Per i supplenti della scuola di seconda fascia tutto è pronto per il concorso che mette in palio 63mila e 700 posti. A comunicarlo il ministero dell’Istruzione che ha fatto sapere ai sindacati che le proposte di assunzione per la fase C saranno recapitate, via email, alle ore 16 di martedì prossimo, 10 novembre.

Da quel giorno e fino a venerdì 20 novembre, alle ore 15:59, ci sarà tempo per accettare la proposta. A partire da questa data, infatti, verranno predisposte dai provveditorati le convocazioni per la scelta degli istituti che permetteranno ai 55mila tra precari iscritti nelle graduatorie ad esaurimento (GaE) e idonei del concorso 2012 di poter finalmente entrare a scuola e così potenziare l’organico dell’autonomia.

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Onde scongiurare l’esodo di supplenti dal Sud al Nord del Paese e viceversa che si è verificato con la fase B, con quest’ultima tranche assunzionale dovrebbero essere ridotti al minimo i trasferimenti di Regione. In tal senso, infatti, è stato lo stesso ministero a trasmettere alle singole Regioni i posti da assegnare.

Mentre il bando per il concorso, che uscirà entro il primo dicembre 2015, si sta delineando, il sottosegretario del Miur, Davide Faraone, ha reso note le modalità con cui verranno suddivisi i posti contesi da circa 166mila precari già in possesso di abilitazione.

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Come confermato dallo stesso Faraone: “Il concorso sarà l’unica via di accesso alla professione. E, nel prossimo, saranno coinvolti tutti quei settori rimasti finora scoperti”. Si parla di 6.800 posti per la scuola dell’infanzia, 15.900 per la primaria, 13.800 per le medie e 16.300, infine, quelli disponibili per la secondaria di secondo grado. A questi verranno poi aggiunti ulteriori 10.900 cattedre per il sostegno.

Il concorso verrà svolto per ambiti regionali e pare confermata la tesi che esclude il test di preselezione fino a un rapporto posti-candidati pari a 1 a 4 alle medie e alle superiori, mentre si sta valutando se eliminarlo o meno anche alle elementari e alle materne, dove si presume gli aspiranti siano di più.

Circa le prove previste ci sarà una prima prova scritta, informatizzata, seguita da una seconda orale che simulerà una lezione. Una volta concluse entrambe le prove, sarà ammesso al massimo un numero di idonei pari a quello dei posti, incrementato però del 10%, da assumere entro i primi due anni.

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Infine, rispetto a quanto avvenuto in precedenza, il vincitore di concorso non potrà scegliere l’istituto dove prendere servizio essendo limitata la sua scelta soltanto all’ambito territoriale (sub-provinciale). Spetterà poi ai dirigenti scolastici scegliere dai rispettivi ambiti i docenti con cui coprire i posti vacanti delle rispettive scuole.

In questo modo, tra il 2015 e il 2018 dovrebbero raggiungere quota 180mila gli insegnanti che faranno ufficialmente il loro ingresso a scuola.

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