In tema di riforma della P.A. e trasparenza viene rivisto il D. lgs. n. 33/2013 e con esso anche il diritto di accesso agli atti della stessa pubblica amministrazione da parte del cittadino, che viene completamente modificato.

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ACCESSO AGLI ATTI DELLA P.A.: COSA CAMBIA?

Viene, in sostanza, stravolto il concetto di “interesse” del privato cittadino ad acquisire dati e documenti dagli enti pubblici. Ora, la sussistenza dell’interesse viene presunta sempre con la conseguenza che non verrà più richiesto di indicare, nella domanda di accesso, la motivazione, quindi le ragioni che spingono il cittadino a prendere visione degli atti posseduti dalla P.A.

Spetterà, al contrario, alla stessa pubblica amministrazione dover dimostrare quali propri interessi possano eventualmente impedire l’accesso da parte del cittadino.

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ACCESSO AGLI ATTI DELLA P.A.: QUALI RISERVE?

Per il cittadino sembrerebbe prospettarsi, quindi, come un diritto di accesso a 360° gradi, salvo intervengano specifiche necessità di riservatezza dello Stato o di altri privati. Nello specifico,

a) la riservatezza nei confronti dello Stato, con relativo rifiuto di accesso agli atti, coincide con esigenze di sicurezza pubblica, relazioni internazionali e dati circa la stabilità finanziaria;

b) la riservatezza nei confronti dei privati coincide con i dati personali o gli interessi economici e commerciali, ad esempio, le norme sulle invenzioni. Ai fini dell’accesso, in questi casi, sarà necessario dimostrare un interesse superiore alla conoscenza delle informazioni.

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ACCESSO AGLI ATTI DELLA P.A.: E SE L’AMMINISTRAZIONE NON RISPONDE?

Nel caso di ritardo o rifiuto da parte della P.A. all’istanza di accesso viene subitaneamente informata l’Autorità Anticorruzione con la possibilità di proporre ricorso al giudice amministrativo (Tar) entro 30 giorni dietro un contributo unificato di 300 euro. Anche le tempistiche delle sentenze dovrebbero essere più veloci in quanto in forma semplificata. Viene, inoltre, previsto un indennizzo di 30 euro per ogni giorno di ritardo consecutivo al trentesimo.

ACCESSO AGLI ATTI DELLA P.A.: COME PRESENTARE L’ISTANZA DI ACCESSO?

Per presentare l’istanza di accesso bisogna specificare le generalità del soggetto richiedente, allegando documento d’identità, e dichiarandosi disponibile al rimborso dei costi sostenuti dall’amministrazione (ricordiamo che fino ad oggi è stato gratuito).

Nono sono, poi, ammesse richieste che impongono un’indagine ad ampio spettro tra i dati in possesso della P.A. (cosiddette istanze esplorative); non essendo neanche possibile avanzare specifiche richieste che implicano di passare al setaccio i dati in possesso dell’amministrazione.

ACCESSO AGLI ATTI DELLA P.A.: QUALI LIMITI CI SONO?

Il privato cittadino non può controllare i documenti e gli atti acquisiti dalla P.A. esercitando funzioni di polizia giudiziaria, ad esempio dietro delega di un magistrato. Qualora, al contrario, il pubblico ufficiale acquisisce dati (come verbalizzazioni o foto) nell’esercizio di proprie funzioni amministrative, il diritto accesso è esercitabile, nonostante scatti una contemporanea denuncia all’autorità giudiziaria.

ACCESSO AGLI ATTI DELLA P.A.: COME FARE SE NON SI HANNO GLI ESTREMI DELL’ATTO?

Nel caso il cittadino richiedente non disponga degli estremi del provvedimento di cui richiede l’esibizione, basterà individuarne contenuto e data presumibile. Il diritto di accesso, infatti, potrà venire soddisfatto anche attraverso registrazioni sonore, nonché verbalizzazioni delle stesse.

PER APPROFONDIRE IL TEMA GUARDA IL VIDEO: Cos’è davvero un FOIA? Freedom of information Act

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3 COMMENTI

  1. Salve, ho fatto una richiesta di accesso agli atti tramite la mia pec a sana.accessoatti@interno.it in merito a un ricorso al prefetto avverso una contravvenzione, senza ricevere (da oltre un mese) alcuna risposta. Nel frattempo il ricorso è stato respinto con ingiunzione di pagamento, provvedimento contro cui intendo appellarmi al giudice di pace. La mancata risposta alla richiesta di accesso agli atti può essere uno dei motivi a sostegno del ricorso al giudice di pace? Grazie anticipate

  2. Gli atti dei dipendenti delle PA dovrebbero essere numerati, per fare in modo che l’acquisizione degli stessi (e archiviazione) non venga fatta in modo arbitrario, specie quando si tratta di esami obiettivi di Commissioni medico-collegiali.
    Quale Legge può essere invocata perchè le PA adottino tale numerazione?
    Grazie
    Catia Dini

  3. Sembra che la riforma ‘Madia” non sia stata ancora metabolizzata né dalla P.A. né dai cittadini. E questo è normale per il nostro Paese considerando il tempo biblico trascorso da quando se ne sta parlando. Un caso pratico: un cittadino che svolge attività professionale giusta autorizzazione rilasciatagli dall’ente Provincia, chiede l’accesso al fascicolo di un suo concorrente (così da lui definito..!), anch’esso autorizzato dallo stesso ente e che svolge la stessa attività in territorio di altro Comune. La richiesta non specifica di quali documenti e di quali atti del fascicolo aziendale del presunto concorrente l’istante voglia prendere visione quindi, la stessa si configurerebbe come una richiesta di accesso agli atti dello stesso “a setaccio”, “a strascico” ed eventualmente solo dopo decidere di cosa chiederne copia. L’Ente sostiene che ciò sia possibile proprio in ragione della nuova normativa (cosa che, francamente, non si evince dalla lettura della norma in questione e, per la verità, sembra che la nuova normativa escluda questa possibilità per i privati, giustificandola invece, solo per necessità d’indagini da parte della P.G. …!) e, nonostante l’opposizione dell’interessato (avvisato della citata richiesta d’accesso agli atti, come per norma), ha autorizzato il richiesto accesso a 360°. Il Il rischio è che per il dovuto chiarimento sul caso si demandi tutto, previo formale ricorso, al T.A.R. competente, . Magari con incisivi e puntuali chiarimenti, a tutti gli enti interessati oltre che ai privati cittadini e alle imprese, si eviterebbero disfunzioni, abusi e ricorsi alla magistratura amministrativa con i consequenziali costi. F.L.

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