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Gli avvenimenti che hanno caratterizzato quest’ultimo periodo dell’anno, come il dieselgate tedesco (poi ‘straripato’ in molti altri mercati), l’approvazione della Legge di stabilità o, ancora, i provvedimenti contro lo smog nelle città italiane, non provocheranno variazioni di rilievo all’andamento del mercato automobilistico nazionale nel 2016. Lo ha confermato ad ANSA Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor di Bologna, in un’analisi esclusiva della potenzialità del mercato italiano nei prossimi 12 mesi. “Gli ultimi fatti – ha detto Quagliano – non incideranno minimamente sulla tendenza in atto nel mercato italiano dell’auto che è in pieno recupero e che, secondo le previsioni, che avevamo presentato il 26 novembre scorso, dovrebbe toccare nel 2016 quota 1.747.000 immatricolazioni”.

Quagliano ha minimizzato le ricadute sul mercato del recentissimo allarme smog e dei blocchi alla circolazione: “la vicenda inquinamento di cui tanto si discute oggi – ha sottolineato – non avrà neppure un impatto psicologico perché le prossime piogge spazzeranno via non solo l’eccesso di polveri sottili, ma anche le preoccupazioni di governanti e governati ”. Nessun problema, secondo il presidente del Centro Studi Promotor, in tema di vendite dei modelli con motore a gasolio. “I diesel di ultima generazione – ha detto – sono prodotti altamente affidabili e con i loro bassi consumi danno un contributo importante al contenimento delle emissioni di CO2 che al momento è la questione piu importante perchè è legata al surriscaldamento del pianeta. I nuovi diesel non sono dunque un problema ma una soluzione”.

Per Quagliano è diverso il discorso sui diesel più vecchi ancora in circolazione, “una questione che non è molto diversa quando si parla delle vecchie e vecchissime auto a benzina, davvero troppe, ancora in circolazione, con più di un quarto delle vetture circolanti che sono euro 0 ,1 o 2 e una loro quota più alta nelle Regioni del sud”. Su questo argomento Quagliano è drastico: “la soluzione per questo problema è una sola: la rottamazione. E ovviamente occorrono incentivi. Il Ministro dell’ambiente ha mostrato una cauta apertura, ma ci vuole più coraggio tanto più che le passate esperienze di rottamazione ci dicono che l’ operazione è a costo zero in quanto il budget degli incentivi viene coperto ampiamente con il superiore gettito Iva generato dal maggiore acquisto di nuove auto”. Quagliano ha anche ricordato quanto dimostrato da un documento del Centro Studi Promotor, poi validato dalla Banca d’italia, e cioè che gli incentivi alla rottamazione (si tratta di quelli del 1997) hanno effetti positivi sul pil. “E se nuovamente si ragiona di incentivi – ha precisato Quagliano – perché non cominciare dalle Regioni del sud, un provvedimento che risponderebbe all’esigenza di rilanciare il meridione”.


Secondo il presidente del Centro Studi Promotor un possibile effetto positivo sul mercato 2016 potrebbe, in effetti, arrivare dal maxi ammortamento dei beni strumentali previsto dalla Legge di stabilità. “Questa novità darà certamente un contributo positivo al settore delle auto aziendali e dei veicoli commerciali e industriali. Va però chiarito che si tratta di una misura di carattere generale che riguarda tutti i beni strumentali, ma almeno una volta anche se il Governo non ha agevolato il settore auto, non lo ha discriminato”. Ciò che Quagliano, come molti altri esperti del settore, si attenderebbe al più presto per operare sul fronte dell’emergenza smog è una revisione della tassa di possesso. “Questa tassa va ripensata, ma non solo per renderla ‘ecologica’ come avviene in altri Paesi – ha concluso Quagliano – ma soprattutto per renderla più equa. L’inquinamento è un problema di tutti e i costi delle politice ambientali vanno quindi sostenuti dalla collettività. Tassare di più, come si sta facendo, le auto più vecchie e più inquinanti significa addossare il costo del disinquinamento alle fascie sociali più deboli”. (fonte: ansa.it)


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