E’ approdata e avvenuta oggi in Consiglio dei ministri l’approvazione definitiva degli ultimi cinque decreti attuativi della delega fiscale. Uno di questi rimette mano alle sanzioni e alle soglie di punibilità dei reati tributari. Le nuove sanzioni tributarie avranno applicazione a partire dal 1° gennaio 2017, mentre le soglie di punibilità 15 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avendo in sostanza applicazione immediata.

Il principio base delle revisione, sotto il profilo delle sanzioni amministrative, prevede meno costi per i contribuenti che si mettono in regola col Fisco, correggendo eventuali errori od omissioni il più presto possibile. Sono previste pene più rigide per le frodi, sotto il profilo penale, portando invece a un livello più alto le soglie per gli omessi versamenti di Iva (da 50mila a 250mila euro) e ritenute (da 50mila a 150mila euro) a favore di chi, per via della crisi economica, non dispone di sufficiente liquidità per pagare le imposte dichiarate.

Grazie al decreto attuativo della delega su contenzioso e interpelli, sono introdotte inoltre maggiori opportunità per scongiurare i contrasti col Fisco. In tal senso, si allarga anche a tutte le contestazioni fino a 20mila euro, comprese quelle sui tributi locali come le tasse sulla casa o sui rifiuti, lo strumento della mediazione tributaria, dal 2012 obbligatoria solo per le liti con le Entrate. Anche in secondo grado sarà ammissibile la conciliazione giudiziale, attualmente ferma alla prima udienza in primo grado, potendo essere promossa sia dal giudice tributario che dalle parti in lite.


Con il decreto attuativo sulla riscossione anche l’aggio sulle cartelle di Equitalia cambia. All’8% subentra infatti una percentuale variabile, nello specifico: 1% in caso di riscossione spontanea, 3% o 6% in caso in cui la riscossione sia coattiva e dunque si debba procedere a recuperare un credito a seguito di un mancato versamento da parte del contribuente.  Si applicherà il 3% a chi provvederà entro 60 giorni dalla notifica della cartella ad effettuare il pagamento, mentre varrà il 6% se si supererà tale scadenza.

Il decreto sulle agenzie fiscali punta poi ad ottenere convenzioni tra Mef e ministero più a favore dell’adempimento spontaneo dei contribuenti (la cosiddetta compliance) riscrivendo, allo stesso tempo, anche le regole sull’organizzazione interna che contraggono il rapporto tra dirigenti e totale del personale.

L’ultimo decreto attuativo della delega, infine, pone in capo all’Esecutivo la progettazione di un programma che, a cadenza annuale, riordini le spese fiscali monitorando costantemente i risultati della lotta all’evasione. Si introduce infatti l’obbligo per il Governo di controllare le agevolazioni fiscali ogni 5 anni dalla rispettiva introduzione e, in tema di contrasto all’evasione, di presentare mediante i documenti di finanza pubblica un controllo annuale atto a calcolare i recuperi da evasione da destinare al fondo «taglia-tasse».


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