Negli ultimi giorni, grazie all’hashtag divenuto virale #WhatWomenWantIn5Words (ossia cosa vogliono le donne in cinque parole) sono state circa un milione le donne (e qualche pugno di uomini) che hanno dato risposta alla domanda appunto: Cosa vogliono davvero le donne?

Si è trattato di un cosiddetto “hashtag gamer” ovvero un account twitter che lancia una sfida ai propri follower al fine di invitarli ad utilizzare gli hashtag di volta in volta suggeriti.

L’ hashtag #WhatWomenWantIn5Words è stato lanciato lunedì scorso da Monday Mayhem e si è trasformato ben presto in un fenomeno virale diventando una tendenza pressoché globale.

CHE COSA VOGLIONO LE DONNE ITALIANE?

Con riferimento alle donne italiane la maggior parte dei tweet rientrano nella seguente ‘top three’:

1) sogni;

2) eguaglianza dei salari;

3) diritti LGBT, vale a dire i diritti per le persone lesbiche, gay, omosessuali o transgender.

Seguono poi desideri legati alla bellezza e all’aspetto fisico: sono diverse, infatti, le donne che vorrebbero essere più belle, più magre e più ricche.

A ciò si accostano, tuttavia, desideri legati a maggiori e più tutelate condizioni di libertà e/o spensieratezza (la possibilità di andare a scuola in pigiama è certamente uno dei migliori esempi della spensieratezza auspicata in chiave rosa dalle donne italiane).

Altrettanti sono, poi, i tweet che delineano un quadro nettamente all’opposto dove le donne sembrano non avere il coraggio di rivelare se stesse e la loro natura (desideri compresi) orientandosi esclusivamente sulla ricerca dell’approvazione e/o degli apprezzamenti maschili.

Fanno parte della corposa raccolta di tweet sul tema, tra gli altri:

– i sogni nel cassetto,

– come avere una carriera da sogno,

– come trovare l’uomo giusto,

– o ancora come poter essere libere di mangiare senza ingrassare.

Ampiamente toccate, tuttavia, anche tematiche più elevate e serie.

Tra queste ultime spiccano, per importanza e bellezza, argomenti quali il contrasto alla violenza sia psicologica che fisica che economica che ancora colpisce molte donne in tutto il mondo, all’eguaglianza dei diritti rispetto al genere di appartenenza fino alla rivendicazione dell’accesso all’istruzione nei Paesi dove essere donna, purtroppo, è ancora concepito come una colpa.

Riferimenti, infine, coinvolgono anche il tema, diventato di attualità in Italia negli ultimi giorni, sul tabù attinente le mestruazioni e la tassa applicata agli assorbenti che, in pratica, non fa altro che equipararli a veri e propri beni di lusso che le donne meno abbienti o in condizioni di disagio faticano a potersi permettere.

Spazio viene poi lasciato alla paura, sentimento che è intrinsecamente legato a quello del desiderio, che le donne italiane hanno largamente manifestato circa  ambiti e settori anche diametralmente opposti: si va infatti dalla paura di essere vittime di stupro o di violenza, al timore di essere eterne incomprese, di non avere o trovare la forza di superare gli ostacoli, fino all’intimo bisogno di sentirsi amate o di rappresentare, ad esempio nei confronti dei propri cari o dei propri figli, punti di riferimento o di esempio da imitare e apprezzare.

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