La notizia web di questi giorni è Alibaba (senza accento sulla à). Alibaba, il COLOSSO Online cinese fondato nel 1999 -le cui azioni valgono in questo momento 69,26$ – si sta preparando allo sbarco in Italia e successivamente in Europa. La prima “ambasciata cinese di Alibaba” sarà aperta in Italia entro fine anno e poi toccherà a Francia e Germania. La decisione è stata presa da Jack Ma in persona, uno dei due fondatori, dopo aver incontrato Matteo Renzi.

Perché l’Italia (61 milioni 142 mila persone) interessa così tanto alla Cina (più di 1 miliardo 401 mila persone), visto che il nostro mercato è asfittico, la nostra crescita è debole, le nostre vendite online sono tra le più basse in Europa e se confrontati ai cinesi rappresentiamo il 4,36% della loro popolazione?
Perché, dice il portavoce Michael Evans, “noi lavoriamo con le PMI e l’Italia possiede decine di migliaia di PMI”

Fantastico!, ho pensato quando ho letto la notizia: dopo Amazon, Zalando, Ebay arriva anche Alibaba (nome che purtroppo associo sempre anche ai noti 40….). Ma quale sarà il vantaggio per l’imprenditore? Alibaba innanzitutto significa tante cose: e-commerce, market place, cloud computing, motore di ricerca, telefonia, social.  Un portafoglio di tutto rispetto che potrebbe scontrarsi contro altri colossi tipo Ebay, Amazon, in parte Zalando, in futuro Facebook.


Quindi l’imprenditore potrà acquistare uno dei tanti prodotti/servizi di Alibaba, sfruttare la concorrenza fra i giganti delle vendite online, aumentare le proprie vendite, avvicinarsi di più al web, capire finalmente che il web e l’internazionalizzazione online potrebbero aiutare la propria azienda ad aprire nuovi mercati, poiché la metodologia virtuale basata su internet costa molto meno rispetto a quella tradizionale basata su fiere, agenti di commercio e tanta roba un po’ old style.

Quindi? Matteo (Renzi) ha fatto bene?
Da un certo punto di vista fa benissimo a promuovere l’Italia ma sicuramente io – e immagino tanti altri imprenditori – sarei più felice se il governo aiutasse le iniziative imprenditoriali italiane a crescere e facesse pagare le tasse (io italiano che vendo in Italia le pago qui) anche alle multinazionali del web.  Alibaba lo metto, infatti, assieme al gruppetto delle Big con Google, Facebook, Booking ecc. che da un lato zappettano e mangiano nel nostro orticello (e dire zappettano è davvero riduttivo) mentre dall’altro portano i proventi dei loro affari da un’altra parte (più conveniente) impedendo di fatto la crescita Made in Italy.

Mi spiego meglio: un imprenditore che desidera vendere può benissimo (e anzi deve) aprire una propria vetrina su Amazon, Ebay o Alibaba ma dall’altro dovrebbe anche avere un proprio spazio (un proprio sito) nel quale vendere.
Purtroppo ci sono una serie di problemi. Non solo nelle aziende mancano le competenze, ma la costruzione del sito e soprattutto la sua pubblicità hanno bisogno di budget dedicati, e la maggior parte dei progetti fallisce per mancanza di fondi. Poiché le marginalità sono davvero basse anche a causa delle tasse, che ritengo esagerate in alcuni casi, spesso è impossibile far decollare i progetti che hanno dei ROI mediamente su 3 anni. Se parliamo di piccoli imprenditori gli alti costi strutturali sfavoriscono da un lato le aziende (che devono vendere i prodotti) e dall’altro anche le migliaia di web agency che campano e fanno vivere migliaia di dipendenti costruendo strategie e siti per le vendite. Se conviene piazzare i prodotti su un market place è chiaro che l’imprenditore preferisce “noleggiarsi una vetrina che paga solo in caso di vendita attraverso una percentuale sulla transazione”. Quindi lo slogan potrebbe essere: “meno e-commerce per tutti”!

Avrei preferito che il “buon Matteo” anziché portarci a casa un nuovo conquistatore esperto nell’Arte della Guerra on Line avesse fatto esattamente l’opposto, ovvero trovare il modo per favorire gli imprenditori a vendere in Cina attraverso i propri e-commerce. Invece sai cosa succede oggi? Centinaia di cinesi che vivono in Italia o in Europa comprano i prodotti italiani che poi rivendono in Cina come privati proprio attraverso Alibaba o meglio attraverso Taobao, il Social Network/Market Place che appartenente ad Alibaba e favorisce le vendite fra privati (come una volta faceva Ebay). Perché gli italiani non vendono direttamente, mi chiederai? Non lo fanno per noti problemini di logistica, di consegna, di barriere che la Cina pone all’ingresso. Matteo, è possibile risolvere questi problemi in cambio?

Quindi? Vista con gli occhi dell’imprenditore la situazione è la seguente: se vuoi vendere direttamente in Cina continui ad avere delle difficoltà e se sei piccolo diventa una mission impossibile. Tuttavia abbiamo un nuovo soggetto entrante che ci permetterà di vendere grazie alla sua intermediazione. Pertanto l’intermediazione avrà un costo che eroderà una quota della tua marginalità. Di fatto Alibaba arriva ma la favola che ci raccontiamo è sempre la stessa!


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