Come ormai noto, da quest’anno, per la prima volta, il modello 730 precompilato includerà anche le spese mediche effettuate nel 2015 per prestazioni e medicinali con ricetta che godono di detrazione IRPEF al 19%.

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Tuttavia, il contribuente  ha diritto di opporsi alla comunicazione delle spese sanitarie che confluiranno nel 730/2016, optando per il non rendere disponibili i propri dati al Fisco.

Trattandosi, infatti, di dati sensibili, viene rimessa al singolo cittadino la possibilità di scegliere di non renderli visibili all’Agenzia delle Entrate, non inserendoli nella precompilata.

730/2016: COME OPPORSI ALLA COMUNICAZIONE DELLE SPESE SANITARIE?

A partire dal 10 febbraio scorso è disponibile una funzione nel Sistema Tessera Sanitaria alla quale è possibile accedere usando le proprie credenziali Fisconline o la tessera CNS, carta nazionale dei servizi.

Se si vuole attivare quest’ultima, bisogna recarsi, muniti di tessera sanitaria, presso gli sportelli abilitati (gli indirizzi si trovano sui siti di ogni Regione) per ottenerne AAPUNTO l’attivazione, acquisendo i codici di accesso PIN e PUK e il codice di identificazione CIP, che però è opzionale. E’, inoltre, necessario avere un lettore dismart card con il relativo software di gestione.

Dal sito del sistema TS si può così procedere, accedendo alla sezione “Area Riservata/Servizi Assistito SSN/Cittadino”. Il servizio, infatti, sarà attivo fino al 9 marzo 2016, ultimo termine utile per poter esercitare l’opzione. Se così non dovesse avvenire, pertanto, i dati verranno automaticamente inseriti nel modello 730 precompilato.

730/2016: QUANTO TEMPO C’E’ PER OPPORSI ALLA COMUNICAZIONE DELLE SPESE SANITARIE?

E’ possibile esercitare l’opzione, come detto, fino al 9 marzo, restando, tuttavia, quest’ultimo termine un’eccezione, per via del fatto che il 2016 è il primo anno di applicazione e che è subentrato uno slittamento ai fini della comunicazione delle spese da parte di medici e strutture ospedaliere, i quali, di norma, sono tenuti ad inserire tutti i dati entro il 31 gennaio (anche se quest’anno c’è stato tempo sino al 9 febbraio).

A partire dal prossimo anno, l’adempimento andrà effettuato nel mese di febbraio, quindi dall’1 al 28 febbraio 2017.

730/2016: QUANDTE VOLTE VA ESERCITATA L’OPPOSIZIONE? CHI LO PUO? FARE?

Si ricorda che l’opzione va esercitata di anno in anno: dunque l’opposizione 2016 vale per i dati 2015 e non , invece, per la dichiarazione dei redditi del 2017.

Qualora il contribuente non dovesse opporsi in relazione allo specifico anno a cui la dichiarazione fa riferimento, sarà compito del Fisco inserire sempre le informazioni nel modello 730 precompilato.

Hanno diritto ad esercitare l’opposizione tutti i contribuenti che hanno più di 16 anni, anche nel caso risultino fiscalmente a carico. Per i giovani che si collocano sotto questa soglia anagrafica, la scelta verrà fatta dal genitore o dal legale rappresentante.

In base all’accordo con il Garante della Privacy, tutti i dati per i quali è stata esercitata l’opposizione devono essere trasmessi al Fisco esclusivamente in forma aggregata, e comunque non adoperabili per la precompilata.

In questo modo, quindi, le singole voci non potranno essere visionate né dal Fisco né dall’intermediario (ossia CAF o professionista abilitato) al quale viene affidata la trasmissione della dichiarazione dei redditi.

730/2016: IN COSA CONSISTE LA COMUNICAZIONE DELLE SPESE SANITARIE?

Il contribuente ha modo di visualizzare l’elenco delle spese sanitarie effettuate nel corso del 2015, avendo possibilità di intervenire sulle singole voci. E’, infatti, possibile bloccare alcune delle voci di spesa o rimborso lasciandone altre opportunamente inserite nel 730 precompilato. Al fine di esercitare l’opposizione all’invio dei dati sanitari, quindi, per i cittadini sembra prospettarsi uno strumento piuttosto flessibile.

730/2016: COME FUNZIONERA’ L’OPPOSIZIONE DAL 2017?

Dal 2016, tutte le volte che il contribuente si trova a sostenere una spesa, senza il bisogno di dover firmare alcun documento, può chiedere direttamente al proprio medico o alla struttura sanitaria a cui si rivolge di non comunicare i dati, semplicemente esercitando l’opzione verbalmente.

Stessa cosa vale per gli acquisti delle medicine in farmacia, in quanto è sufficiente non comunicare il codice fiscale (anche se al riguardo non è ancora chiaro come poi il contribuente che voglia dimostrare che tali spese sono detraibili, possa farlo se le stesse non riportano il rispettivo codice fiscale). Si precisa, al riguardo, che quest’anno non verranno inserite nel 730 precompilato le informazioni concernenti i farmaci da banco, per cui sarà compito del Fisco inserire le sole spese attinenti alle medicine che si acquistano dietro prescrizione medica.

Con riferimento alle spese 2016 in dichiarazione 2017, poi, la procedura viene standardizzata, per cui vi è la possibilità o di avvertire direttamente il medico o, alternativamente, di effettuare l’adempimento mediante il sistema Tessera Sanitaria.

Il contribuente che quindi decide di esercitare l’opposizione non si ritroverà i dati riguardanti le spese sanitarie nel modello 730, dovendo, nel caso voglia fruire delle detrazioni, provvedere ad inserirli autonomamente.

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