Contro la dichiarazione fatta domenica scorsa dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in merito al posticipo dell’introduzione di misure strutturali di flessibilità in uscita nella prossima legge di Stabilità, si schierano uniti tutti i sindacati.
Le parole del premier hanno scatenato la reazione contrariata da parte delle tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, che in maniera unanime hanno accolto l’annuncio non poco negativamente.

A sollevare le critiche, per prima, la leader della Cisl, Annamaria Furlan, secondo cui “non si può rinviare al 2016 la controriforma della riforma Fornero, abbiamo bisogno subito già nella legge di Stabilità di un segnale importante”. Si tratterebbe, secondo Furlan, di un’importante ed incisiva “risposta per le imprese, per i giovani e per tutti i lavoratori”.

In merito al rinvio dell’intervento sul sistema pensionistico attraverso misure che garantiscano una maggiore flessibilità in uscita è intervenuta anche Susanna Camusso, leader della Cgil, che ha commentato la scelta dicendo che “è sbagliato pensare che si tratti di qualche aggiustamento emergenziale per qualche categoria”.


Se la manovra viene posticipata al 2016 per il Segretario Generale della Cgil “vuol dire che non si intende mettere risorse e quindi che si fa a costo zero” e questo vuol dire “a spese dei lavoratori che già hanno pagato un prezzo altissimo con la legge Monti-Fornero”.

Per Camusso l’annuncio fatto da Renzi secondo cui il Governo non è ancora pronto, non avendo alla mano numeri certi, per affrontare tale manovra è soltanto “una narrazione dell’irrealtà”, attaccando lo stesso Esecutivo che avrebbe dovuto “studiare di più”.

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Ha fatto eco a Susanna Camusso anche il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti che dice: “E’ un gravissimo errore non affrontare nella legge di Stabilità il tema della flessibilità di accesso alla pensione. Si continuano a penalizzare i lavoratori ultrasessantaduenni e i giovani che vedono ancora bloccato il turn over nel mercato del lavoro”.

Riportando le parole di Proietti: “Nei mesi scorsi sulla necessità di rivedere la legge Fornero si è realizzato un vasto e diffuso consenso nel Paese e tra tutti i gruppi parlamentari. Lo stesso presidente del Consiglio aveva ripetutamente annunciato che questo sarebbe stato fatto con la legge di Stabilità”.

L’intenzione manifestata dal segretario della Uil è quella di non rassegnarsi “a derubricare questo tema” annunciando la prosecuzione della mobilitazione in tutto il Paese “affinché nel corso dell’iter parlamentare di approvazione della legge sia data una risposta positiva alle attese dei lavoratori e dei giovani”, ha commentato Proietti.

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Mediante Facebook, intanto il Presidente del Consiglio Renzi ha fatto sapere che la tanto attesa discussione sulla Legge di Stabilità 2016 ha avuto inizio proprio ieri in Consiglio dei Ministri, per poi essere varata nella riunione di giovedì. Ai lavoratori che sperano di accedere in anticipo alla tanto agognata pensione, dunque, non resta che sperare.


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2 COMMENTI

  1. Non capisco perchè si continua a pensare/parlare ad una forma di penalizzazione per chi decide di andare in pensione con oltre 35 anni di anzianita contributiva e con oltre 63 anni di età anagrafica.
    Che forse non basta già il calcolo della futura pensione con il sistema contributivo e con dei contributi già ridotti, rispetto ai 42 anni previsti dalla legge Fornero?
    Come si può pensare di ridurre una pensione (già sicuramente non esagerata) di una percentuale tra il 3,5 ed il 10% per ogni anno mancante ai 67 anni previsti (oggi, salvo aspettativa di vita) dalla legge Fornero?
    Forse i “signori” governanti non hanno idea di cosa significa vivere e mantenere una famiglia, composta da 4 persone, com meno di 2.000 euro al mese.

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