Nei giorni scorsi abbiamo commentato le modifiche all’articolo 201 del codice della strada, con riguardo alla possibilità di omologare strumenti automatici di sanzionamento delle violazioni in materia di revisione e di assicurazione.

Non abbiamo fatto menzione, in quell’occasione, alla circostanza che, nella cordata delle norme sanzionatili in maniera automatica è entrato anche l’articolo 167 del codice della strada.

Come si potrà mai accertare, con strumenti automatici, il sovraccarico dei veicoli? La risposta è semplice: la novellazione normativa ha seguito e non preceduto l’evoluzione tecnologica.

Già dalla fine del 2011 la società autostrade era pronta con il suo overload tutor. Dopo qualche anno di test, probabilmente, il “colosso” si sarà sentito pronto ad entrare in azione, così ha chiesto allo Stato una piccola variazione utile a poter omologare lo strumento.

Nulla di inquietante o di poco trasparente: l’iniziativa economica privata, mai come in questo caso, viaggia a braccetto con l’interesse pubblico alla sicurezza stradale, quindi la mia uscita non va letta come un’accusa, ma come il mero rilievo che ci sono gruppi di interesse più forti di altri in tutte le democrazie e questo è un dato di fatto che riguarda anche l’Italia.

in Disparte la cornice socio-politica, tornando al codice della strada, sta di fatto che – nel prossimo futuro- gli autotrasportatori dovranno fare attenzione al carico del proprio veicolo, evitando il sovraccarico. Non potranno difatti più fare affidamento sulla assenza delle pattuglie della “stradale” o sulla complicità di qualche equipaggio che non sia nelle condizioni di accertare, con mezzi affidabili, l’entità del sovraccarico.

Un passo avanti, quindi, nel miglioramento della sicurezza stradale.

da: passiamo.it


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