Dopo sette anni di ininterrotta crisi, il cedimento dei prezzi delle case sembra non conoscere fine. Proprio ieri è stato diffuso da uno dei principali leader di mercato nell’intermediazione immobiliare, Tecnocasa, lo studio “Le nuove prospettive del mercato immobiliare e creditizio” che rivela come anche nel primo trimestre 2015 i prezzi delle case siano sono ulteriormente calati per un valore percentuale medio del 2,5%.

Si registra quindi negli ultimi sette anni, dal 2008 ad oggi, una diminuzione costante. Entrando più nel dettaglio, nel 2008 si è registrato un -6,3%, slittato a -4,2% nel 2009 e a -1,1% nel 2010. Ulteriore caduta si è avuta nel 2011 con un -4,7%, che è passata a -10,5% nel 2012, -8,9% nel 2013, per raggiungere un -7,3% lo scorso anno. Da più parti, come evidenziato dalla recente rilevazione, questa incessante discesa è stata definita “l’era della proprietà a perdere”. Lo sanno bene quelli che hanno acquistato casa a ridosso dei primi anni Duemila e che ora assistono inermi alla svalutazione del valore dell’immobile, unica eccezione fatta per le abitazioni considerate di pregio.

Senza ovviamente considerare la prima casa, riguardo alle restanti tipologie di acquisto sono in molti ormai a ritenere non più conveniente l’investimento sul mattone, vista anche la probabile recente riconsiderazione della tassazione sugli immobili da parte del Governo. Nonostante si assista sempre di più al dilagare dei tassi zero, nei casi in cui si voglia fare un investimento da mettere a reddito (in media sono calati anche i contratti di locazione, nonostante la cedolare secca al 10% abbia notevolmente ridotto il prelievo fiscale) è sempre più diffusa la pratica di ritardare l’acquisto della casa oggetto d’interesse dal momento che la stessa, un domani non troppo lontano, potrebbe raggiungere un valore ancora più basso.


Se si parla, invece, dell’ammontare di compravendite totali, che nel giro di dieci anni hanno subito una contrazione di oltre la metà  (basti pensare che nel 2004 arrivavano quasi al milione, mentre oggi a stento oltrepassano le 430mila), gli addetti ai lavori per i primi mesi del 2015 segnalano una leggera ripresa. Lo studio stilato da Tecnocasa conferma, sì, la lieve ripresa tuttavia limitata al mercato delle erogazioni dei mutui che nel primo trimestre 2015 hanno segnato un +35% rispetto al primo trimestre 2014, per un ammontare complessivo che supera i 7 miliardi di euro.

Va oltre i 110mila euro l’importo medio di un mutuo, con una durata media compresa tra i 21 e i 30 anni e una prevalenza del tasso fisso, dal momento che circa il 70% viene erogato attraverso questa tipologia. Secondo lo studio, infine, l’analisi della domanda registra anche una lieve crescita delle richieste per  trilocali, tallonati da bilocali, in particolare negli aggregati urbani.


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