Compatibilmente con il quadro di finanza pubblica, il Governo mantiene il proprio impegno ad analizzare la questione della flessibilità in uscita già a partire dalla legge di Stabilità 2016. «Ogni cambiamento del sistema pensionistico va attentamente valutato», a partire dall’impatto sui conti, ha dichiarato al riguardo il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in audizione davanti alle Commissioni riunite Bilancio e Lavoro di Camera e Senato.

Il ministro, di concerto con il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha sottolineato anche la volontà, sempre all’interno della manovra di stabilità, di intervenire in materia di salvaguardia degli esodati per una definitiva risoluzione delle problematiche sociali più rilevanti rimaste tuttora aperte.

Sul tema, la posizione del ministero del Lavoro, secondo quanto dichiarato dal presidente dem della commissione Cesare Damiano, divergerebbe rispetto a quella sostenuta dal Mef secondo cui le risorse non utilizzate sarebbero dovute rientrare nelle casse dello Stato non potendo quindi più essere utilizzate per questo scopo.


Per Padoan «l’introduzione di forme di flessibilità potrebbe essere utile al fine di venire incontro a richieste di specifici gruppi di cittadini vicini all’età del pensionamento». Sottolineando, congiuntamente, l’allungamento dell’aspettativa di vita che quindi implica come inevitabili il progressivo aumento dell’età pensionabile e la necessità di un assetto del sistema pensionistico che «contribuisca al rientro nel processo di debito/Pil», ha detto Padoan.

Al momento l’Esecutivo si impegna a verificare le risorse per un nuovo definitivo intervento di salvaguardia degli esodati che sono rimasti esclusi dagli interventi già partiti «e a cercare soluzioni per il recupero delle economie degli esercizi pregressi – ha proseguito Padoan- e il relativo utilizzo per gli esercizi successivi previa compensazione sui saldi di finanza pubblica nel rispetto degli obiettivi programmati».

La speranza di inserire questi interventi nella legge di Stabilità per il prossimo anno si collega, stando alle parole del ministro dell’Economia, alla volontà di poter cancellare tutte le illazioni fatte sul tema. Alla data del 10 settembre scorso sono state 121.500, tra certificazioni accolte (116mila) e giacenze , le domande da esodati, e 83.400 le pensioni liquidate.

Sull’Opzione donna, invece, il numero uno di Via XX Settembre, è apparso più restio. L’allungamento, infatti, dei benefici della manovra che tocca le lavoratrici, il cui termine scade il 31 dicembre, secondo Padoan necessiterebbe di una modifica strutturale della direttiva vigente «dalla quale conseguirebbero maggiori oneri per i quali servirebbero contestuali mezzi di copertura».

Ogni possibile intervento di anticipo della possibilità di andare in pensione rispetto alle vigenti disposizioni sembra dunque causare un incremento sia della spesa che dell’indebitamento netto che necessita di copertura finanziaria. Il meccanismo attuariale potrebbe quindi non essere sufficiente ad assicurare gli obiettivi posti.


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