequenti. Dopo Sportage è Kia Optima in formato famiglia a fare gli onori di casa. Spazio e tecnologia le carte con cui lancia la sfida al segmento di appartenenza
di Cesare Cappa per www.motori24.ilsole24ore.com
Era stata la concept Sportspace ad aver gettato le basi circa una station del segmento D in Casa Kia. E così, dopo solo un anno dal debutto del prototipo coreano, il brand di Seoul comincia la partita vera con la nuova Optima Sportswagon. Solo un assaggio, perché la prima ufficiale è prevista per il prossimo Salone di Ginevra. La kermesse svizzera farà così da madrina al debutto nel segmento D “famigliare” per la Casa coreana. Ma il fardello di essere la prima Kia wagon di questa “portata”, si fonda su una base solida. Il pianale è infatti lo stesso della precedente versione di Kia Optima berlina, opportunamente modificato per rendere la struttura più leggera e resistente. Merito di questa profonda evoluzione, una scelta oculata dei materiali.

La nuova Sportswagon, al di la delle considerazioni stilistiche, vanta pressoché le stesse dimensioni della nuova Optima berlina. Numeri che la pongono tra le primatiste di categorie, per le quali la definizione ammiraglia pare quanto mai azzeccata. La Kia Optima Sportswagon è infatti lunga 4,85 metri e larga 1,86. Tanto per citare un esempio di categoria, la rivale più accreditata, la Passat Variant, è lunga “solo” 4,77 metri. Dimensioni a parte, il “potenziale” stilistico si gioca tutto con le similitudini che la Sportswagon vanta nei confronti della concept Spotspace. Meno estrema del prototipo, ma altrettanto “tirata” nei punti giusti. Nulla di rivoluzionario, quando sono sempre i gusti personali a stabilire cosa sia bello o meno.

La vita di bordo riprende i diktat della versione tre volumi. Gli spazi sono gli stessi, perché anche il passo è il medesimo (2,80 metri). Spazi che comunque garantiscono un’abitabilità da prima della classe come avevamo già ravvisato sulla berlina. L’eccesso di tasti al sevizio del guidatore si palesa pure sulla Sportswagon, che ripercorre il medesimo filone stilistico dell’altra Optima. Il copia-incolla strutturale comprende pure il pozzetto al centro della plancia dotato di sistema di ricarica wireless: non servono cavi da collegare alla vettura per alimentare il proprio smartphone; questa funzionalità è però disponibile solo per alcuni modelli di cellulare. Il divano posteriore è frazionabile secondo la “formazione” 40/20/40 e da accesso ad un vano di carico che vanta una capacità di 553 litri. Un dato in linea con quello delle principali competitor.

La forma del bagagliaio è regolare e due guide dedicate consentono di ridefinire lo spazio a seconda delle proprie esigenze. Necessità che potrebbero annoverare anche l’apertura del portellone automatica, disponibile su Kia Sportswagon. Prima di abbandonare l’abitacolo, un cenno sulla questione multimediale, centro del nuovo modo a quattro ruote. La nuova famigliare coreana offre le funzionalità sia di Android Auto sia Apple CarPlay (disponibile a fine anno). Ossia quei sistemi che consentono letteralmente di traslare alcune applicazioni del proprio smartphone all’interfaccia della vettura.

Alla voce motorizzazioni spicca l’unità turbodiesel 1.7 Crdi da 141 cavalli. Recentemente “rielaborata”, può essere accoppiata anche al nuovo cambio doppia frizione a sette rapporti. In gamma sono presenti pure due propulsori a benzina, entrambi di due litri di cilindrata. I “risultati” però sono differenti: l’aspirato sviluppa 163 cavalli, mentre quello sovralimentato ne eroga 245. la dinamica di guida si correda delle stesse specifiche del modello berlina, ecco perché la Sportswagon può essere dotata delle sospensioni a controllo elettronico. Alla voce sicurezza non poteva mancare la frenata predittiva. Seguita da una serie di sistemi che agevolano le manovre di parcheggio e non solo. Il lancio della famigliare di Casa Kia lancio è previsto nella seconda metà dell’anno.

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