Slitta la soluzione della flessibilità in uscita già a partire dalla legge di Stabilità 2016. A rivelarlo lo stesso Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ieri sera in diretta tv alla trasmissione “Che tempo che fa” in onda su Rai Tre.

«Non abbiamo ancora trovato la soluzione per consentire di andare in pensione un paio d’anni prima. Se si interviene sulle pensioni senza saggezza si fa danno, quindi proporremo la soluzione nel 2016 quando i numeri saranno chiari». Si può quindi dire addio all’introduzione di eventuali misure strutturali sulla flessibilità in uscita nella prossima Stabilità.

«Dobbiamo trovare un meccanismo per cui chi vuole andare un po’ prima in pensione prendendo un po’ meno soldi possa andarci, ora dobbiamo vedere quanto prima e quanti soldi», ha aggiunto il premier augurandosi di poter trovare entro  le prossime settimane o mesi una decisione che per le casse dello Stato deve comunque rimanere  «a  somma zero» ha concluso Renzi.


Confermati, invece, nella manovra di Stabilità per il 2016 il taglio di Tasi e Imu oltre alla riduzione dell’Ires nel 2017. Previsti anche, come confermato da Renzi, i superammortamenti per le aziende che investono in beni strumentali. «Nel 2018 penseremo poi all’Irpef», ha aggiunto il premier specificando inoltre che con il taglio di Imu e Tasi verrà dato ai sindaci un assegno corrispondente.

Le coperture finanziarie per ridurre la tassazione verranno prese «dai costi standard, dalla riduzione delle spese e dalla lotta all’evasione fiscale», a partire dagli accordi stipulati con Stati quali Svizzera, Liechtenstein e Vaticano. Novità che troverà sede nella manovra di Stabilità riguarderà infine anche «una misura ad hoc per portare in Italia 500 professori universitari anche italiani. Un modo per attrarre i cervelli con un concorso nazionale basato sul merito a cui si darà anche un gruzzolo per progetti di ricerca», ha concluso Renzi.

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