La discussione in Parlamento sul testo della legge di Stabilità 2016 ha fatto emergere i nodi ancora irrisolti del capitolo pensioni. Riuscire a concordare soluzioni adeguate diventa poi ancora più complesso a fronte della mancanza di risorse aggiuntive.

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Tra le varie proposte continua a pesare quella del presidente dell’Inps, Tito Boeri, che ha dichiarato: “Il punto di partenza è che noi vogliamo rendere il sistema non soltanto finanziariamente ma anche socialmente sostenibile. Se il patto tra generazioni non viene percepito come equo questo patto rischia di non reggere. Inoltre, la proposta taglierebbe il debito pensionistico, alleggerendo il fardello che grava sui giovani”.


Con il documento intitolato “Non per cassa, ma per equità” Boeri avanza una serie di misure, tra cui l’introduzione di un reddito minimo garantito per gli over 55enni, finanziato tramite il ricalcolo dei trattamenti in essere per 230mila famiglie ad alto reddito.

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Come specificato dallo stesso presidente dell’Inps: “Sotto i 3.500 euro lordi la proposta non prevede nessun intervento. Inoltre una persona soggetta interamente al sistema contributivo non deve temere nulla. Più alta è la quota del contributivo minore è l’entità degli interventi. Tra i 3.500 e i 5.000 euro – prosegue Boeri – non prevediamo tagli, il peggio che può accadere è che la pensione non venga indicizzata all’inflazione”.

Per il numero uno dell’Inps, l’insoddisfazione crescente dei pensionati italiani è pienamente comprensibile dal momento che i meccanismi di indicizzazione, nel giro degli ultimi 24 anni, sono stati cambiati ben 10 volte. E’ per questo motivo, riferisce Boeri che “Noi andiamo a colpire 230mila soggetti (pensioni d’oro), su una platea di 16 milioni di pensionati, essendo quindi molto poche le persone. Persone che hanno delle pensioni alte e che dunque possono in qualche modo permetterselo. E al tempo stesso persone che hanno delle pensioni molto più alte di quelle che sarebbero giustificate alla luce dei contributi che hanno versato. Gente che è andata in pensione presto rispetto all’età pensionabile”.

“La povertà è un problema serissimo.  – ha chiarito il presidente dell’Inps – In Italia sono aumentati di 4 milioni i poveri e il nostro sistema di protezione sociale non fa abbastanza per loro. Bisognerebbe avere una rete di protezione sociale di base come quella che esiste in tutti i paesi dell’Unione Europea ad eccezione dell’Italia e della Grecia. Esiste anche in America Latina, esiste anche in Africa e l’Italia non ce l’ha: io credo che questo sia scandaloso”.

La proposta, seppur non universalistica in quanto destinata a una sola fascia della popolazione povera, sembra tuttavia poter costituire un primo passo verso un concreto percorso di riforma delle politiche di contrasto alla povertà, consentendo di superare alcuni dei problemi connessi agli interventi di sostegno al reddito collaudati in Italia, dal 1997 ad oggi. L’incapacità di consolidare queste misure è, sì, derivata dalla scarsità delle risorse a disposizione, ma anche e soprattutto dalla mancanza di accertamenti precisi e puntali sulla reale situazione reddituale delle famiglie.

In sostanza, l’intenzione di Boeri è quella “fare l’ultima riforma delle pensioni” mettendo finalmente la parola fine ai continui interventi in materia pensionistica.

In riferimento, poi, all’Opzione donna, ad oggi “rimane l’unica possibilità di uscita anticipata per le donne”, ha dichiarato Boeri  che sul tema ha proposto “un’uscita flessibile basata su criteri anagrafici e non contributivi pensando anche alle donne” considerando che le loro carriere sono più discontinue rispetto a quelle degli uomini.


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10 COMMENTI

  1. oggi e il primo giorno che schivo un commento e spero che sia l ultimo ho letto i commenti della gente che fa domanda per la pensione mi e venuta una rabbia da perdere la testa e penso di provarmi anche io in quelle condizioni e a pensare grazie ai nostri contributi vivono alla grande e si fanno legge come vogliono mi vorrei imbottire di bombe e fare saltare questi parlamentari di merda alla crisi che continuano a creare vorrei fare una mia opinione per me per uscire dalla crisi bisogna coltivare su un terreno fertile e per me e l donna perciò bisogna dare un assegno alle casalinghe che non lavorano e chiamare alle coppie che si vogliano sposarsi l assegno famigliare la donna lo deve ricevere ho lavora il marito ho non lavora per tutta la vita

  2. Sono nata il 15 gennaio 1957, e da poco quindi compiuto 60 anni, sarei dovuta andare in pensione a 59 anni con 20 di contribuzione acquisiti il 31/10/2004 poi tutto è cambiato, sono iniziati gli slittamenti e di anno in anno la mia pensione continua a spostarsi sempre di piu’ con le famose aspettative di vita ora sono arrivata alla presunta data del 07/2024 esattamente a 67 anni e mezzo per ora…qui si apetta che la gente muoia, alla mia età nessuno vuole certo assumermi e io che ora sono disoccupata non so come andare avanti … per poi avere un assegno un domani ridotto a circa 500 euro anche tassato!
    non è giusto che chi ha maturato una certa quantità di anni si veda slittare di 3 mesi in 3 mesi la pensione per tutti questi anni ..che tristezza !!!

