Sembra non arrestarsi il fenomeno delle e-mail truffa recanti presunti avvisi di pagamento di Equitalia che invitano a scaricare file o a utilizzare link esterni.

La stessa Equitalia, sul proprio sito, spiega di essere assolutamente estranea alla trasmissione dei suddetti messaggi e, di nuovo, torna a raccomandare di non considerare l’e-mail ricevuta, eliminandola facendo attenzione a non scaricare alcun allegato.

La conferma è giunta ad Equitalia dallo stesso Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche), l’unità specializzata della Polizia Postale, che in questi giorni ha riscontrato come sia ancora in atto un’ulteriore, nuova campagna di phishing.


Si tratta di una serie di tentativi di truffa informatica progettati per entrare illecitamente in possesso di informazioni riservate. Anche il Cnaipic, quindi, raccomanda nuovamente di non tenere conto della e-mail ricevuta e di eliminarla senza scaricare allegati o link esterni.

Di seguito si riportano alcuni indirizzi di false e-mail resi noti dirattamente da Equitalia: fatture@gruppoequitalia.it, equitalia@sanzioni.it, servizio@equitalia.it, noreply@equitalia.it, servizio@unicredit.it, servizio_clienti@poste.it, noreply-equit@eq.it, support@update.it, equitalia@avvia.it, noreply@postecert.it, reply-equi@riscossioni1.it, equitaliat@raccomandata.it,  cifre@equitliaroma.it, assistenza@protocol.it, noreply@certificazione.it, info55@bper.it, noreply@protocol.it, noreply@legge.it, noreplay@bancoposta.it.

Fate attenzione!

 QUI IL COMUNICATO STAMPA DI EQUITALIA

Come difendersi dai contratti con gli operatori  telefonici

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Di Paola Nunzio Santi, 2015, Maggioli Editore

Il testo, aggiornato al D.LGS. 6 agosto 2015, n. 130 recante i principi volti ad armonizzare la disciplina relativa alla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori, con FORMULE e GIURISPRUDENZA, indica la procedura e le strategie da utilizzare per vedere accolte le proprie...




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2 COMMENTI

  1. Da un lato Equitalia invita i contribuenti a NON APRIRE MAI le corrispondenze e_mail che giungono dal mittente Equitalia poiché frutto di truffa. Dall’altro Equitalia comunica che i suoi avvisi non arriveranno più per POSTA RACCOMANDATA ma per POSTA CERTIFICATA (pec). Fateci sapere in definitiva come sarà possibile difendersi.

  2. Chi ha permesso questa situazione? Ma Equitalia rispetta le leggi dello Stato italiano, dalla notifica alla legittimità delle operazioni, ai soggetti abilitati a firmare come dirigenti?
    E ancora Equitalia ha un sito con posta elettronica o pec ove segnalare la partecipazione legittima ai procedimento amministrativo? Il Servizio non esiste perché è costoso e la Società non può perdere tempo dietro alle ” lamentele del contribuente. Il contribuente italiano deve solo pagare ciò che gli viene intimato, senza chiedere spiegazioni. Se non è d’accordo può ricorrere alla commissione provinciale. E che fine ha fatto la legge 241/90 che ha obbligato tutti gli Enti pubblici italiani, compreso equitalia) a garantire il cittadino nel percorso amministrativo, negli accertamenti, nella formazione dei ruoli, nella formazione della cartella, nella notifica di atti ancora in vita e non prescritti?
    Abusi e confusione ormai occupano il campo senza alcun controllo dello Stato o meglio delle sue istituzioni. Il codice del contribuente è un libro in cui è scritto tutto, ma nessuno lo fa rispettare.
    In questo marasma nascono e crescono le truffe, messe in piedi non certamente dal contribuente, ma da chi conosce bene il meccanismo.

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