La rinascita della Casa di Goteborg parte anche dalla nuova Volvo S90, inedita berlina premium presentata alla stampa in questi giorni e pronta ad essere svelata al grande pubblico in occasione del prossimo Salone di Detroit, dove troverà una delle sue più acerrime rivali, la nuova generazione della Mercedes Classe E.

Chiamata a sostituire l’ormai obsoleta Volvo S80, in listino dal lontano 2006, la nuova S90 parte con un progetto ambizioso, ovvero quello di offrire una valida alternative alle “solite” tedesche, convincendo la possibile clientela con un design originale e moderno che nasconde un tasso tecnologico decisamente avanzato che – come da tradizione per la Casa – punta molto sulla sicurezza offerta ai suoi occupanti.

Partendo dall’estetica della vettura, non possiamo fare altro che apprezzare l’ottimo lavoro svolto da Thomas Ingenlath e il suo team di designer, capaci di realizzare una linea pulita e filante che si riallaccia all’ultimo linguaggio stilistico del Costruttore, inaugurato dalla recente XC90. Da quest’ultima, la S90 prende ispirazione per i proiettori anteriori a LED, separati dalla tipica ed imponente mascherina con listelli cromati della Volvo che sottolinea l’andamento spiovente del lungo cofano motore. La fiancata risulta invece ben modellata e priva di inutili nervatura, mentre la zona posteriore a causa della forma dei proiettori sembra forse un po’ troppo elaborata, ma si rifà chiaramente alla lunga tradizione stilistica del Costruttore svedese.


Il sobrio abitacolo si fregia di materiali pregiati come i rivestimenti in pelle per sedili e gli inserti in legno pregiato per la plancia che risulta dominata dall’imponente consolle centrale che si distingue per l’enorme schermo-tablet dalla forma verticale  – preso  in prestito dalla XC90 –  dedicato alle numerosissime funzioni del sistema di infotainment. Le funzioni dell’impianto multimediale ricalcano quelle del crossover Volvo sopracitato, mettendo a disposizione tanti servizi per la connettività come app e servizi online basati sul cloud.

Quello che stupisce sono però i sistemi che anticipano la guida autonoma, rappresentati dal Pilot Assist II: questo dispositivo risulta capace di  gestire in modo autonomo  sterzo, freni e acceleratore per mantenere la vettura all’interno della propria corsia di marcia durante i tragitti autostradali (il dispositivo funziona fino ad una velocità di 130 km/h), anche se risulta necessario che la segnaletica orizzontale sia in perfette condizioni e che il guidatore tenga le mani sul volante. La responsabilità della guida rimane infatti al pilota e se si tolgono le mani da sopra il volante il dispositivo si disattiva dopo pochi secondi. La vettura porta al debutto anche il “Large Animal Detection“, un sistema capace di identificare la presenza sulla strada di animali di grossa taglia, vero e pericolosissimo problema in Svezia, ma anche negli USA ed in Australia.

Dal punto di vista meccanico, Volvo continua fermamente a credere nella filosofia del “dowsizing” ,proponendo motori  quattro cilindri sovralimentati e una unità ibrido. In un primo momento avremo il benzina T6 AWD da 320 CV e 400 Nm di coppia (consumi ed emissioni inquinanti rispettivamente pari a ,3 l/100 km, per 169 g/km di CO2).  Sul fronte dei diesel troviamo la D4 con 190 CV e 400 Nm (unica trazione anteriore), che offre un consumo medio 4,1 l/100 km ed emissioni inquinanti pari a 109 g/km di CO2. Un gradino sopra si posiziona  la D5 AWD: 235 CV e 480 Nm di coppia (5,1 l/100 km e 133 g/km di CO2). Al top di gamma troviamo l’ibrida plug-in T8 Twin Engine AWD da  407 CV e 640 Nm di coppia massima, capace di offrire un consumo medio  dichiarato di soli 1,9 l/100 km ed emissioni nocive pari a 44 g/km di CO2. da: motori.it


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