Nonostante le manifestazioni dei sindacati e le proteste delle opposizioni, il Governo non mette in cantiere nessun intervento per permettere, a chi lo voglia, di andare in pensione anticipatamente rispetto alla soglia introdotta dalla riforma Fornero. A rivelarlo, ieri in question time alla Camera, lo stesso ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che ha dichiarato come «una modifica strutturale» del sistema pensionistico disegnato dalla legge Fornero che scollegasse l’età pensionabile dalla speranza di vita «andrebbe contro i principi di sostenibilità del sistema».

Confermando che la nota di aggiornamento al Def arriverà sul tavolo del Consiglio dei Ministri il prossimo venerdì, Padoan ha chiarito che l’introduzione di una nuova «flessibilità comporterebbe oneri rilevanti» che si manifesterebbero, ha proseguito, «nell’immediato, con un impatto sul sentiero di aggiustamento della finanza pubblica». E ancora, sono state le parole del ministro, il «sistema di incentivi e disincentivi non è in grado di modificare» le scelte relative all’uscita dal lavoro. In sostanza, la considerazione dell’eventuale concessione «deve essere coerente con il principio di sostenibilità di lungo termine della riforma».

Fuori discussione quindi che possa essere lo Stato ad accollarsi i costi, stimando che la misura potrebbe richiedere dagli 8 ai 10 miliardi di euro, sulla base del meccanismo scelto. Quanto alla teoria, basata sul fatto che siano gli stessi beneficiari a pagare grazie ad una decurtazione dell’assegno, non sarebbe più ipotizzabile. Secondo le stime, infatti, si tratterrebbe di una sforbiciata troppo pesante implicando la rinuncia fino al 30% della pensione. Sembra pertanto da escludersi che nella legge di stabilità saranno inserite misure per i pensionamenti anticipati con penalizzazioni, così come promesso dal premier.


In riferimento alla questione esodati, sorta dalle dichiarazioni diffuse dal Tesoro circa l’aver incassato i soldi non spesi del fondo creato per salvaguardarli (nonostante i sindacati rivendichino 50mila persona ancora da tutelare) Padoan ha chiarito che il Governo prende in considerazione l’eventualità di un ulteriore provvedimento, non essendoci comunque alcuna certezza sui risparmi del fondo, e necessitando di completare prima «le analisi delle sei salvaguardie già concluse».

Padoan ha anche aggiunto che «il Governo riconosce l’esistenza di situazioni di disagio e intende trovare soluzione con dovuta urgenza» puntualizzando però che «il trascinamento di eventuali risparmi costituisce una deroga non espressamente prevista dalla norma».  Nessuno scippo secondo il ministro, che ha sottolineato come «a partire dal 2012 il Governo abbia varato sei interventi a salvaguardia di 120mila persone». In merito, infine, alla cancellazione delle tasse sulle prime case, il titolare di via XX Settembre ha definito corretto che l’intervento riguardi «sia i possessori sia i detentori degli immobili, anche per evitare disparità di trattamento tra i contribuenti».


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5 COMMENTI

  1. Perche’ nessuno propone l’ unica vera norma di civiltà’: equiparazione fra eta’ pensionabile ed eta’ vitalizio? Prima o poi si votera’

  2. Licenziata nel 2010 per chiusura azienda (10 dipendenti) con quasi 34 anni di contributi.
    Non sono “esodabile”. Ho pagato i contributi volontari per raggiungere l’opzione donna ma non ce l’ ho fatta. Ho 60 anni e non ho trovato lavoro (a parte qualcosa in nero).
    Ho finito i miei risparmi… ora cosa farò per campare con reddito zero nei prossimi 6 anni che mi mancano alla pensione?

  3. Penso che sia giunto il momento che tutti insorgiamo a questa clamorosa e ulteriore beffa del governo Renzi, che ha dimostrato spavaldamente di prenderci per il culo come se il popolo italiano sia formato da cretini da essere raggirati come e quando si vuole e come si vuole.
    La pazienza oramai è arrivata al termine, dunque non ci resta altro che mobilitarci in massa contro questo oltraggioso gesto del Sig. Renzi nei nostri confronti dicendo che non ci sono fondi; ma i fondi ci sono eccome; siamo capaci tutti di trovare 10 miliardi di euro: basta togliere i famosi 80 euro promessi nella busta paga di alcuni e restituirli per la flessibilità anticipata delle pensioni a partire dal 2016 con la formula Damiano; penso che ne abbiano più diritto chi sta senza lavoro e senza pensione dall’età di 62 anni e 35 di contributi versati rispetto a chi un congruo stipendio c’è l’ha comunque gararantito.
    Italiani svegliamoci perchè ci stanno rubando i nostri soldi che abbiamo versato con anni di sacrifici!!!
    Siamo pronti a combattere con tutte le nostre forze fino all’ultimo sangue.
    SIAMO IN TANTI

  4. Siamo al solito epilogo. Governo costituito da “personaggi” e non persone, che non sono in grado di prendere decisioni e vedere un po’ oltre la punta del naso. Mi chiedo con che criterio siano stati fatti i conti sulla sostenibilità delle “uscite flessibili” dal mondo del lavoro! Perché un lavoratore con 40 anni di lavoro (e contributi regolarmente versati) non può decidere se anticipare “l’entrata in pensione” anche a costo di una adeguata penalizzazione. Si sono mai degnati di quantificare il risparmio della spesa pubblica derivante dall’opera volontaria e gratuita dei nonni nel sostegno alle giovani famiglie con figli piccoli? Oltre al conseguente ricambio generazionale! Il nostro è un paese nel quale si vorrebbe avere oggi quello che verrà (forse) investito domani.
    AL52

  5. E’ una vera vergogna.
    In un mondo di politici ed amministratori disonesti, corrotti ed irresponsabili che sprecano a loro vantaggio sia per remunerazioni stratosferiche sia per gestioni incontrollate delle ispettive attività, che nonostante le promesse fatte in più occasioni ripetute e differite anno su anno, non riescono ad attribuire i fondi stanziati per sanare un errore grossolano della legge Fornero di quel ministro cioè che con tante lacrime versate aveva dimostrato la sua incompetenza.
    Mi riferisco al problema della cosiddetta quota 96.
    saluti renato granata

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