  3. Ho 59 anni ho perso il lavoro causa crisi nel 2012 a maggio con 29 anni e 8 mesi di contributi sarei dovuto a dare in pensione a settembre de 2018 ma ora con la legge fornero e con 4 anni di disoccupazione alle spalle vorrei sapere quando potrò andare in pensione visto che a 59 anni nessuno ti assume

  4. In Italia purtroppo l’unica legge realmente in vigore è quella dell’iniquita’ e dell’ingiustizia, dei furti e dei furbetti, io mi vergogno di essere nato in questo schifo di nazione.

  5. Vorrei dire al Presidente dell’INPS Boeri che quello che afferma e’ giustissimo ma ci vuole alla base una vera riforma del sistema pensionistico per far si che i giovani vadano a lavorare almeno a 30 anni di eta’ e escano a 60 anni dai posti di lavoro per fare il tour nover significa che bisogna mettere una data di entrata nel mondo del lavoro e un eta’ di uscita’; esempio se una persona lavora come dipendente negli Enti locali bastano trenta anni di contributi per il motivo che il lavoratore dipendente da ai clienti dei servizi non fa un prodotto come l’azienda per cui trenta anni sono sufficienti per andare in pensione, si entra a 30 e si esce 60, cosi’ entra il giovane diplomato o laureato negli enti locali, il giovane lavoratore pero’ se io esco dopo 30 anni nel mondo lavorativo e percepisco uno stipendio base di 1400 euro e ci sono voluti 30 anni per percepirlo, il giovane che entrera’ al posto mio percepira’ subito i 1400 euro e per cui al giovane lavoratore gli verranno tolte per inizio lavoro il 20% dello stipendio in modo che paghi la pensione a chi va in pensione anche perche’ con gli anni neanche si accorgera’ di aver pagato una pensione perche’ con i rinnovi contrattuali quando andra’ in pensione percepira’ il doppio di chi va in pensione adesso. Accorciare il tempo lavorativo e fare il tour nover e’ l’unica soluzione al problema pensioni. Si puo’ attingere anche dai grandi finanzieri che sono andati in pensione d’oro ma anche di platino, d’oro dai 90 ai 250 mila euro l’anno e di platino dai 300mila euro ai 600 mila euro l’anno pensioni che potrebbero aiutare a fare un buon sistema pensionistico penso che se ad un grande dirigente che percepisce 300 mila euro l’anno gli togli 100 mila euro non campa piu’ penso che stia meglio perche’ capisce che per pagare lui con questa cifra paghiamo tante di quelle tasse per lui e credo che lo capisca. Ci vuole strategia e dinamicita’ di intenti. in questo momento devo lasciarla la saluto e buon lavoro TITO BOERI.

  6. è giusto quello che dice Boeri sulle pensioni ,rifare il calcolo a tutti quelli che hanno la pensione e dargli quello che gli spetta in base ai contributi versati e togliere i vitalizi a tutti i politici che beneficiano di questi privilegi ridistribuendo a chi a sudato tutta la vita anche se non ha potuto versare sempre i contributi perchè in alcune regioni per poter portare a casa un reddito si era obbligati anche a lavorare in nero.

  7. opzione donna!!! ma come pensate che si possa andare con l’importo da fame che viene erogato?? chi se lo puo’ permettere? chi ha un marito con pensione decente..altrimenti con gli stipendi di 1400 euro al mese (dopo 36 anni di contributi e 62 anni di età) mi hanno detto che che la mia pensione sarà di 850 euro!!! Bene viva la giustizia…chi non ha mai versato percepisce 500 euro e chi versa per 36 anni ne percepisce 850..Viva l’equità!!!

  8. 60 anni compiuti a ottobre .3 operazioni di ernia discale.dal 72 che lavoro a fare pelli un lavoro pesante umido all’intemperie per le operazioni ho perso 3 anni ho problema a stare inpiedi perchè mi fa male la schiena mi fanno male le gambe.e purtroppo con la legge fornero in pensione non si va,e questo governo fa orecchi da mercante.

  9. Non è possibile qualche anno fa mi mancava poco a 37 anni per la pensione poi ad un passo tutto è cambiato si va a 40 anni verso i 40 DALLA NOTTE AL GIORNO tutto è stravolto di 4/5 anni sopportiamo anche questo nel frattempo perdita di lavoro mi ritrovo in mobilità e finita mobilità nella condizione di dovermi pagare i contributi volontari per 2 anni a poco più di 800 euro AL MESE senza entrate senza stipendio .GIUSTO dire trovati un lavoro! magari trovarlo provateci a 60 anni con invalidità de 37% con continui dolori reumatici tutta una vita in fabbrica .io sono solo una piccola goccia in questo mare di ingiustizia dove il nostro amato paese spera di annegare grazie ITALIA .

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