Spazio, versatilità e tecnologia. Sono queste le carte su cui punta Seat Alhambra, monovolume “taglia forte” della marca spagnola appartenente alla galassia Volkswagen. Un brand del quale il responsabile per l’Italia Gianpiero Wyhinny ricorda il momento felice, testimoniandolo a suon di numeri.

A livello globale Seat continua a crescere (+8,6% nei primi sei mesi, dopo due anni di incrementi in doppia cifra), e l’Italia fa ampiamente la sua parte, a dispetto del -19% consuntivato in giugno e imputabile alla carenza di prodotto. «Abbiamo venduto – ricorda Wyhinny – tutte le Ibiza che avevamo, e ora stiamo aspettando le nuove forniture». In effetti la battuta d’arresto, seguita al +82% di maggio, non ha impedito di chiudere il semestre con un più che rassicurante +31%, frutto di una crescita ben bilanciati, visto che tutti le linea di prodotto hanno performato attorno al doppio della media dei rispettivi segmenti.

La stessa Alhambra, pur in vista del restyling, ha messo a segno un +42% rispetto al primi 6 mesi del 2015. Un risultato che porta il cumulato delle vendite a una ventina di unità dal totale consuntivato nell’intero 2014: un ulteriore indizio della buona salute del marchio e del gradimento per un veicolo concreto e versatile, che grazie alla flessibilità nella gestione degli spazi interni appare in grado di alternare l’impiego lavorativo e l’uso nel tempo libero, senza scendere a compromessi né in un caso né nell’altro.


Del resto il mondo del business costituisce un obiettivo che Seat Italia persegue con sempre maggiore decisione, vedendo proprio nella rinnovata Alhambra un mezzo particolarmente adatto ad aumentare la sua presenza nel mondo delle flotte, che secondo le previsioni sono destinate ad assorbire il 70% delle vendite della rinnovata monovolume, già disponibile in prevendita anche se le consegne partiranno a settembre.

Sviluppata con una grande attenzione alla sicurezza e al comfort, senza trascurare infomobilità e connettività, l’Alhambra ha davvero fatto un pieno di tecnologie utili che vanno dal sistema di assistenza al mantenimento di corsia alla frenata anti collisione multipla di serie, dal monitoraggio dell’angolo cieco agli abbaglianti “intelligenti”, dal sistema che – in caso di uscita da un parcheggio in retromarcia – avvisa del sopraggiungere di altri veicoli alla regolazione adattativa dell’assetto, dai sedili con funzione massaggio alla tecnologia MirrorLink per l’integrazione nella vettura del proprio smartphone.

© Il Messaggero.it La nuova Seat Alhambra

Per garantire la massima connettività a prescindere dal tipo di smartphone c’è il Seat Full Link che integra le funzioni di tutti i sistemi operativi, e non solo dei più conosciuti Android e iOs. E la nuova Seat Connect App, sfruttando l’integrazione con MirrorLink, offre numerose funzioni tra cui la possibilità di convertire in messaggi vocali – leggendoli in modo chiaro e preciso – gli sms in arrivo, piuttosto che di “dettare” le risposte senza distogliere lo sguardo dalla strada.

Le novità portate dal restyling non si limitano alla tecnologia, alla meccanica e ai lievi ritocchi estetici, ma coinvolgono la stessa articolazione dell’offerta perché, come spiega Wyhinny, «abbiamo costruito una gamma intervenendo su ciò che era alla nostra portata, dopo aver raccolto i pareri di concessionari e clienti». La nuova Alhambra diventa quindi più ricca, perché sparisce l’allestimento base Reference e restano solo i più completi Style e Advance, atteso al 55% delle vendite del modello. Viene cancellato anche il motore a benzina («Le vendite dell’attuale modello si contano sulle dite di una mano» spiega il manager) per lasciare spazio a un’offerta tutta diesel.

La scelta, infatti, si concentra sul 2.0 TDI declinato nelle potenze di 115, 150 e 184 cv. Il primo, che sembra fatto su misura per le esigenze delle flotte, è il campione di efficienza grazie a emissioni di CO2 di 131 g/km. Record in verità eguagliato dalla versione da 150 cv, la più equilibrata della famiglia, nonché la top seller attesa al 71% delle vendite come somma delle tre possibili alternative: trazione anteriore e cambio manuale (2%), stesso cambio e trazione integrale 4Drive (12%) e due ruote motrici con cambio doppia frizione DSG (57%).

Un motore che sulle strade della Catalogna si è fatto apprezzare per l’equilibrio tra performance e sobrietà, anche a livello di piacere della guida che peraltro non è certo la prima motivazione d’acquisto per un veicolo con queste caratteristiche. Chi vuole assaporare la sportività anche in un vetturone a 7 posti (l’unica configurazione proposta in Italia, e anche questa è una novità) deve quindi orientarsi sul motore da 184 cv, disponibile solo con trazione anteriore e cambio DSG. Brillante nelle accelerazioni, ha confermato di disporre di un notevole temperamento nonostante quanto ad agilità la lunghezza di 4,85 metri si faccia decisamente sentire. Con il prezzo di 41.100 euro, questa versione si colloca al vertice di un listino che parte da 34.300 euro. da Messaggero.it


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