Tra i tanti nemici dell’auto ce n’è uno forse più ostico degli altri. Si chiama burocrazia. Dovrebbe indicare «l’organizzazione di persone e risorse destinate alla realizzazione di un fine collettivo secondo criteridi razionalità». Ma spesso si rivela un ostacolo. E allora ci si deve armare di santa pazienza, e di carta bollata, per affrontarla con ostinazione, fino a quando non la si sconfigge.

È quanto accaduto per regolamentare la pratica del noleggio auto, ingarbugliatasi nel 2010 attorno all’articolo 94/comma 4bis, quello che nel codice della strada riguarda la carta di circolazione e l’intestazione temporanea dei veicoli. L’obiettivo del legislatore era meritorio: contrastare le intestazioni fittizie e l’elusione fiscale. Ma il sistema escogitato pretendeva «l’obbligo di comunicare all’Archivio Nazionale dei Veicoli ogni atto giuridico che comportasse per un soggetto diverso dall’intestatario la disponibilità di un veicolo per oltre 30 giorni».

Una complicazione palese per le società che danno veicoli in locazione per anni, e per gli stessi automobilisti/clienti. Se non fosse bastato, nella fase cruciale della disputa iniziata a luglio 2010 e conclusa a settembre 2015, si era arrivati a pretendere anche una gabella di 25 euro (9 per diritti di motorizzazione, 16 per imposta di bollo) a carico del locatore. Ma anche su questo fronte la burocrazia è stata, almeno in parte, sconfitta. La battaglia è stata lunga.


Quando, a luglio del 2010, fu varata la normativa contestata, l’Aniasa (Associazione nazionale industria dell’autonoleggio e servizi automobilistici) denunciò quanto gravi fossero i problemi operativi per le attività di noleggio. E l’8 febbraio 2011 ottenne che la commissione Trasporti della Camera impegnasse il governo «a semplificare e non appesantire le pratiche commerciali». Per 18 mesi cala il silenzio. Poi, a settembre 2012 viene approvato il DPR n. 198/2012 che modifica il regolamento di esecuzione del codice della strada introducendo un nuovo articolo, il 247 bis, che prevede l’aggiornamento dell’archivio nazionale dei veicoli e dispone che sia annotato il nominativo del locatario e la scadenza del contratto.

Ma chi provvede alle annotazioni? In attesa di chiarimenti, una circolare sospende l’applicazione della norma. Gli operatori prospettano semplificazioni e sistemi informatici di comunicazione on line a costo zero per le aziende. Ma il 14 luglio 2014 il MIT vara una circolare che da un lato semplifica («per il noleggio è prevista la possibilità di comunicazione finalizzata al solo aggiornamento dell’Archivio Nazionale dei Veicoli, senza necessità di emissione del tagliando di aggiornamento della carta di circolazione»), dall’altro introduce costi imprevisti.

Varie società impugnano la circolare davanti al Tar del Lazio e, subito dopo, si oppongono anche a una seconda circolare “chiarificatrice”. Sanno di avere ragione e infatti il potere della malaburocrazia cede già prima dei verdetti: il 2 marzo 2015 il MIT avverte le autorità di polizia di sospendere i controlli relativi all’articolo 94 e una settimana dopo, su indicazione dell’Avvocatura Generale dello Stato, revoca “in autotutela” le parti delle circolari che disciplinano la locazione delle auto. A luglio 2015, finalmente, il Tar accoglie l’ultimo ricorso e dichiara «cessata la materia del contendere». All’inizio di settembre la sentenza è depositata e notificata alle parti. da: ilmessaggero.it


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