La cosiddetta legge salva-suicidi è quella procedura volta a comporre le crisi da sovraindebitamento, approvata in virtù della recessione che ha colpito il Paese negli ultimi anni.

Vengono, in questo modo, avvantaggiati tutti i soggetti che hanno debiti con Equitalia o con le banche in quanto si rende necessaria l’omologazione del cosiddetto piano del consumatore (richiesta di saldo del debito) solo da parte del giudice, che deve accertare la sussistenza dei requisiti di legge escludendo eventuali intenti fraudolenti del consumatore, non necessitando il piano, per ottenere il via libera, di alcuna votazione dei creditori.

La vicenda vede protagonista il Tribunale di Napoli che, sull’esempio del Tribunale di Busto Arsizio che a gennaio 2015 aveva emesso il primo provvedimento di cancellazione del debito, ha omologato il cosiddetto piano avanzato da un consumatore che, avendo perso il lavoro, aveva maturato con la banca 250mila euro di debiti.


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Il soggetto in questione, che nel frattempo aveva ottenuto una nuova occupazione guadagnando 1.525 euro mensili da statino paga, grazie al via libera del giudice si è ritrovato nella posizione di poter versare all’istituto bancario 650 euro per un arco temporale di 18 anni per poter estinguere gli arretrati, scalati da 250mila a 125mila euro. Sembra trarre vantaggio dall’omologazione del piano anche la banca che sarebbe tenuta a sostenere alti costi nelle procedure esecutive per poi rivendere l’immobile all’asta dietro un importo inevitabilmente più esiguo.

La decisione apre la strada alla possibilità per i debitori di potersi più agevolmente scaricare delle passività arretrate, difficili da riuscire ad estinguere, a meno che il creditore non abbia accordato, in sede di trattative bonarie, eventuali sconti. In tali casi, il consumatore può fare diretto riferimento al giudice potendo farsi riconoscere, in maniera svincolata dal consenso dei creditori, di uno “sconto” sul debito.

La possibilità di liberarsi dei debiti con Equitalia o con le banche con una sola azione, senza che intervengano manovre fraudolente da parte di chi cerca di mettere al riparo i propri beni dagli attacchi dei creditori, è un diritto stabilito da una normativa del 2012 che, seppur raramente usufruita, permette al debitore di avanzare al tribunale il cosiddetto piano del consumatore, vale a dire un’istanza di “saldo e stralcio” del proprio debito.

Qualora la proposta venga considerata valida e la condotta del debitore meritevole, il giudice può accordare un abbassamento del debito a prescindere dal parere dei creditori, non rivelando in questi casi l’accordo stipulato con questi ultimi. La più rilevante novità che si sta delineando riguarda, però, la possibilità di accettare il piano del consumatore anche nei casi in cui il creditore sia soltanto uno, circostanza abbastanza frequente con Equitalia o con la banca.


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1 COOMENTO

  1. Ok,però non ho capito se vale ancora la sanatoria presente nella legge di stabilità 2015 che
    annullava tutte le cartelle Equitalia ,non riscosse entro i 4 anni successivi all’emissione,concernenti debiti entro i 300 euro . Chiedo questo perchè,ottenuto il Pin,ho
    verificato il mio estratto conto e,con mia sorpresa , ho scoperto diverse cartelle ( la gran parte
    riferentesi a multe automobilistiche ) e quasi tutte al di sotto della soglia dei 300 euro. Se sì ,che si deve fare ?

    Cordiali saluti.

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