Nel 1927 Roberto Longhi, probabilmente il più grande storico dell’arte italiano del Novecento, entrò nella chiesa di San Filippo Neri a Fermo, nelle Marche, e rimase sbalordito dalla visione di un’enorme pala d’altare rappresentante l’Adorazione dei pastori. Gli angeli turbinavano in alto, quasi lanciandosi verso il Bambino in una picchiata. Da Gesù scaturiva una luce inequivocabilmente caravaggesca, che lambiva personaggi monumentali, affiancati in una composizione derivata da Correggio, con echi di Tiziano e Tintoretto. Tutto il movimento della composizione sembrava anticipare il dinamismo del Barocco.

Fu Longhi a pensare per primo a Pieter Paul Rubens come autore della grande tela, che egli battezzò “La Notte”. La conferma venne dal dato documentario: nell’archivio della chiesa è tuttora conservato il documento di allocazione della pala, commissionata al pittore fiammingo da padre Flaminio Ricci, superiore generale dei Padri Filippini, nel 1608. Rubens realizzò il dipinto a Roma, dove risiedeva, terminandolo in tre mesi, e lo spedì a Fermo con dei carri, allegando anche istruzioni per una sorta di restauro d’emergenza se avesse subito dei danni nel trasporto. Oggi la pala è l’opera di maggior pregio tra quelle conservate nella Pinacoteca Civica di Fermo.

Fino al 10 gennaio 2016 si potrà ammirare gratuitamente a Milano, a Palazzo Marino, nell’ambito degli appuntamenti con l’arte che tradizionalmente la sede del Comune ospita nel periodo natalizio. La cornice è la sontuosa Sala Alessi, il salone d’onore del palazzo, realizzato dall’architetto perugino Galeazzo Alessi nel 1558.


I visitatori saranno accolti da guide specializzate che li accompagneranno alla visione dell’opera, preludio alla grande mostra su Rubens che sarà allestita a Palazzo Reale nell’autunno del 2016.


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