Come un ente no-profit e una piccola università della Virginia hanno messo in ginocchio il 2° costruttore mondiale

L’ esatto contrario. Quel test avrebbe dovuto dimostrare l’ opposto di ciò che emerso. Nessun complotto, nessuna cospirazione. A dare il via, tra l’ altro, è un tedesco. Peter Mock responsabile europeo dell’ICCT, in un ‘indagine che parte dal 2014…(


L’ esatto contrario. Quel test avrebbe dovuto dimostrare l’ opposto di ciò che emerso. Le tre vetture americane scelte per i test dall ‘ università del West Virginia dovevano attestare infatti come fossero obsolete e inquinanti i corrispettivi modelli europei, omologati grazie a normative anti-inquinamento molto più blande e obsolete. Il risultato dei test ha invece scoperchiato il vaso di Pandora, permettendo di scoprire probabilmente la più grande, voluta, truffa nella storia dell’ automobilismo mondiale.

Nessun complotto dunque , nessuna cospirazione. A dare il via al tutto è un tedesco. Peter Mock è il suo nome, chimico, responsabile europeo dell’ ICCT di San Francisco, una piccola organizzazione non profit creata per “migliorare le performance ambientali e l’efficienza energetica” nei trasporti “per il bene della salute pubblica e per mitigare il cambiamento climatico”. Mock è Managing Director dell’  International Council on Clean Transportation (ICCT) e da sempre impiegato nel settore delle indagini sulle emissioni degli autoveicoli. Negli anni passati lui e i suoi colleghi hanno spesso riscontrato numerose discrepanze tra i dati di emissioni dichiarati dalle Case europee e quelli realmente rilevati.

 

Nel maggio dello scorso anno, l’ ICCT aveva pubblicato un dossier sulle emissioni dei diesel di ultima generazione, che riguardano principalmente gli NOx ( lo trovate in allegato in pdf nell’ ultima pagina ). Non molto colpiti dai risultati ottenuti sulle vetture teuropee testate decisero di ripetere le analisi sulle vetture in USA, certi che l’esito del test avrebbe fatto sfigurare le auto europee.

“Non avevamo davvero avuto alcun motivo di nutrire sospetti sulle vetture tedesche prodotte e vendute in America”, ha detto Mock , nella foto in alto,  “pensavamo che i veicoli fossero puliti, eravamo certi che l’esito del test avrebbe fatto sfigurare le auto europee. La ICCT avrebbe voluto dunque dimostrare che le auto tedesche in America sono più pulita che in Europa, perché le regole sono molto più severe. Il tutto per spronare le autorità del Vecchio Continente a introdurre test e normative più stringenti.”

La West Virginia University si aggiudicò il bando ICCT per effettuare i test. Tre le vetture scelte: la Passat (MY 2013) , la Jetta (MY 2012) e la BMW X5 (MY2013). Inizialmente avrebbe dovuto esserci anche una Mercedes. “Solitamente effettuiamo i nostri test su vetture prese a noleggio non su quelle date dai costruttori , affinché siano il più possibile verosimili.” Spiega lo stesso Mock ” Non siamo però riusciti ad ottenere a noleggio il modello Mercedes che volevamo e allora ci siamo accontentati delle due VW e della BMW.” 

fonte: Dario Chiozzotto per automobilismo.it

 


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