Ieri, sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale gli ultimi 4 decreti attuativi del Jobs Act che da oggi entrano ufficialmente in vigore. I provvedimenti, già approvati in via definitiva dal Consiglio dei ministri lo scorso 4 settembre, riguardano rispettivamente il decreto sulle politiche attive, sugli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, sulla semplificazione dei rapporti di lavoro e, infine, quello sulla razionalizzazione dell’attività ispettiva.

Tra gli interventi innovativi, il riordino della cassa integrazione ordinaria e straordinaria, fulcro del decreto legislativo n. 148 del 14 settembre 2015 di riforma degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro che risponde allo scopo di responsabilizzarne l’uso. A tal proposito, il Legislatore ha ridefinito il quadro degli ammortizzatori sociali, ridisegnando i criteri di concessione ed utilizzo della cassa integrazione e semplificando le procedure burocratiche di richiesta e concessione. Il decreto prevede un meccanismo di responsabilizzazione delle imprese attraverso l’introduzione di una contribuzione aggiuntiva a carico di quelle che ricorreranno all’integrazione salariale.

Arriva, poi, l’allargamento della cassa integrazione ai lavoratori delle aziende da 5 a 15 dipendenti “che prima non avevano copertura” con durata massima di 24 mesi in un quinquennio mobile, 36 mesi invece per le imprese che ricorrono ai Fondi di Solidarietà. Modifiche anche per le aliquote di contribuzione dedicate ai trattamenti di integrazione salariale attraverso la riduzione degli oneri contributivi ordinari a fronte dell’aumento del contributo addizionale in caso di utilizzo effettivo dello strumento. Stabilizzate, inoltre, la durata massima della Naspi a 24 mesi anche per gli eventi di disoccupazione avvenuti dopo il 2016, la proroga strutturale dei nuovi congedi e dell’Asdi e la salvaguardia temporanea per la Naspi per i lavoratori stagionali del settore turistico.


Particolarmente fitte, poi, le novità contenute nel decreto legislativo n. 151 che reca diposizioni in materia di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini ed imprese e altre disposizioni su rapporto di lavoro e pari opportunità. Molte cose cambiano infatti per datori di lavoro e professionisti in tema di collocamento obbligatorio dei disabili, libro unico del lavoro telematico, dimissioni, controlli a distanza (per contrastare il fenomento delle dimissioni in bianco), sanzioni e possibilità per i lavoratori di cedere le ferie ai colleghi bisognosi di assentarsi per necessità familiari.

Il decreto legislativo sul riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, SO n. 53, annuncia per i datori di lavoro l’obbligo di comunicare telematicamente all’Anpal (la neoistituita Agenzia nazionale per l’occupazione) assunzioni, trasformazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro. Viene inoltre previsto il fascicolo elettronico del lavoratore, consultabile telematicamente, atto a contenere tutte le informazioni che riguardano i percorsi educativi, formativi e lavorativi, dalla fruizione di provvidenze pubbliche ai versamenti contributivi utili ai fini degli ammortizzatori sociali. Tra i compiti a capo dell’Anpal, infatti, l’attuazione sia di un sistema informativo unico delle politiche del lavoro, in collaborazione con Inps e Inail, sia di un portale unico per la registrazione della rete nazionale dei servizi per le politiche del lavoro.

Sempre nell’ambito delle politiche attive, due sono gli interventi che da oggi entrano in vigore a favore dell’inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro. Da un lato, il Patto personalizzato che potrà essere firmato dai disoccupati e dai soggetti a rischio disoccupazione. Chi appartiene a suddette categorie verrà, infatti, assegnato ad una classe di profilazione in modo da valutare il livello di occupabilità e successivamente sarà chiamato dai Centri per l’impiego allo scopo di stipulare il Patto di servizio personalizzato.

Quest’ultimo dovrà riportare la disponibilità del richiedente a prendere parte ad iniziative formative, di riqualificazione o politica attiva, e allo stesso tempo la disponibilità dello stesso ad accettare offerte di lavoro coerenti. Riceveranno quindi la convocazione per la stipula del suddetto Patto anche i beneficiari di prestazioni a sostegno del reddito, purchè non abbiano ripreso lavoro. Dall’altro lato, il secondo strumento previsto coincide con l’assegno di ricollocazione (che non costituisce reddito imponibile), a favore dei soggetti disoccupati, percettori della Naspi, il cui periodo di disoccupazione supera i quattro mesi. La somma, progressiva rispetto al profilo di occupabilità, potrà essere spesa presso i Centri per l’impiego o presso i soggetti accreditati a svolgere funzioni in materia di politiche attive del lavoro.

Si ricorda, infine, il decreto legislativo n.149, recante disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione delle ispezioni in materia di lavoro che istituisce un’Agenzia unica per le ispezioni del lavoro denominata “Ispettorato nazionale del lavoro”. Compito di quest’ultima, l’esercizio di tutte le attività ispettive, già svolte dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dall’Inps e dall’Inal, e in particolare il monitoraggio in materia di lavoro, contribuzione e assicurazione obbligatoria, oltre che tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. E’ pertanto annunciata la soppressione della Direzione generale per l’attività ispettiva del ministero del Lavoro.


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