Sulle nuove modalità di pagamento del canone Rai 2016, addebitato direttamente sulla bolletta della luce, sono ancora molti i nodi da sciogliere.

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Mentre il numero verde di Viale Mazzini risulta costantemente occupato, è oramai cosa nota che dal 1° gennaio 2016 i 100 euro della tassa sulla detenzione della televisione verranno ripartiti in dieci rate dell’ammontare di 10 euro ciascuna.

CANONE RAI IN BOLLETTA: COSA PAGHEREMO?

Come noto, il primo semestre sarà addebitato integralmente nella bolletta della luce di luglio, quindi 70 euro oltre ai costi relativi alla ‘normale’ elettricità.

Dubbi, tuttavia, si sollevano sul fatto, peraltro non ancora smentito dalla Rai, che probabilmente l’azienda con il nuovo addebito mirerebbe a far pagare anche gli arretrati del canone televisivo non riscosso, fino a un periodo che arriverebbe a coprire gli ultimi dieci anni.

Ad aver dato la notizia in rete, il giornale online Qui Finanza, sul quale si legge: “Con l’introduzione, a partire dal 1° gennaio 2016, del pagamento del canone Rai insieme alla bolletta della luce e le contestuali dichiarazioni del Governo che ciò non costituirà una sanatoria per le evasioni degli anni precedenti, si è diffuso il timore che questa potrebbe anche essere l’occasione per pretendere la riscossione degli anni arretrati”.

Il quotidiano online riporta anche che “il pagamento della bolletta della luce, con la maggiorazione per il canone, sarà una sorta di autodenuncia e di ammissione del debito”.

CANONE RAI 2016: BISOGNA PAGARE ANCHE GLI ARRETRATI?

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Il termine di prescrizione del mancato versamento del canone Rai scatta dopo 10 anni. Questo potrebbe comportare, almeno in teoria, che la Rai potrebbe prevedere nella bolletta della luce anche l’inserimento dei canoni arretrati, fino a 10, con maggiorazione degli interessi al tasso legale.

Dietro accertamento della Guardia di Finanza, inoltre, potrebbe essere comminata una sanzione amministrativa di un importo che va da 103,29 a 516,45 euro. In realtà, la notizia sembra avere dubbia legittimità, in quanto in questo modo la Rai verrebbe a presumere che coloro che dichiarano implicitamente di possedere un televisore, accettando di pagare il canone con la bolletta, abbiano avuto un televisore anche durante i dieci anni antecendenti.

Nonostante l’ipotesi non sia stata ancora smentita né dalla Rai né dall’Esecutivo, pare che Viale Mazzini sia già alla ricerca di nuovi canali per recuperare gli arretrati e contrastare l’evasione.

Intanto attacca Davide Rossi, direttore generale di Aires-Confcommercio, a difesa dei commercianti che si sono visti richiedere il pagamento del ‘nuovo’ canone, lamentando come sia stata “la stessa Rai a chiarire esplicitamente che le nostre aziende sono escluse dal pagamento del canone. I nostri associati – ha proseguito Rossi – ci segnalano invece numerose chiamate che invitano ad ottemperare al pagamento dell’imposta. Speravamo che con la riforma del canone e gli annunci sulla semplificazione della normativa, si sarebbero evitate queste situazioni”.

“Sembra emergere ancora una volta l’unica filosofia che anima l’attività delle 300 persone che operano nella struttura Rai Canone: – è invece la critica del deputato Michele Anzaldi, segretario Pd in Vigilanza Rai –  non quella di aiutare i cittadini ma tormentare e vessare i contribuenti, creando ansia spesso ingiustificata e arrivando, come sembra in questo caso, ai limiti della truffa”.

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3 COMMENTI

  1. Chi ha diritto all’esenzione quando deve produrre la documentazione ? Suggerimento cercate semplificazione per gli anziani i quali come al solito sono le vittime che non conoscono i lori diritti in questa giungla di burocrazia.

  2. E come farà la Rai a sapere se una persona ha un televisore a casa? E nel caso in cui non avesse un televisore in casa come farà a escludere il canone dalla bolletta della luce?

  3. L’ipotesi che la RAI cerchi di recuperare gli arretrati non può avere fondamento per almeno due motivi:
    – impossibilità di stabilire da quanto tempo prima del 2016 uno deteneva l’apparecchio tv; via Mazzini sarebbe sommersa da ricorsi
    – “Il principio di detenzione dell’apparecchio scatta dal 2016” è esplicito, in ogni caso lo ha dichiarato la RAI rispondendo ad una serie di specifiche domande rivolte dal settimanale Sorrisi e Canzoni
    D’altronde la presunzione di possesso è stata inserita nella legge di stabilità 2016, ha quindi valore dall’entrata in vigore della stessa.

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