L’esame delle nuove classi del concorso a cattedra è giunto al rush finale. Ieri infatti, 11 novembre, il lavoro di revisione delle tabelle riguardanti le nuove classi concorsuali è stato ufficialmente avviato dalla Commissione cultura alla Camera.

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Il bando del nuovo concorso dovrà essere pubblicato entro e non oltre il termine fissato al 1° dicembre per cui i tempi per esprimere il parere obbligatorio, anche se non vincolante, da parte della Commissione cultura rimangono stretti. Sul testo, poi, dovrà esprimere parere anche la Commissione cultura del Senato, per poi passare al vaglio definitivo del Consiglio dei ministri.


Il parere dovrà arrivare entro il 20 novembre; il provvedimento vero e proprio invece verrà emanato a seguito del bando del concorso. Il provvedimento, che attualmente è in discussione al Parlamento, stabilisce l’accorpamento di alcune classi concorsuali esistenti prevedendone altresì l’istituzione di nuove, con riferimento però ai soli indirizzi nuovi di Liceo musicale e coreutico.

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Di seguito le nuove 11 classi di concorso che verranno istituite:

1) A-23: Lingua italiana per discenti di lingua straniera;

2)A-35: Scienze e tecnologie della calzatura e della moda;

3) A-36: Scienze e tecnologia della logistica;

4) A-53: Storia della musica;

5) A-55: Strumento musicale negli istituti di istruzione secondaria di II grado tl;

6) A-57: Tecnica della danza classica;

7) A-58: Tecnica della danza contemporanea;

8) A-59: Tecniche di accompagnamento alla danza;

9) A-63: Tecnologie musicali;

10) A-64: Teoria, analisi e composizione;

11) A-65: Teoria e tecnica della comunicazione.

Sul parere delle commissioni parlamentari, tuttavia, pesano le riserve mosse nei giorni scorsi dal Consiglio di Stato che ha recriminato al nuovo provvedimento di non considerare adeguatamente i diritti degli insegnanti precari, in possesso di abilitazione e inseriti nelle GaE (graduatorie ad esaurimento).

Qualora non dovessero essere accolte, tali riserve potrebbero essere successivamente impugnate e raccolte dai giudici amministrativi, con il rischio di invalidare il decreto.

Come dichiarato dalla stessa relatrice del testo in discussione alla Camera, Maria Grazia Rocchi (Pd), al quotidiano online “La tecnica della scuola”: “In effetti, dopo che il testo è stato incardinato e preso in carica dalla Commissione, ci siamo resi conto che occorreva più tempo. Per questo, oggi la capigruppo ha deciso di allungare i tempi per la formulazione del parere che verrà formulato al termine della prossima settimana, attorno al 20 di novembre”.


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