Sono importanti le novità contenute nel Jobs Act in merito alle nuove misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale. Segue, quindi, il Jobs Act del lavoro subordinato quello del lavoro autonomo.

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In sintesi, infatti, se il testo del disegno di legge del Governo dovesse ottenere il via libera, saranno interamente deducibili (nel limite annuo di 10mila euro) le spese per la partecipazione a congressi, convegni e corsi di aggiornamento.

In aggiunta a ciò, si prevede che anche i lavoratori autonomi potranno avere diritto agli interessi moratori in caso di ritardo nel pagamento nelle transazioni commerciali. Viene, inoltre, allargato il diritto al congedo parentale per al massimo 6 mesi da utilizzare entro i primi 3 anni di vita del bambino.

Ultima rilevante novità riguarda, infine, l’introduzione di una “moratoria contributiva” in caso di grave malattia.

Ma vediamo nel dettaglio tutte le novità sul lavoro autonomo.

LAVORO AUTONOMO: QUALI NOVITA’?

Come anticipato sopra, il Governo, dopo la riforma del rapporto di lavoro subordinato ad opera del Jobs Act mette sul tavolo un disegno di legge contenente alcune specifiche misure che puntano a facilitare il lavoro autonomo non imprenditoriale, e che dunque interesserà i professionisti e i lavoratori che senza vincolo di subordinazione e lavoro prevalentemente proprio realizzano, dietro corrispettivo, un servizio oppure un’opera (Codice Civile, art. 2222).

1) Deducibilità spese per la formazione

Per i professionisti e i lavoratori autonomi cambia in meglio la deducibilità delle spese sostenute per l’attività di formazione.

Viene, infatti, rivisto e corretto l’articolo 54, comma 5 del Testo unico delle Imposte sui redditi. Ad oggi, queste spese risultano deducibili dal reddito di lavoro autonomo nella misura del 50%; se il testo proposto dall’Esecutivo dovesse passare le spese per la partecipazione a congressi, convegni e corsi di aggiornamento diventeranno interamente deducibili, nel limite annuo di 10mila euro.

2) Diritti invenzioni

Nei confronti di professionisti e lavoratori autonomi spettano i diritti di utilizzo economico con riferimento alle invenzioni ed agli apporti originali eseguiti nell’ambito dell’esecuzione del contratto, a meno che l’attività inventiva riguardi lo stesso oggetto contrattuale.

3) Estensione rito del lavoro

Anche ai rapporti di lavoro autonomo viene esteso il rito processuale del lavoro. Rimangono, tuttavia, esclusi i piccoli imprenditori artigiani e i commercianti che sono iscritti alla Camera di commercio.

4) Interessi sui ritardi nei pagamenti

Vengono estese  anche ai professionisti ed ai lavoratori autonomi le disposizioni del Dlgs. n. 231/2002 recante misure contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. Di conseguenza, anche questi lavoratori avranno titolo alla corresponsione degli interessi moratori sull’importo dovuto, a meno che il soggetto che risulta debitore provi che il ritardo nel pagamento del prezzo sia derivato dall’impossibilità della prestazione per cause a lui non imputabili.

5) Indennità di maternità e congedo parentale

Modificando l’articolo 66 del Dlgs. n. 151/2001, l’indennità di maternità viene erogata dall’INPS alle lavoratrici autonome (quindi artigiane ed esercenti attività commerciali, coltivatrici dirette, imprenditrici agricole, pescatrici) a prescindere dall’effettiva astensione dal lavoro, presentando prima il certificato medico che attesti data di inizio della gravidanza e data presunta del parto ovvero dell’interruzione della gravidanza spontanea o volontaria.

Viene inoltre esteso ai lavoratori autonomi, con riferimento alle nascite dal 1° gennaio 2016, il diritto al congedo parentale per un periodo massimo di 6 mesi da fruire entro i primi 3 anni di vita del nascituro.

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6) Sicurezza ed igiene del lavoro

Sono estese ai professionisti ed ai lavoratori autonomi, anche le norme in materia di sicurezza ed igiene del lavoro qualora la prestazione lavorativa venga svolta nei luoghi di lavoro del committente.

Estese a questa categoria di lavoratori anche le disposizioni di tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

7) Moratoria contributiva per grave malattia

Ultima, ma non meno importante, novità per i professionisti e i lavoratori autonomi risulta l’introduzione di una “moratoria contributiva” qualora subentri una malattia grave. Si prevede, infatti,  che in caso si verifichi una malattia tale da impedire il normale svolgimento dell’attività lavorativa per un periodo che supera i 60 giorni, viene sospeso il versamento degli oneri contributivi per la durata della malattia entro un massimo di 2 anni.

Al termine della malattia, i contributi precedentemente sospesi potranno essere versati, in rate mensili, per un periodo che risulta essere di 3 volte quello di sospensione.

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